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2019-12-11 – Educatori socio sanitari e socio-educativi

Categorie: Presidente
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In merito alla questione dell’iscrizione all’albo per educatori in ambito socio-educativo, oltre che socio-sanitario, in attesa di ulteriori specificazioni, si ritiene utile pubblicare due documenti che molto chiaramente riportano i termini della situazione, in aderenza alla normativa vigente.

ACI Sociali – Chiarimenti educatori

UNEBA parere

2019-11-28 – Pubblicazioni Open Access VQR Lettera Area XI

Categorie: Presidente
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Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
On. Prof. Lorenzo Fioramonti

Al Presidente del CUN Prof. Antonio Vicino
e alla coordinatrice del Comitato di Area XI Prof.ssa Chiara Berti

Gentile Signor Ministro,
in qualità di Presidenti delle Consulte e delle Società scientifiche delle discipline dell’area 11 – Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche, Le scriviamo in relazione a due articoli apparsi nei giorni scorsi sul Sole 24 Ore, secondo i quali con il prossimo ciclo della Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR 2015-2019) potrebbero essere valutati, ed eventualmente premiati, solo i lavori scientifici pubblicati in modalità aperta.
In mancanza di un testo e solo sulla base di queste anticipazioni, qualsiasi considerazione non può che essere espressa in maniera prudenziale. Riteniamo tuttavia necessario e opportuno rivolgerci a Lei, già in questa fase, per esprimere riserve sul metodo e preoccupazioni nel merito.
Per quanto concerne il metodo, non ci risulta che questa eventuale decisione sia stata presa dopo un confronto con gli attori del sistema universitario e i loro rappresentanti.
Nel merito, ci interroghiamo sull’opportunità di inserire un criterio di tipo editoriale (la modalità di accesso) nella valutazione della qualità scientifica delle pubblicazioni, che limita la tipologia di pubblicazioni presentabili, e sulla legittimità di una norma con effetto retroattivo, che lede il principio di equità. Ci chiediamo, in particolare, se di questa norma sia stato valutato l’impatto sugli Atenei in termini di sostenibilità economica e di corretta selezione dei prodotti.
Un cordiale saluto

Rosa Marisa Borraccini, SISBB – Società Italiana di Scienze Bibliografiche e Biblioteconomiche
Daniela Luigia Caglioti, SISSCo – Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea
Beatrice Centi, Consulta Nazionale di Filosofia
Paola Degni, AIPD Associazione Italiana Paleografi e Diplomatisti
Santo Di Nuovo, AIP – Società Italiana di Psicologia
Andrea Giorgi, AIDUSA – Associazione Italiana Docenti Universitari di Scienze Archivistiche
Stefano Gasparri, SISMED – Società Italiana degli Storici Medievisti
Luigi Mascilli Migliorini, SISEM – Società Italiana per la Storia dell’Età Moderna
Ferdinando Felice Mirizzi – Società Italiana di Antropologia Culturale
Simonetta Polenghi, SIPED – Società italiana di Pedagogia
Andrea Riggio, AGEI – Associazione dei Geografi Italiani

26 Novembre 2019

Lettera

2019-11-11 – Prenotazione Minicrociera Siped

Categorie: Presidente
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Care socie e cari soci,
come preannunciato durante l’Assemblea generale dello scorso 25 ottobre a Palermo, è organizzato per il prossimo mese di aprile un evento culturale e conviviale aperto a tutti i soci in regola con la quota annuale e alle loro famiglie.
L’evento è una crociera (durata 3 notti e 4 giorni) le cui informazioni sui costi e sulle tratte trovate nel PDF allegato (clicca qui).
Vi chiediamo, mentre stiamo mettendo a punto i contenuti scientifici degli incontri che si terranno nella sala Spoleto della nave, di manifestare il vostro interessamento entro (e non oltre perché i posti a disposizione sono limitati), domenica 17 novembre 2019 mediante:

  1. prenotazione della crociera (anticipo di € 120,00) attraverso la piattaforma STRIPE presente sul sito alla voce iscrizioni (https://www.siped.it/prodotto/prenotazione-porti-condivisi-crociera-siped-14-17-aprile-2020/);
  2. invio di una mail a porticondivisi@siped.it e greta.bisazzagangi@gmail.com indicando il nome del socio, dei familiari e/o degli amici partecipanti.

Si precisa che:

  • la cabina può essere prenotata solamente da un socio;
  • due o più soci (con un massimo di 4 occupanti) possono viaggiare nella stessa cabina.

Successivamente verrà creata una mailing list dei partecipanti per tutte le informazioni necessarie relative all’organizzazione ed alle indicazioni utili per raggiungere Savona anche, per chi volesse, con i servizi suppletivi Costa Crociere.

In attesa d’incontrarVi numerosi, un caro saluto

La Presidente
Simonetta Polenghi

Il Tesoriere
Dario De Salvo

2019-11-22 – Educatori professionali socio-pedagogici e agli educatori professionali socio-sanitari

Categorie: Presidente
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Alla Federazione Nazionale Ordine TSRM-PSTRP
c.a. Dott. Alessandro Beux via Magna Grecia 30/A
via Magna Grecia 30/A
00183 – ROMA
e-mail: federazione@tsrm.org
PEC: federazione@pec.tsrm.org
Tel.: 06.77590560 Fax: 06.62276492

OGGETTO: Educatori professionali socio-pedagogici ed educatori professionali socio-sanitari

Con la presente la Presidente Siped (Società italiana di Pedagogia) Prof.ssa Simonetta Polenghi (Università Cattolica di Milano), la Presidente CUNFS (Conferenza Universitaria Nazionale di Scienze della formazione) Prof.ssa Maria Grazia Riva (Università di Milano-Bicocca) e la Coordinatrice Conclep (Coordinamento Presidenti dei Corsi di Laurea per Educatore Socio-pedagogico e Pedagogista) Prof.ssa Silvana Calaprice (Università di Bari) intendono manifestare forti perplessità sul contenuto e l’oggetto della Circolare n. 87/2019.
La Circolare, infatti (preceduta da una versione poi tolta ma che ancora circola in rete), intimorisce molti e sta creando equivoci e fraintendimenti nel mondo delle professioni educative in quanto, seppur nel testo si espliciti l’insussistenza dell’obbligo di iscrizione ad albo o elenchi speciali per gli Educatori Professionali socio-pedagogici, la genericità del termine di ”Educatore Professionale”, utilizzato nell’oggetto della circolare, e la stretta ed incerta circoscrizione dei settori di intervento degli educatori professionali socio-pedagogici costituiscono fonte di gravi dubbi ed incertezze.

Come rappresentanti del mondo accademico negli organismi inerenti la materia, siamo pertanto a chiederle un incontro urgente per alcuni indispensabili chiarimenti:

  1. la Legge n. 205/2017, nel riconoscere la distinzione tra la figura dell’educatore professionale socio-pedagogico e quella dell’educatore professionale socio-sanitario, al comma 594 dispone che l’educatore professionale socio-pedagogico (e il pedagogista) operano nei servizi e nei presidi socio-educativi e socio-assistenziali, nei confronti di persone di ogni età, elencando espressamente gli ambiti in cui operano tali figure professionali, tra cui l’ambito socio-assistenziale, limitatamente agli aspetti socio-educativi.
    La successiva legge 145/18, al comma 517 permette a tali figure di confermare il loro già consolidato lavoro competente in ambito socio-assistenziale, socio sanitario e della salute con finalità prettamente socio-educative.
    Tali Leggi, dunque, annoverano con chiarezza gli ambiti socio-assistenziali, socio-educativi e sanitari, tra quelli di competenza e di operatività dei laureati L-19 (ex L-18), permettendo così alle figure con tale formazione accademica di confermare il loro già consolidato lavoro competente in tali ambiti;
  2. la Legge n. 205/2017 è norma successiva e di rango superiore, nella gerarchia delle fonti, rispetto al Decreto Ministeriale n. 520/1998 e, pertanto, la distinzione effettuata dalla legge tra le due figure dell’educatore professionale socio-pedagogico e dell’educatore professionale socio-sanitario, la nuova organizzazione delle due figure professionali e la specificazione degli ambiti di operatività dell’educatore socio-pedagogico, superano ed escludono la circostanza che il D.M. n. 520/98 possa pretendere di operare una riserva professionale sulla quasi totalità dei contenuti del detto decreto in favore dell’Educatore Professionale socio-sanitario;
  3. le stesse Leggi nn. 205/2017 e 145/2018 riconoscono che la qualifica di «educatori professionali socio-sanitari» resta disciplinata dal Decreto del Ministro della sanità n. 520/1998, come professione sanitaria essenzialmente rivolta all’area della riabilitazione, con qualifica attribuita con laurea della classe L/SNT2 – professioni sanitarie della riabilitazione; riconoscendo, dunque, che il D.M. n. 520/198 definisca l’attività professionale del laureato L/SNT2, le stesse leggi ordinarie superano il Decreto, aggiungendo al generico titolo di Educatore professionale l’aggettivo socio-sanitario, proprio per eliminare le equivocità degli ambiti di azione: ambiti specificamente sanitari su cui tutta la formazione universitaria di tali figure si incentra, come si evince dalla specificità degli stessi corsi di studio;
  4. gli elenchi speciali non riguardano tutti i laureati classe L. 19, poiché nell’ultimo capoverso della Circolare si afferma che “Per tutti coloro che, in riferimento al comma 594 della legge 205/2017, modificato e integrato dal comma 517 della legge 145/2018, in qualsiasi ambito operino con funzioni socio-assistenziali, socio-sanitarie e della salute, ma sono sprovvisti di titolo abilitante, equipollente o equivalente all’esercizio della professione, si applica quanto previsto dal comma 537 della legge n. 145/201 ……possono continuare a svolgere le attività professionali previste dal profilo in oggetto, purché si iscrivano, entro il 31 dicembre 2019, negli elenchi speciali ad esaurimento istituiti presso gli ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione”: la mancata iscrizione negli elenchi – si legge nella Circolare – comporterà l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge per l’esercizio abusivo di professione, ai sensi dell’art. 348 del Codice penale. Tale esplicazione contraddice le disposizioni di legge, nonché, nello specifico, il D.M. del 9 agosto 2019 che circoscrive esplicitamente l’iscrizione in tali albi speciali solo alle categorie dei servizi sanitari e socio-sanitari: gli elenchi speciali, pertanto, non riguardano tutti i laureati classe L-19.

Alla luce di quanto innanzi, stante l’imminente scadenza del 31 Dicembre p.v., si chiede di Voler fissare un incontro con gli scriventi, con cortese urgenza, per una chiarificazione sulle posizioni e sugli obblighi normativi delle due figure professionali.

Nell’attesa di riscontro, si inviano distinti saluti

Milano, 21.11.2019

Prof.ssa Simonetta Polenghi
Presidente SIPED – Società Italiana di Pedagogia

Prof.ssa Maria Grazia Riva
Presidente CUNSF – Conferenza Universitaria Nazionale di Scienze della formazione

Prof.ssa Silvana Calaprice
Coordinatrice Conclep – Coordinamento Presidenti dei Corsi di Laurea per Educatore Socio-pedagogico e Pedagogista

2019-09-08 – Call Pedagogia Oggi 2020/1

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Pedagogia Oggi 2020/1

Call for Papers

La metodologia della ricerca in pedagogia

Editors
Massimo Baldacci, Serenella Besio, Renata Viganò, Giuseppe Zago

Le condizioni di possibilità di una pedagogia che si ponga come una scienza non si limitano alla definizione del suo oggetto, ma investono anche in modo fondamentale il possesso di un’adeguata metodologia di ricerca.
Al di là delle diversificate declinazioni conosciute dalla ricerca pedagogica negli ultimi decenni (per esempio: qualitativa e quantitiva; nomotetica e idografica ecc.), la ricerca teorica, quella storica e quella empirica condividono un’esigenza di rigore, che trova tuttavia in ciascuna di esse proprie specifiche forme attuative. La geografia logica complessiva del territorio della ricerca pedagogica non è però ancora delineata in modo adeguatamente chiaro. La rivista si propone perciò di raccogliere contributi che consentano una più nitida configurazione delle forme di indagine in pedagogia e una maggiore precisazione dei canoni di rigore in ordine ai diversi tipi di ricerca (teorica, storica ed empirica).

Per quanto riguarda l’area della ricerca teorica, le questioni che possono essere oggetto di chiarimento sono: gli oggetti della ricerca teorica; paradigmi e metodologie della ricerca teorica; Il rigore nella ricerca teorica; Il rapporto teoria/prassi; Il rapporto tra ricerca teorica e ricerca filosofica; Il rapporto tra ricerca teorica e ricerca storica; Il rapporto tra ricerca teorica e ricerca empirica; Il rapporto tra pedagogia e scienze dell’educazione; Il rapporto tra ricerca teorica e politiche educative; altre questioni di evidente interesse epistemologico.
I contributi relativi a quest’area dovranno muovere dalla chiara delineazione del problema da affrontare e delle tesi che si intendono sostenere; includere una sintetica rassegna delle principali posizioni in gioco; provvedere a compiere un’analisi concettuale dei principali termini usati; argomentare in modo esplicito le tesi sostenute e tracciare un bilancio conclusivo circa la loro plausibilità.

Per quanto riguarda l’area della ricerca storico-educativa, i contributi proposti potranno affrontare le problematiche legate agli oggetti, alle metodologie e alle fonti di indagine. Particolare attenzione sarà riservata agli studi sulle seguenti tematiche: le “frontiere” dell’attuale ricerca storico-educativa; il ripensamento dei tradizionali oggetti di ricerca (idee pedagogiche, istituzioni educative, sistemi scolastici, classici, biografie…); possibilità e problemi per una storia della storiografia pedagogica italiana; le nuove fonti dopo il visual turn: immagini, foto, cartoline, cinema, etc.; la storia della didattica e della cultura materiale della scuola; l’approccio transnazionale; l’allargamento delle fonti della storia dell’educazione (visive,orali,digitali): problemi di conservazione, selezione, analisi, interpretazione…; rapporti tra sapere storico-educativo e altre aree di ricerca (pedagogia, storia, filosofia, sociologia, psicologia, letteratura, economia…); la cultura storico-educativa nella formazione della professionalità docente.
I saggi potranno sia discutere questioni di ordine epistemologico sia offrire specifici esempi di ricerca. In entrambi i casi, i contributi dovranno muovere dalla chiara delineazione del problema da affrontare e delle tesi che si intendono sostenere; presentare un sintetico panorama critico delle principali posizioni sull’argomento; specificare fonti e metodi di indagine; argomentare in modo chiaro le tesi sostenute e tracciare un breve bilancio conclusivo. I contributi dovranno indicare infine la rilevanza e la validità dell’approccio tematico e/o metodologico prescelto e proporre una discussione critica dei risultati raggiunti con adeguate aperture internazionali.

Per quanto riguarda l’area della ricerca nel campo della didattica e pedagogia speciale le questioni che richiedono oggi un urgente chiarimento e approfondimento sono:
a) gli oggetti della ricerca, teorica ed empirica, con particolare riferimento alla differenziazione fra gli studi inerenti le disabilità e quelli relativi ad altre tipologie di fragilità esistenziale, nonché i corrispettivi aspetti epistemologici e paradigmatici;
b) il rigore nella ricerca empirica e sperimentale e le sue necessarie declinazioni per rapporto a:
b1 i differenti contesti di applicazione della ricerca;
b2 le età della vita implicate;
b3 le intersezioni e le contaminazioni con le discipline di confine, le sfide, le prerogative e i rischi connessi;
b4 le intersezioni e le contaminazioni con le linee di indirizzo (es., politico, giuridico, clinico, ecc.) e gli studi di settore (es., statistico) sviluppati da enti e istituzioni preposti a livello nazionale e internazionale; le sfide, le prerogative e i rischi connessi;
b5 la misurazione di risultati ottenuti sperimentalmente, la loro generalizzabilità ad altri contesti;
c) aspetti etici della sperimentazione e della ricerca empirica in ambito educativo, sociale, clinico, con accento precipuo sul coinvolgimento degli users, nelle sue diverse forme applicative e metodologiche;
d) paradigmi e metodologie della didattica e della didattica speciale, con specifica attenzione ai temi della ricerca quantitativa, qualitativa e ai mixed methods;
e) l’individuazione di precisi canoni di rigore, che saldino prassi ed apparato teorico, anche a livello internazionale, sui temi di massima esposizione come ad es., nel caso delle situazioni di disabilità, l’inclusione, la qualità della vita e l’autodeterminazione.

I contributi relativi a quest’area potranno consistere nella presentazione di:
a) studi critici e approfonditi della letteratura scientifica in argomento, motivati da chiara argomentazione sulla rilevanza dell’oggetto di analisi scelto e supportati da adeguata letteratura scientifica; essi devono approdare a risultati significativi ed aprire la strada ad ulteriori approfondimenti;
b) ricerche empiriche o sperimentali sviluppate secondo un corretto e motivato impianto metodologico, volte ad approfondire uno fra i temi proposti; esse indicheranno con chiarezza le ipotesi di ricerca assunte, gli approcci metodologici e gli strumenti adottati, presenteranno le rilevazioni condotte, l’analisi dei risultati ottenuti e ne forniranno una discussione critica.
In entrambi i casi, i contributi dovranno porsi l’obiettivo di inserirsi a pieno titolo nella migliore tradizione del dibattito internazionale.

Per quanto riguarda l’area della ricerca empirica e sperimentale, le questioni che possono essere oggetto di chiarimento sono: gli oggetti della ricerca empirica e sperimentale; paradigmi e metodologie della ricerca empirica e sperimentale; il rigore nella ricerca empirica e sperimentale; il rapporto tra ricerca teorica e ricerca empirica e sperimentale; possibilità e vincoli della ricerca empirica e sperimentale in pedagogia; la ricerca empirica e sperimentale e le politiche educative; la formazione alla ricerca empirica e sperimentale in pedagogia; le competenza di ricerca empirica e sperimentale come competenze qualificanti le professionalità educative; la ricerca empirica e sperimentale come risorsa per lo sviluppo professionale delle professionalità educative.
I contributi relativi a quest’area potranno consistere nella presentazione sia di studi critici e approfonditi della letteratura scientifica in argomento sia di ricerche empiriche o sperimentali sviluppate secondo un corretto e motivato impianto metodologico. In entrambi i casi, i contributi dovranno muovere dalla chiara delineazione del quadro teorico e del quadro concettuale di riferimento, includere una sintetica rassegna delle principali posizioni in gioco, delimitare il quadro problematico e individuare le questioni principali e specifiche che si intende approfondire. Gli studi critici dovranno altresì motivare la rilevanza dell’oggetto di analisi scelto e della letteratura scientifica considerata, essere sufficientemente ampi, approdare a risultati significativi ancorché problematici e suscettibili di ulteriori approfondimenti. Le ricerche empiriche e sperimentali dovranno inoltre indicare con chiarezza e argomentare le ipotesi di ricerca assunte, la validità del dispositivo metodologico e degli strumenti di indagine scelti, delle rilevazioni condotte e dell’analisi dei dati; dovranno presentare con chiarezza i risultati e fornirne una discussione critica.

Deadline
La deadline per l’invio degli abstract è stata prorogata al 13 ottobre2019.
Entro il 10 novembre p.v. sarà comunicato agli autori l’esito della valutazione degli asbtract.
La dead line per la consegna degli articoli accettati, come per gli articoli della sezione Miscellanea, è il 1 marzo 2020

Call

2019-08-28 – Scomparsa del prof. Umberto Margiotta

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Care socie e cari soci,
con grandissimo dolore e con profonda costernazione vi do il triste annuncio che Umberto Margiotta, dopo mesi di lotta contro la malattia, ci ha lasciati. La sua dipartita lascia un grande vuoto nella pedagogia italiana e nella Siped, nella quale è sempre stato impegnato con la forza delle sue idee, della sua grande cultura, della sua lungimirante visione e della sua umanità. Già ordinario di Pedagogia generale e sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, aveva ricoperto numerose cariche di prestigio. Membro del Senato SIPED, aveva sempre partecipato in modo costruttivo alle iniziative SIPED e in qualità di Presidente della SIREF aveva portato la sua autorevole e saggia parola in seno alla Consulta delle società pedagogiche. La pedagogia italiana piange la perdita di un maestro di raffinata cultura, la cui caratura scientifica è riconosciuta anche a livello internazionale.
Il funerale si terrà sabato 31 agosto ore 11 nella Parrocchia di San Michele Arcangelo a Mirano (VE).

Alla famiglia, ai colleghi e agli allievi vanno le sincere condoglianze dell’intera comunità pedagogica e mie personali.

Si allegano il CV di Umberto Margiotta e un breve ricordo steso dal suo allievo Massimiliano Costa.

Margiotta Umberto – CV

Ricordo del prof. Margiotta – Costa

2019-05-30 – Documento Consulta pedagogia su Formazione insegnanti scuola secondaria

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Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Prof. Marco Bussetti

Al vice Ministro On. Prof. Lorenzo Fioramonti

Al sottosegretario Prof. Salvatore Giuliano

Al Consigliere – Capo Gabinetto
Dott. Giuseppe Chinè

Al Capo Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca
Prof. Giuseppe Valditara

Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Dott.ssa Carmela Palumbo

Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Dott.ssa Giovanna Boda

Al Direttore Generale – Dott.ssa Maria Letizia Melina

Documento sulla formazione insegnanti di scuola secondaria della Consulta delle Società di pedagogia

La scuola è una importante agenzia culturale per la formazione dei cittadini. Ma una scuola autenticamente formativa ha necessità di personale docente preparato.
L’esercizio della funzione docente richiede una elevata professionalità.
Per i primi gradi di istruzione (scuola dell’infanzia e scuola primaria) la preparazione è garantita attraverso un corso di studi quinquennale che include:
l’acquisizione di diverse tipologie di competenze: competenze di oggetto (i linguaggi disciplinari che costituiranno oggetto di insegnamento), competenze di metodo (le metodologie didattiche che consentono la pianificazione delle azioni curriculari e la facilitazione dei processi di apprendimento), competenze pedagogiche (il sapere che consente di progettare un contesto educativo e di gestire le relazioni), competenze di pedagogia speciale (per la gestione dei processi di inclusione di soggetti fragili). L’acquisizione di questa serie di competenze trova nei laboratori innanzitutto ma poi specificatamente nei percorsi di tirocinio il contesto di apprendimento sul campo che rende possibile l’acquisizione di quelle praticalità educative e didattiche necessarie a entrare con professionalità nella scuola. Da notare che il tirocinio è previsto a partire dal secondo anno fino al quinto anno di corso. Il valore del tirocinio è attestato dal fatto che è prevista la stesura di una “relazione” da discutere al termine del quinto anno come prerequisito alla discussione della tesi.
Per accedere ai ruoli di insegnamento della scuola secondaria, sia di primo sia di secondo grado, la situazione al momento desta non poche preoccupazioni. Prerequisito di accesso è l’avere conseguito una laurea magistrale, il cui corso di studi comprenda insegnamenti che rispondano ai requisiti delle classi di concorso. Il titolo della laurea consente l’acquisizione delle competenze di oggetto (i linguaggi disciplinari che costituiranno oggetto di insegnamento), ma non si prevedono percorsi di apprendimento finalizzati a maturare le altre tipologie di competenze: di metodo, curriculari, pedagogiche, di pedagogia speciale, e per la creazione di contesti inclusivi.
In passato le SSIS avevano rappresentato un percorso di specializzazione biennale finalizzato ad acquisire tali competenze. La soppressione di questo percorso ha costituito una perdita significativa per la professionalità degli insegnanti italiani.
Dopo l’esperienza dei cosiddetti TFA, con il D.M. 10 agosto 2017, n. 616 è stata disciplinata l’acquisizione delle competenze pedagogiche e metodologiche per l’accesso ai ruoli della scuola secondaria attraverso il modello formativo ormai comunemente definito dei “24 cfu” distribuiti nei seguenti ambiti disciplinari: a) pedagogia (tutti i SSD M-PED), b) psicologia (tutti i SSD M-PSI), c) antropologia (M-DEA/0 e M-FIL/03), e d) Metodologie e Tecnologie didattiche (M-PED/03; M-PED/04 oppure i SSD previsti dall’allegato B di cui al D.M. 616/2017 per ciascuna classe di concorso). Tale percorso costituisce una offerta formativa che pur minimale, in quanto offre solo alcune delle piste necessarie ad acquisire una adeguata professionalità docente non presente nelle ordinarie lauree magistrali, aveva un senso in quanto preludeva ai cosiddetti FIT.
È importante richiamare la qualità dei FIT così come dichiarata dal DL 59/2017. L’art.2 specifica che il FIT è un percorso triennale che

“ha l’obiettivo di sviluppare e rafforzare nei futuri docenti: a) le competenze culturali, disciplinari, didattiche e metodologiche, in relazione ai nuclei fondanti dei saperi e ai traguardi di competenza fissati per gli studenti; b) le competenze proprie della professione di docente, in particolare pedagogiche, relazionali, valutative, organizzative e tecnologiche, integrate in modo equilibrato con i saperi disciplinari; c) la capacita’ di progettare percorsi didattici flessibili e adeguati al contesto scolastico, al fine di favorire l’apprendimento critico e consapevole e l’acquisizione delle competenze da parte degli studenti; d) la capacita’ di svolgere con consapevolezza i compiti connessi con la funzione docente e con l’organizzazione scolastica. È destinato ai soggetti vincitori del concorso di accesso ai ruoli e si articola come segue: a) un primo anno finalizzato al conseguimento del diploma di specializzazione di cui all’articolo 9, per l’insegnamento nella scuola secondaria o in pedagogia e didattica speciale per le attivita’ di sostegno didattico e l’inclusione scolastica; b) un secondo anno di formazione, tirocinio e primo inserimento nella funzione docente; c) un terzo anno di formazione, tirocinio, e inserimento nella funzione docente. Il percorso FIT è realizzato attraverso una collaborazione strutturata e paritetica fra scuola, universita’ e istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica.”

Gli interventi contenuti nel DDL Bilancio/2019 di fatto cancellano il FIT e la formazione iniziale previsti dal DL 59/2017 che vengono sostituiti da un concorso pubblico nazionale, indetto su base regionale e interregionale, che avrà carattere abilitante e farà accedere a un percorso annuale di formazione iniziale e prova. Tale decisione segna un danno grave per la formazione dei docenti, poiché elimina l’esperienza di tirocinio che consente l’apprendimento sul campo delle competenze didattiche ed educative, in sinergia tra università e scuola.
Questo nuovo quadro normativo non consente di garantire un’adeguata formazione al personale docente. Alla scuola vanno riservate tutte le risorse, materiali e immateriali, necessarie a garantire ai giovani che la frequentano di ricevere la migliore formazione possibile.
È necessario valorizzare le esperienze pregresse per riformulare il percorso della formazione docente in modo serio e rigoroso, in quanto condizione per offrire ai giovani contesti formativi di elevata qualificazione culturale.
A tale scopo si ritiene necessario:

  1. rafforzare la formazione nel campo delle scienze dell’educazione, necessaria per interpretare le questioni educative, per ipotizzare modelli curricolari adeguati, strutturare esperienze ad alto potenziale formativo;
  2. qualificare la formazione delle didattiche disciplinari con un preciso riscontro laboratoriale, anche sperimentando forme di didattica innovativa;
  3. integrare il percorso di formazione nei saperi dell’educazione e nelle didattiche disciplinari con un percorso di formazione sul campo attraverso l’esperienza di un periodo di tirocinio. La formazione sul campo, accompagnata da laboratori riflessivi, dedicati alla analisi e alla valutazione critica e ridefinizione dei percorsi, costituisce il momento qualificante per l’acquisizione delle competenze professionali.

Queste richieste collocano l’Italia all’interno del quadro europeo, ove la formazione dei futuri docenti prevede il conseguimento di una preparazione teorica disciplinare e nelle scienze dell’educazione e un tirocinio.

I presidenti delle Società pedagogiche:
Simonetta Polenghi, SIPED
Roberta Caldin, SIPES
Fulvio de Giorgi/Antonia Criscenti, CIRSE
Mario Lipoma, SIEMES
Pietro Lucisano, SIRD
Umberto Margiotta, SIREF
Pier Giuseppe Rossi, SIREM
Carla Xodo, CIRPED

30.05.2019

Documento

2019-05-21 – Provvedimento di sospensione dal servizio della prof. R. M. Dell’Aria

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Care socie e cari soci,
vi informo che la Siped, come anche CIRSE, SIRD e CUNSF ha aderito al comunicato sul Provvedimento di sospensione dal servizio della prof.ssa Rosa Maria Dell’Aria, sottoscritto da numerose società accademiche, che si allega.
Inoltre ho inviato alle massime autorità il seguente documento, sottoscritto dalla Consulta delle Società pedagogiche:

Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Consiglio
Al Ministro della Pubblica Istruzione
All’Ufficio scolastico provinciale di Palermo

Oggetto: Provvedimento di sospensione dal servizio per due settimane della prof.ssa Rosa Maria Dell’Aria

La Consulta delle Società accademiche di pedagogia esprime preoccupazione e sconcerto per il provvedimento di sospensione dal servizio per due settimane della prof.ssa Rosa Maria Dell’Aria, dell’Istituto Industriale “Vittorio Emanuele III” di Palermo. Si tratta di un provvedimento grave, che sanziona una docente per un lavoro compiuto da alcuni suoi studenti. I problemi della scuola italiana sono molti e i nostri docenti sono impegnati a insegnare ai giovani, oltre ai contenuti disciplinari, anche senso critico, solidarietà, libertà di pensiero e valori umani e democratici. Una migliore conoscenza della storia (materia che invece si sta penalizzando) contribuisce appunto ad affinare il senso critico. Si può condividere o meno l’associazione fatta dagli studenti tra leggi razziali e decreto sicurezza, due provvedimenti molto diversi: questo significa appunto discuterne ed effettuare una comparazione storica, mettere a tema questioni cruciali come discriminazione, inclusione, dignità umana, non certo sospendere la docente.
La scuola non deve essere luogo di indottrinamento o di propaganda politica, ma di crescita culturale ed etica.
Chiediamo quindi a tutte le istituzioni coinvolte, dal Ministero dell’Istruzione al Provveditorato di Palermo, di revocare il provvedimento sospensivo, che per la sua gravità assume inevitabilmente un significato intimidatorio.

I presidenti delle Società accademiche di pedagogia

Simonetta Polenghi, SIPED – Società italiana di pedagogia
Roberta Caldin, SIPES – Società italiana di pedagogia speciale
Fulvio de Giorgi, CIRSE – Centro italiano di ricerca storico-educativa
Mario Lipoma, SIEMES – Società italiana di educazione motoria e sportiva
Pietro Lucisano, SIRD – Società italiana di ricerca e didattica
Umberto Margiotta, SIREF – Società italiana di educazione e formazione
Pier Giuseppe Rossi, SIREM – Società italiana di ricerca sull’educazione mediale

21 maggio 2019

Comunicato Società provvedimento sospensione Dell’Aria

2019-05-11 – Consulta società pedagogiche Decreto 66 Formazione Primaria

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Posizione della Consulta delle società pedagogiche in merito al decreto 66 e alla proposta di modifica dell’ordinamento del Corso di laurea in Scienze della Formazione primaria

Circa il dibattito intorno al percorso di specializzazione abilitante al sostegno didattico per i laureati magistrali in Scienze della Formazione Primaria, la Consulta delle Società di pedagogia sottolinea: l’esigenza di formare maestri/e di sostegno che abbiano una preparazione culturale e disciplinare solida, oltre che una specializzazione sui temi dell’inclusione; la necessità di non prolungare eccessivamente il percorso formativo per chi si specializza sul sostegno; l’opportunità di continuare nella linea di indicazioni già condivisa a Bologna il 2 luglio 2018 dalla SIPES, dalla CUNSF, dal Coordinamento Nazionale dei Direttori dei Corsi di specializzazione per il sostegno didattico, dal Coordinamento Nazionale dei Presidenti di Scienze della Formazione Primaria, dalle associazioni FISH e FAND, nonché dalle indicazioni del medesimo Coordinamento Nazionale dei Presidenti di Scienze della Formazione Primaria del 25 marzo 2019 e della CUNSF del 12 aprile u.s.
La Consulta della Società pedagogiche esprime pertanto i seguenti auspici:

  1. Che siano riconosciuti circa 30 CFU relativi alle competenze in didattica inclusiva che i laureati hanno già acquisito durante cinque anni di studio universitario e che si abbia la possibilità di acquisire, in un semestre aggiuntivo durante gli ultimi anni del percorso di laurea, o post lauream, eventualmente anche all’interno del futuro Corso di specializzazione post lauream, altri 30 CFU circa, per il conseguimento di ulteriori competenze specialistiche nella disabilità e nell’inclusione.
  2. Che sia mantenuto l’ordinamento didattico del corso LM85bis, che ha già evidenziato ottimi risultati in termini di soddisfazione formativa e professionale, come testimoniano anche i dati AlmaLaurea. Senza modificare l’ordinamento didattico, sono altresì possibili delle specificazioni delle declaratorie, relativamente al tirocinio, ai laboratori e alla relazione per la prova finale, al fine di migliorare le competenze di tutti i maestri nella didattica inclusiva e nell’educazione degli alunni con disabilità.

La Presidenza SIPES si riserva un confronto complessivo su tale questione in un incontro assembleare dei soci che si terrà il 25 maggio a Macerata.

I presidenti delle Società pedagogiche:
Simonetta Polenghi, SIPED
Roberta Caldin, SIPES
Fulvio de Giorgi/Antonia Criscenti, CIRSE
Mario Lipoma, SIEMES
Pietro Lucisano, SIRD
Umberto Margiotta, SIREF
Pier Giuseppe Rossi, SIREM
Carla Xodo, CIRPED

Roma, 15.04.2019/Milano 05.05.2019