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2021-03-30 – Evento di lancio nazionale delle Linee pedagogiche 0-6 e della campagna di consultazione pubblica

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2021-03-30 - Evento di lancio nazionale delle Linee pedagogiche 0-6 e della campagna di consultazione pubblica - Locandina

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Su richiesta del Presidente Siped. prof. Massimiliano Fiorucci, si segnala l’evento organizzato dal Ministero dell’Istruzione di lancio nazionale della campagna di diffusione e consultazione sul documento base elaborato dalla Commissione nazionale per il Sistema integrato dalla nascita ai sei anni (d.lgs. 65/2017) “Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei” che si svolgerà mercoledì 31.03.2021 alle ore 15.30 sul canale YouTube del Ministero dell’Istruzione alla presenza del Ministro, prof. Patrizio Bianchi.
Sarà possibile seguire l’evento collegandosi al link d’accesso alla diretta streaming: https://www.youtube.com/embed/5zXPPzIntFs

Locandina

Pedagogia Oggi - CFP - 02-2021 - Educazione civica e cittadinanza - Pagina 1

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È on line la Call for Paper del numero 2/2021 di “Pedagogia oggi”, che ha come tema: “L’educazione civica e alla cittadinanza in contesti plurali”. A partire dagli assi attraverso cui si sviluppa questa materia nei contesti scolastici – Costituzione, sviluppo sostenibile, cittadinanza digitale – la call invita a indagare l’educazione civica entro l’orizzonte concettuale, pedagogicamente più ampio e di certo più complesso, della educazione alla cittadinanza. Pertanto, appare opportuno orientare la riflessione e la ricerca pedagogica verso una attenta problematizzazione del tema della cittadinanza, nelle molteplici declinazioni in cui essa può esprimersi.
Gli editors di questo numero, che ringrazio per il lavoro di stesura della call, saranno Giuseppina D’Addelfio, Rosa Gallelli, Angelo Gaudio, Massimiliano Tarozzi.
Le proposte devono essere inviate alla casella di posta [email protected] entro il 15.04.2021.

Call

2021-02-28 – Risposta del Prof. Fiorucci all’articolo di Galli Della Loggia sul Corriere

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Caro Direttore,
nei giorni scorsi (19/2/2021) sul “Corriere della Sera” è stato pubblicato l’ennesimo articolo qualunquista sulla scuola a firma del prof. Ernesto Galli Della Loggia dal titolo “Paese legale e Paese reale: la scuola parli italiano”. Confesso che prima di scrivere a voi ho inviato, come era doveroso, questo mio contributo al Direttore del “Corriere della Sera” senza ricevere nemmeno un cenno di ricezione. Confido nel fatto che essendo voi più aperti a posizioni plurali possiate prenderlo in considerazione.
Fermo restando il sacrosanto diritto di ognuno di esprimere le proprie opinioni su qualsivoglia argomento, il prof. Galli Della Loggia si è autoproclamato da alcuni anni esperto di scuola e di educazione e sulle pagine di uno dei principali quotidiani italiani impartisce lezioni e formula invettive senza contraddittorio. Come è normale che accada in qualsiasi ambito del sapere anche il campo dell’istruzione e dell’educazione ha un suo linguaggio. Se si trattasse dell’ambito medico, per fare un esempio, nessuno avrebbe da ridire circa il suo lessico specialistico.
Al di là di questi aspetti che meriterebbero un maggiore approfondimento, l’articolo del prof. Galli Della Loggia si concentra in particolare sul tema delicatissimo e complesso della valutazione operando una sconcertante banalizzazione che non fa onore alla sua fama. La questione della valutazione, infatti, richiede di essere affrontata con grande serietà e non con il tono di sberleffo adottato da Galli Della Loggia, il quale inoltre, sul piano dei contenuti, sembra ignorare che la ricerca docimologica dimostra da decenni come il voto numerico non sia né affidabile né immediato. Grandissimi pedagogisti da John Dewey ad Aldo Visalberghi si sono soffermati su questo tema e il passaggio dalla valutazione numerica ai giudizi rappresenta un cambiamento culturale di grande rilevanza in special modo nella scuola primaria (o elementare). Il passaggio dal voto ai giudizi richiede a scuole e docenti un notevole sforzo. Si tratta di riformulare obiettivi e progettare l’attività didattica tenendo presente che l’impiego di indicatori, descrittori e livelli è chiamato a dare forma a insegnamento e apprendimento. Significa partire dall’idea che i giudizi hanno senso solo se la valutazione verrà usata davvero come strategia didattica. O la valutazione dà forma a insegnamento e apprendimento oppure non ce ne facciamo nulla, e anche se valutiamo in itinere o usiamo parole al posto dei numeri non è detto che stiamo svolgendo una valutazione formativa.
Il 15 dicembre 2020 sono state presentate le nuove Linee guida sulla valutazione per la scuola primaria, che chiedono agli insegnanti di valutare in modo rigoroso e sistematico gli apprendimenti di ciascuno allievo, esplicitando criteri e motivazioni dei giudizi formulati e spiegando a bambini e genitori gli obiettivi raggiunti e le strategie da mettere in atto per poter ottenere ulteriori miglioramenti. La riforma introdotta nella scuola primaria – presentata come la morte della valutazione e del merito nella scuola, foriera di modelli permissivi e ideologicamente orientati di fare scuola – costituisce, al contrario, il risultato di un lungo percorso di sperimentazione nelle scuole pubbliche e paritarie, promossa dalle associazioni professionali e monitorata dall’università e si allinea con la più recente, rigorosa e avanzata ricerca empirica in campo valutativo. Inoltre, e guardiamo al panorama europeo, dopo aver esaminato i dati di quattro indagini PISA, l’OCSE (2011) ha verificato che la Finlandia – dove fino a 12 anni gli allievi non ricevono voti ma sono valutati con valutazione descrittiva (giudizio espresso in parole) – è uno dei paesi leader mondiali nel rendimento dei suoi studenti delle scuole secondarie, posizione che occupa ormai da dieci anni. Questo ottimo rendimento è anche notevolmente costante in tutte le scuole, indipendentemente dal loro background familiare, dalla loro condizione socio-economica o dalla loro capacità. Il sistema introdotto nel nostro paese in questo anno scolastico, ispirandosi al modello finlandese, propone di formulare un giudizio descrittivo integrando la valutazione condotta durante l’attività didattica quotidiana, in cui si rilevano gli apprendimenti dei bambini con diversi strumenti di valutazione, con la valutazione alla fine dei due quadrimestri, in cui si fa il bilancio dei progressi di ciascun allievo attraverso uno scrupoloso lavoro di analisi dei dati raccolti. L’ottica è quella che a livello internazionale viene definita “valutazione per l’apprendimento”, secondo cui il docente usa strumenti rigorosi di monitoraggio dei processi messi in atto dai bambini perché tutti i bambini possano raggiungere gli obiettivi che la scuola si prefigge e migliorare così la qualità dell’apprendimento di tutti i bambini. Infatti in tutti i paesi in cui si raggiungono alti risultati in termini di prestazione (a prescindere dal background degli allievi), e si arriva così ad innalzare il livello culturale di tutto il paese, la valutazione è ancorata fortemente da un lato all’idea che il processo di monitoraggio del lavoro degli allievi non debba essere condotto in modo approssimativo e impressionistico (come spesso succede nell’assegnazione dei voti), dall’altro che la finalità ultima della valutazione e il progresso degli allievi e, dunque, la progettazione del percorso di insegnamento volto a promuoverlo. Questo cambiamento culturale richiede, dunque, che i docenti mettano in gioco tutte le loro competenze professionali per auto-regolare il proprio operato in base ai dati raccolti, così da dirigere la loro azione di insegnamento in modo sempre più mirato ed efficace rispetto al gruppo di allievi a cui si rivolge. E gli insegnanti della scuola primaria del nostro paese hanno dimostrato di mobilitare tutte le loro risorse professionali per procedere in questa direzione e mettere in atto questa riforma, nonostante sia stato introdotta in un periodo di grande sofferenza per la scuola: ai primi incontri di formazione offerti alle scuole (11 e 12 gennaio) – che il Ministero ha voluto fossero rivolti a tutti i docenti – hanno partecipato circa 160.000 insegnanti senza che vi fosse alcun obbligo e/o incentivo da parte della scuola o dell’Amministrazione centrale, dimostrando così l’alta professionalità di tanta parte della scuola italiana, che ha preso seriamente questo cambiamento di rotta e intende acquisire gli strumenti per applicare le nuove direttive nel modo più corretto e, al tempo stesso, più aderente ai diversi contesti. Insomma prima di parlare e scrivere bisognerebbe avere il pudore di informarsi e documentarsi.
Infine, pregherei il prof. Galli Della Loggia di smetterla di adottare la sprezzante espressione «pedagogichese» delegittimando e offendendo la pedagogia e i molti pedagogisti che ogni giorno si confrontano e collaborano a diversi livelli con le scuole dei territori per migliorare un sistema educativo e formativo che è stato a lungo penalizzato e trascurato. La pedagogia italiana ha una lunga e nobile tradizione che le nuove generazioni di studiosi stanno portando avanti con grande impegno e offrendo contributi innovativi alla ricerca pedagogica e didattica.
Nel ringraziarvi per l’attenzione vi invio un cordiale saluto

Prof. Massimiliano Fiorucci
Presidente della Società Italiana di Pedagogia

*Testo integrale della lettera inviata al Direttore de “Il Fatto Quotidiano”

ALLEGATI

Testo pubblicato della lettera inviata al Direttore de “Il Fatto Quotidiano” (clicca qui)

Link all’articolo di Galli della Loggia, pubblicato sul Corriere della Sera in data 19.01.2021 (clicca qui)

 

2021-02-04 – Elezioni CUN

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Nella giornata del 03.02.2021 si sono concluse le elezioni per il rinnovo del Comitato d’area 11 del CUN.
Con grande piacere vi comunico che i colleghi e la collega che abbiamo sostenuto nell’ambito dell’accordo tra le società scientifiche delle diverse sub aree hanno avuto una grande affermazione e sono stati eletti nonostante le difficoltà di partecipazione al voto legate all’emergenza sanitaria. Il voto ha premiato il progetto unitario delle società scientifiche, rafforzando l’area nel suo complesso.

In particolare,

  • per la I fascia il prof. Fulvio Conti (M-STO/04 – Dipartimento di Scienze politiche e sociali, Università di Firenze) ha ottenuto: 246 voti;
  • per la II fascia il prof. Cristiano Giorda (M-GGR/01 – Dipartimento di Filosofia e scienza dell’educazione, Università di Torino), ha ottenuto: 304 voti;
  • per i ricercatori la prof.ssa Giovanna Guerzoni (M-DEA/01 – Dipartimento di Scienze dell’educazione “Giovanni Maria Bertin”, Università di Bologna) ha ottenuto 216 voti.

Con i migliori auguri di buon lavoro ai colleghi Fulvio Conti, Cristiano Giorda e Giovanna Guerzoni, ne approfitto per ringraziare ancora una volta, per l’impegno fin qui profuso, Paolo D’Angelo, Chiara Berti, Francesco Guida e Pascal Perillo.
Un grazie anche a tutta la comunità pedagogica che ha garantito, con la sua partecipazione, il successo di questa proposta unitaria.

Un cordiale saluto
Massimiliano Fiorucci

Risultati scrutinio eletti

2020-11-03 – Premio Siped 2020 proroga

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Il direttivo Siped, riunitosi in via telematica il 30 ottobre 2020 (seguirà verbale) ha deliberato, stante la situazione di emergenza causa Covid, di apportare alcune modifiche temporanee circa il regolamento del Premio Siped, art.7., relative al Premio 2021.

https://www.siped.it/la-societa/premio-italiano-di-pedagogia/

I candidati (che devono essere in regola con il pagamento della quota sociale) devono inviare copia cartacea del volume (monografia di un autore), come sempre, presso “Premio Italiano di Pedagogia”, c/o Dipartimento di Scienze della Formazione, Università degli Studi di Roma Tre, Via Milazzo 11 B, 00185 ROMA. La scadenza per l’invio è procrastinata al 30 gennaio 2021. Possono concorrere monografie edite nel 2020, 2019, 2018, 2017.
Inoltre, i candidati devono contestualmente entro la medesima data inviare il pdf del volume ai membri della giuria, che sono i cinque professori ordinari che faranno parte del nuovo direttivo e la sottoscritta, entro il 30 gennaio 2021.
Il conferimento del premio avverrà entro giugno 2021.

2020-10-22 – DL 14 agosto 2020, n. 104 art.33 educatori socio-pedagogici nei presidi socio-sanitari e della salute

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La SIPED esprime grande soddisfazione per l’approvazione dell’art 33bis contenuto nel Decreto Legge 14 agosto 2020, n. 104, recante “Misure urgenti per la definizione delle funzioni e del ruolo degli educatori socio-pedagogici nei presidi socio-sanitari e della salute”.
La nostra società scientifica da decenni ha posto al cento le tematiche educative e la formazione delle professioni educative, tra cui quella fondamentale in Scienze dell’educazione, che con la L-19 forma Educatori professionali socio-pedagogici.
La loro presenza è consolidata sia nei “Centri ambulatoriali di riabilitazione” sia nei “Presìdi di riabilitazione funzionale dei soggetti portatori di disabilità fisiche, psichiche e sensoriali”, accanto alle altre figure professionali, altrettanto importanti, riconosciute da Decreti Ministeriali esistenti.
Pertanto era giusto e utile che, tramite un DM ad hoc, si indicassero i compiti e le attività pedagogico-educative che l’Educatore professionale socio-pedagogico, pur non svolgendo professione sanitaria, può esercitare in ambiti e presidi sanitari e socio-sanitari (come sancito dalla Legge 145/2018, Art.1, comma 517).
La SIPED è certa che il Decreto previsto potrà rispondere, in tempi rapidi, all’esigenza di salvaguardare posti di lavoro in ambito sanitario, più che mai indispensabili nell’attuale congiuntura pandemica, e consentirà un chiarimento che eviti contenziosi futuri, al fine di una armonizzazione con le figure professionali affini.

La Presidente
Simonetta Polenghi

2020-10-16 – CESPE Italia nomine

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Si comunica che la prof.ssa Lorena Milani, dell’Università di Torino, è stata nominata Presidenta Adjunta CESPE per l’Italia. Il CESPE (Centro Latinoamericano de Estudios en Epistemología Pedagógica) comprende tutta l’America Latina e ha come sedi aggiunte: Portogallo, Spagna, Angola e Italia.
Il Gruppo formale di ricerca per l’Italia include inoltre: Emanuele Isidori, Vice-Presidente, Università degli Studi di Roma “Foro Italico”; Sara Nosari, Segretario, Università di Torino; Rosita Deluigi, Università di Macerata; Giuseppe Annacontini, Università del Salento.

https://www.cespecorporativa.org

2020-09-24 – GEV VQR 2015-19

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Sono stati estratti i GEV per la VQR 2015-19:

  • Rosa Bottino, Dirigente di ricerca, CNR, M-Ped/03
  • Dario Colella, PO, Università di Foggia, M-EDF/01
  • Valentina Grion, PA, Università di Padova, M-Ped/04
  • Mario Lipoma, PO, Università Kore di Enna, M-EDF/02
  • Maria Chiara Michelini, PA, Università di Urbino Carlo Bo, M-Ped/01
  • Maria Ranieri, PA, Università di Firenze, M-Ped/03
  • Caterina Sindoni, PO, Università di Messina, M-Ped/02
  • Maria Tomarchio, PO, Università di Catania, M-Ped/01

2020-09-14 – Call Pedagogia Oggi 2021/1

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Pedagogia Oggi 2021/1

Call for Papers

Oltre le emergenze: co-responsabilità pedagogica per la formazione umana

Editors
Giuseppe Annacontini, Giovanni Moretti, Simonetta Polenghi, Alessandro Vaccarelli

La precedente call di “Pedagogia oggi” ha inteso produrre analisi e strumenti atti a testimoniare e a promuovere l’impegno pedagogico nei confronti del “disagio educativo”, per mezzo di “una critica radicale alle dinamiche che generano o legittimano esclusione, subalternità, marginalità e violenza”.
In continuità con tale proposta, ma invitando contemporaneamente a una focalizzazione crescente del problema, la nuova Call intende tematizzare il momento dell’emergenza (con le sue logiche e le sue strategie) e l’impegno nel trovare soluzioni al passaggio attraverso la crisi, richiamandosi a un “oltre” che racconta di una vocazione pedagogica orientata a promuovere strumenti per ristrutturare i campi di esperienza personali, comunitari, sociali, economici, politici, educativi, didattici.
La call, dunque, invita a indagare le logiche che identificano e definiscono l’emergenza (manifestazione o urgenza?) non meno che le strumentalità utili a promuovere nuovi modelli, sistemi e strutture che non tradiscano i valori della generatività e formatività della donna e dell’uomo.
In tal senso, “Pedagogia Oggi” intende favorire la costruzione di un aggiornato quadro di riferimento sulle interpretazioni e gli orientamenti teorici e pratici, storici e metodologici, etici e sperimentali atti ad argomentare e render conto, in chiave critico-riflessiva, delle prospettive e delle sfide che investono una “pedagogia dell’emergenza”.
Alcuni temi che possono essere oggetto di proposte da parte della comunità scientifica vengono di seguito segnalati con particolare riferimento agli ambiti della pedagogia generale e sociale, della storia della pedagogia e dell’educazione, della didattica e pedagogia speciale e della pedagogia sperimentale.

Per l’ambito della pedagogia generale, saranno valutate le proposte di originali contributi di carattere teoretico-fondativo ed epistemologico-metodologico, che offrano, tra l’altro, idee e argomentazioni: tese a inquadrare il rapporto tra teoresi pedagogica ed emergenza, non meno che tra prassi pedagogica ed emergenza; atte a descrivere modelli pedagogici e strutture educative di corresponsabilità per la formazione umana; reputate idonee a supportare lo sviluppo di una prospettiva etico-pedagogica centrata sui valori di una umanità “in bilico” tra sistemi regressivi ed emergenti. Il tutto mantenendo fermo il richiamo alla dimensione teoretica – ma non per questo meno materiale e socio-educativamente impegnata – della legittimazione del pedagogico.
Negli ambiti della pedagogia sociale, ci si interroga su quanto definiamo emergenza – ma anche disastro, catastrofe, calamità, nelle varie fenomenologie in cui esse si presentano – e ciò che ha il potere di destabilizzare molto repentinamente gli individui, i gruppi, le comunità, le istituzioni, allargando i rischi di povertà educativa ed esponendo il soggetto a condizioni di trauma e/o di stress prolungato, ritenendo che tali situazioni possano trovare nel pedagogico e nell’educativo risposte tras-formative e generative utili per lavorare nelle prospettive della resilienza, della resistenza, della ricostruzione sociale e culturale, della cultura del rischio e della prevenzione.

Per l’area di storia della pedagogia, i contributi potranno esaminare, in diversi contesti storici, quali risposte educative siano state adottate di fronte a situazioni eccezionali. A titolo di esempio, si possono considerare le strategie messe in atto dalle scuole per far fronte a situazioni di emergenza in epoca di guerra (non solo nel Novecento), oppure in occasione di disastri ambientali (es. terremoto di Messina e Reggio Calabria; alluvione del Polesine), di emergenze sanitarie (colera, tracoma, febbre tifoidea, influenza spagnola, etc). Eventi calamitosi quali carestie, o situazioni di grave crisi economica, o ancora circostanze drammatiche di privazione di libertà in regimi dittatoriali possono essere oggetto di indagine. Altrettanto importante è esaminare la reazione di altre agenzie educative, dalla famiglia ai centri per minori, dallo Stato alla Chiesa. L’azione della pubblicistica scolastica, educativa e delle riviste per la gioventù in contesti di emergenza è pure una possibile pista di ricerca, accanto alle fonti letterarie per l’infanzia, alla diaristica e alla memorialistica, e agli epistolari. Non solo la gioventù, ma anche l’età adulta e la capacità di sviluppare meccanismi di resilienza e di supporto educativo meritano di essere indagati. Tra le fonti, si segnalano anche quelle visive, da quadri a fotografie, da documentari a film, nella scia della visual history, così come, per la storia più recente, le fonti orali. Il tema della risposta educativa a situazioni di emergenza, infine, si presta ad essere esaminato anche studiando casi avvenuti in età moderna, medievale e antica e non solo contemporanea.
Saranno accolti contributi che presentino carattere di originalità, nelle fonti messe in luce, e/o nell’approccio euristico e che si segnalino per la correttezza della metodologia adottata.
Per quanto riguarda l’area della didattica e della pedagogia speciale, i contributi proposti potranno affrontare la tematica delle emergenze, presentando esiti di ricerca, analisi di casi specifici o di azioni formative particolari, in cui le co-responsabilità educative, progettuali e valutative, siano promosse nella prospettiva di favorire la cultura scientifica diffusa, coltivare e ricostruire relazioni umane e sociali positive, stabili e sicure, intese come risorse da valorizzare a supporto dell’accesso all’istruzione, della qualificazione dei processi di insegnamento-apprendimento, della inclusione e protezione delle fragilità personali.
Saranno accolti studi e ricerche a carattere empirico e applicativo che riguardano la didattica, le strategie educative, l’utilizzo delle nuove tecnologie in ambito scolastico o nel più ampio contesto della formazione e dell’istruzione superiore, finalizzati a progettare, realizzare e valutare modalità aperte e flessibili di organizzazione della didattica, nella prospettiva di affrontare le emergenze e di educare alla loro gestione, valorizzando le co-responsabilità educative, progettuali e valutative, attraverso la partecipazione attiva e la motivazione allo studio degli studenti, l’impegno manifestato dagli insegnanti, la valorizzazione della collaborazione consapevole delle famiglie nei percorsi educativi e la promozione della cultura scientifica.
Per quanto riguarda l’area della pedagogia sperimentale, saranno accolti contributi a carattere applicativo ed empirico, in cui a fronte di possibili situazioni emergenziali, le co-responsabilità educative, progettuale e valutative, siano considerate dimensioni qualificanti dei processi di valutazione delle competenze e dei rendimenti scolastici e dei processi di formazione, o caratterizzanti le scelte metodologiche e la selezione delle procedure di ricerca didattica e docimologica, volte a favorire la partecipazione sociale, la rendicontazione pubblica degli interventi educativi e la promozione della cultura scientifica.
In merito all’area dei metodi e delle didattiche delle attività motorie e sportive, i contributi proposti potranno approfondire, sul piano empirico e in una prospettiva di promozione della salute e del benessere psico-fisico, le implicazioni che intercorrono tra le emergenze e le attività di progettazione, realizzazione e valutazione di differenti attività motorie e sportive in contesti educativi sia formali, sia informali.

Deadline per l’invio degli abstract: 10 ottobre 2020
Per partecipare alla CFP occorre essere soci Siped e occorre scaricare e compilare accuratamente il template presente sul sito della rivista. Gli abstract presentati in maniera difforme rispetto a quanto indicato nel template o non completi non saranno valutati dagli Editors. Gli abstract dovranno essere inviati a tutti e 4 gli editors entro la data indicata.
[email protected]
[email protected]niroma3.it
[email protected]
[email protected]
Si precisa che gli abstract saranno selezionati e referati sulla base dei criteri di rilevanza scientifica, di originalità, di chiarezza e di pertinenza al tema della call.
Gli abstract saranno valutati entro il 10 novembre 2020. Gli articoli dovranno pervenire alla rivista tassativamente entro il 1 marzo 2021. Non sono ammessi più di due coautori.

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