La Società Italiana di Pedagogia esprime dolore e preoccupazione per i fenomeni di femminicidio in Italia (e quindi per i bambini orfani di femminicidio) e per l’abbassamento dell’età delle vittime, come testimonia l’ultimo efferato omicidio di Martina Carbonaro. La giustizia arriva inevitabilmente “dopo”, mentre riteniamo sia necessario lavorare “prima” per prevenire, per via educativa, l’accadere di tali tragedie (Villardón-Gallego et al., 2023).
I femminicidi rientrano nel vasto ambito della violenza di genere e ne costituiscono l’esempio più drammatico. Tuttavia, essi rappresentano la parte emersa di un iceberg che ha una parte sommersa costituita non solo da episodi di abusi fisici e maltrattamenti consumati nel silenzio delle mura domestiche ma anche da comportamenti verbali, pubblici e privati, violenti e discriminatori, quali ad esempio, il catcalling, ossia l’essere apostrofate da sconosciuti (Walton, & Pedersen, 2021), le molestie sessuali sul luogo di lavoro, la rappresentazione oggettivante delle donne, i discorsi misogini largamente diffusi nei social media e così via. La violenza di genere appare infatti sostenuta da stereotipi, pregiudizi e discriminazioni che vanno contrastati attraverso l’educazione e la formazione nelle diverse agenzie educative, a partire dalla scuola, grazie ad una solida formazione delle/degli insegnanti, in ingresso e in itinere.
L’Italia, a seguito della ratifica della Convenzione di Istanbul, con la Legge n. 77 del 27 giugno 2013, si è impegnata proprio in questa direzione. L’importanza dell’educazione alla prevenzione della violenza di genere, del resto, è ampiamente sostenuta dalle rassegne sistematiche della letteratura sul tema (Pérez-Martínez et al., 2021; Melendez-Torres et al., 2024) e la rilevanza dell’educazione di genere nella prevenzione della violenza gender-based è sostenuta anche dalle Linee guida dell’Unesco e dall’Indire.
Auspichiamo quindi che la strada indicata dalla ricerca, sostenuta dalle istituzioni educative e tracciata in sede di accordi internazionali, possa essere concretamente percorsa, affinché si interrompa al più presto la drammatica conta delle vittime.
La Presidente e il Consiglio Direttivo


