La scuola merita rispetto
Da più di un anno, alcuni elementi del nostro sistema d’istruzione sono soggetti a un intenso processo di trasformazione, un processo tanto poco discusso quanto assai discutibile. In particolare, riguardo alla revisione delle Indicazioni Nazionali, si è scelto di procedere dando pochissimo spazio al confronto pubblico, rilasciando frequenti annunci con una marginale consultazione delle comunità accademiche e del mondo della scuola.
Nella ferma convinzione che le Indicazioni Nazionali rappresentino un riferimento fondamentale per immaginare la scuola di domani e che, quindi, debbano riflettere la strutturale pluralità della società italiana, si reputa necessario superare qualunque posizione ideologica non suffragata da evidenze scientifiche o da argomentazioni culturali ampiamente condivise e intraprendere un percorso di dialogo che possa accogliere i contributi dei tanti attori dell’istruzione. In una realtà in rapido mutamento, infatti, gli ideali della nostra Costituzione possono essere perseguiti per e con l’istruzione solo se posti al centro di un dibattito ove, pur nella coscienza della pluralità delle posizioni, tutti gli interlocutori abbiano la stessa dignità e si possano incontrare nel comune terreno del rigore scientifico e della serietà culturale.
Auspicando che vi siano occasioni per ovviare alle criticità già segnalate da altre comunità scientifiche, si invitano i decisori politici e coloro che hanno dirette responsabilità nelle attuali riforme a una maggiore sobrietà istituzionale e al doveroso rispetto per le società scientifiche degli ambiti disciplinari di riferimento. Crediamo che la scuola e anni di dibattito scientifico sui temi a essa collegati lo meritino.
Gabriella Agrusti
Presidente della Società Italiana di Pedagogia


