Codice etico

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SOCIETÀ ITALIANA DI PEDAGOGIA

CODICE ETICO

Il direttivo Siped in data 30.10.2020 ha approvato il seguente Codice etico, che pone la Società in linea con EERA e che è proposto a tutti i soci come punto di riferimento che definisce gli standard di comportamento condiviso per garantire la corretta realizzazione delle attività di ricerca, di docenza e di diffusione della conoscenza, in un’ottica di trasparenza e di cultura della legalità.

Preambolo

Il Codice Etico per la ricerca in pedagogia (d’ora in avanti Codice Etico) definisce gli standard di comportamento che gli iscritti alla Società Italiana di Pedagogia (SIPED) condividono e fanno propri per

  • garantire la corretta realizzazione delle attività di ricerca, di docenza e di diffusione della conoscenza;
  • proteggere i diritti dei partecipanti e delle persone coinvolte nei loro studi e nelle loro ricerche (di carattere teoretico, storico, empirico e sperimentale);
  • promuovere una riflessione epistemologicamente fondata circa le implicazioni etiche della ricerca in ambito pedagogico e didattico;
  • consolidare la cultura della legalità e della trasparenza all’interno delle organizzazioni scientifiche e di ricerca in ambito accademico;
  • accrescere la credibilità ed il prestigio degli studi e delle ricerche in ambito pedagogico, con particolare riferimento a quelli pubblicati dalla rivista Pedagogia Oggi, strumento di diffusione delle ricerche dei soci e degli esperti in materie pedagogiche.

Il Codice Etico, in particolare, è coerente con i principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana, in particolare a quelli di uguaglianza (art. 3) e inviolabilità dei limiti imposti dal rispetto della persona umana (art. 32), e ai principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea. Conferma i diritti enucleati nella convenzione ONU sui diritti dell’infanzia nonché da tutte le carte che si occupano di “diritti speciali”, in particolare quelle che ineriscono la disabilità e il diritto alla differenza la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2016.
Chi svolge ricerca in pedagogia è tenuto a conoscere e a far conoscere il presente Codice Etico, a ispirarsi ad esso nel proprio lavoro di studio, di insegnamento e di ricerca e a rispettarlo e farlo rispettare; la sua mancata conoscenza non può essere usata come giustificazione di una condotta eticamente inappropriata o comunque lesiva delle prerogative di terzi, soprattutto nei casi in cui le metodologie e i dispositivi euristici utilizzati risultino degradanti o comunque dannosi per i soggetti coinvolti nella ricerca.
La SIPED promuove una piena cultura della legalità e della trasparenza nell’ambito di tutti gli organi statutari dell’organizzazione. Ciò, in particolare, si traduce nell’incompatibilità dell’elettorato passivo per coloro i quali siano stati condannati con sentenza passata in giudicato per qualsiasi ordine di reati. La sentenza di riabilitazione è l’unica causa di estinzione anticipata dell’incandidabilità e ne comporta la cessazione per il periodo di tempo residuo.

Sezione 1. Valori etici del codice

La SIPED si pone come obiettivo quello di promuovere lo sviluppo degli studi e delle ricerche nell’ambito delle discipline pedagogiche unitamente alla volontà di favorire la costituzione e il potenziamento delle relative strutture per la ricerca e l’insegnamento. Tra le azioni principali vi sono quelle di organizzare e sollecitare l’incontro e la cooperazione attiva tra tali studiosi, favorire gli studi sulle professionalità pedagogiche e sostenere la diffusione della cultura pedagogica in Italia e all’estero. Alla luce di questa premessa, Il codice etico SIPED è inteso come un quadro guida per tutti coloro che sono coinvolti nella ricerca pedagogica e nella pubblicazione e diffusione dei suoi risultati. I principi etici e le linee guida etiche sono stati sviluppati da un gruppo di lavoro di ricercatori e soci SIPED a partire dalle linee guida etiche promosse da grandi associazioni educative internazionali come EERA, cui Siped aderisce, e EECERA.
Ci auguriamo che questo codice etico sostenga i ricercatori nelle loro decisioni di progettazione della ricerca e garantisca che la ricerca sia condotta in modo da salvaguardare il benessere di tutti gli interessati. Il Codice Etico SIPED definisce le aspettative di condotta etica che ci si aspetta dai ricercatori in ambito pedagogico. In particolare crediamo che i ricercatori in ambito pedagogico debbano avere un’etica di rispetto delle seguenti dimensioni:

  1. Integrità e rispetto della dignità della persona;
  2. Valori democratici;
  3. Conoscenza, per dare valore a molteplici prospettive;
  4. Etica e trasparenza;
  5. Qualità e rigore scientifico;
  6. Responsabilità sociale.
  1. Integrità e rispetto della dignità della persona

Chi svolge attività di ricerca in ambito pedagogico agisce con onestà, lealtà, trasparenza, autonomia ed equità, nel rispetto di tutte le persone coinvolte e nell’interesse di partecipanti, colleghi/e, studenti/esse, istituzione di appartenenza, comunità scientifica, gruppi sociali di riferimento e opinione pubblica. Per tali ragioni è importante garantire che tutti i partecipanti alla ricerca (bambini/e, adulti/e e comunità) siano visti come soggetti che si sviluppano all’interno di contesti locali con specifiche esigenze e che si collocano culturalmente come parte di società più ampie e complesse.
Chi svolge attività di ricerca in pedagogia si impegna a non compromettere il benessere psico-fisico dei/delle partecipanti e a non alterare il loro grado di sicurezza e autostima. Garantisce che la partecipazione alle ricerche non determini un peggioramento delle condizioni in essere e non esponga a situazioni di rischio, disagio o sofferenza.

  1. Valori democratici

Chi svolge ricerca in ambito pedagogico dovrebbe garantire che tutti i/le partecipanti e le comunità coinvolte siano trattati in modo equo, sensibile, dignitoso, senza pregiudizi. Evita e contrasta ogni forma di discriminazione basata su genere, orientamento sessuale, età, livello di istruzione, nazionalità, etnia, religione, stato socio-economico, opinioni politiche e sindacali, condizioni psico-fisiche. Nell’interazione con i/le partecipanti, tiene conto della loro specificità linguistica e culturale, delle eventuali condizioni di vulnerabilità e fragilità e delle capacità di comprensione e comunicazione.
È inoltre fondamentale il fatto che la ricerca incarni un profondo rispetto per i diritti delle persone, specialmente dei bambini, delle bambine e dei membri più vulnerabili di una comunità, per avere voce in capitolo e partecipare attivamente a tutte le decisioni e azioni che li riguardano (tenendo in debito conto la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia). Chi svolge ricerca in ambito pedagogico dovrebbe, inoltre, riconoscere il diritto degli altri di avere valori, atteggiamenti e opinioni diversi da quelli del ricercatore. In questo senso, è importante essere sensibili alle differenze culturali, individuali e di ruolo e cercare di eliminare ogni tipo di pregiudizio.

  1. Conoscenza, per dare valore a molteplici prospettive.

Chi svolge ricerca in ambito pedagogico dovrebbe essere rispettoso della pluralità di paradigmi, teorie, discipline e metodologie di ricerca, promuovendo un processo di ricerca capace di cogliere la complessità dei contesti educativi e dare riscontro a voci diverse.
È importate condividere l’obiettivo di ampliare la conoscenza scientifica in tutti i settori di ricerca e in tutte le fasi della vita degli individui, tenendo conto dei differenti punti di vista dei partecipanti, compresi gli studenti e le studentesse, gli educatori e le educatrici, i/le professionisti/e i/le responsabili politici.
Chi svolge attività di ricerca in pedagogia è consapevole della responsabilità sociale che deriva dai propri indirizzi di ricerca, dalle scelte metodologiche e dalle modalità di diffusione dei risultati che possono essere diversamente interpretati e usati nei diversi contesti di applicazione. Agisce affinché la ricerca possa sempre incrementare la conoscenza, le possibilità di intervento, l’offerta di strumenti di comprensione e soluzione dei problemi.

  1. Etica e trasparenza

Chi svolge ricerca in ambito pedagogico dovrebbe rendere pubblico l’insieme dei principi etici e delle azioni che guidano la pratica della ricerca, garantire che tutte le azioni di ricerca siano trasparenti e documentate in modo completo, con dati e metodi aperti al controllo esterno e alla revisione critica. È inoltre importante garantire che i processi e i risultati della ricerca siano prodotti in modo onesto, equo e riconoscendo tutti i contributi nel processo di ricerca e di divulgazione. I risultati della ricerca dovrebbero essere comunicati in modo chiaro e diretto e in un linguaggio ritenuto appropriato per il pubblico al quale sono destinati.

  1. Qualità e Rigore scientifico

È importante garantire che i progetti di ricerca siano rigorosamente al servizio delle domande e delle finalità della ricerca stessa. È fondamentale sostenere l’aggiornamento continuo e il confronto tra tutti i membri di un team di ricerca e assicurare i più elevati standard etici nei rapporti con i partecipanti per garantire il rispetto dei diritti di tutti coloro i quali prendono parte ad una ricerca. È infine fondamentale garantire i più alti standard di rigore accademico, scientifico e professionale nella presentazione e nella la diffusione della ricerca.

  1. Responsabilità sociale

Chi svolge ricerca in ambito pedagogico dovrebbe garantire che la ricerca incarni la consapevolezza di una responsabilità sociale nei confronti delle comunità e delle società in cui viene condotta; assicurare che la ricerca si sforzi di far progredire la conoscenza e la pratica accademica e che sia al servizio del bene pubblico; assicurare che la ricerca abbia utilità e significato per tutti coloro che sono coinvolti nel processo di ricerca; promuovere una ricerca che dia un contributo alla comunità scientifica in uno spirito di critica costruttiva capace di generare un impatto sulle politiche, sulle pratiche e sul miglioramento generale delle conoscenze nel settore.
Nell’orientare i ricercatori sulla loro condotta in questo contesto, l’Associazione definisce le sue linee guida sotto i seguenti titoli:

Sezione 2. Linee guida per la ricerca pedagogica:

  • Responsabilità verso i partecipanti
  • Responsabilità verso il processo di ricerca
  • Responsabilità nei confronti dei risultati della ricerca e del processo divulgazione
  • Linee guida per la pubblicazione dei risultati di ricerca

Sezione 3. Ricerca e Didattica

  • Linee guida per la divulgazione della ricerca
  • Ricerca, insegnamento e valutazione

Sezione 2

Linee guida per la ricerca pedagogica

  1. Responsabilità nei confronti dei partecipanti

Consenso volontario e informato:

  • I ricercatori devono garantire che la partecipazione alla ricerca avvenga sulla base di un consenso informato e volontario. Ciò significa che a tutti i soggetti coinvolti, compresi i bambini in tenera età, vengano fornite – in modo comprensibile – informazioni complete e oneste sul contenuto, lo scopo e il processo della ricerca e che venga data la possibilità o meno di partecipazione alla ricerca alla luce di queste informazioni. Nessun individuo deve essere costretto a partecipare.
  • Nel caso in cui siano coinvolti bambini e bambine in tenera età, il consenso informato deve essere ottenuto in modo significativo e a misura di bambino anche ai soggetti coinvolti, non solo ai loro genitori o ai tutori legali. In generale, quando i soggetti coinvolti sono minorenni, occorre il consenso dei genitori o dei tutori legali, ma anche dei minori stessi.
  • L’ottenimento del consenso (orale, scritto o in altre forme) deve essere considerato come un processo attivo e continuo. I/le partecipanti dovrebbero avere il diritto di ritirarsi dalla ricerca in qualsiasi momento.
  • La partecipazione dovrebbe essere rinegoziata se il contenuto, lo scopo o il processo originale della ricerca cambia in modo significativo.
  • Nei pochi casi in cui non è opportuno o possibile ottenere il consenso informato, occorre considerare attentamente le ragioni di ciò e queste devono essere registrate formalmente e verificate presso un organismo etico locale.

Anonimato e riservatezza:

  • I ricercatori e le ricercatrici devono riconoscere il diritto alla privacy di ogni individuo. La riservatezza e l’anonimato dei/delle partecipanti alla ricerca devono essere considerati la norma in tutte le fasi della ricerca, dalla raccolta dei dati, all’analisi e alla pubblicazione, a meno che non rinuncino espressamente ed esplicitamente a questo diritto.
  • I ricercatori e le ricercatrici dovrebbero fare attenzione che tutte le copie dei dati siano conservate in un formato e in un luogo sicuro, in modo che l’anonimato e la riservatezza non possano essere violati.
  • Tutti i/le partecipanti alla ricerca devono essere rispettosamente considerati come soggetti aventi il diritto di ritirarsi dal processo di ricerca in qualsiasi momento.
  • Tutte le ricerche devono essere condotte nel rispetto e nel riconoscimento assoluto dei diritti umani e delle capacità di tutti i/le partecipanti.
  • I ricercatori e le ricercatrici dovrebbero puntare ad essere inclusivi e non discriminatori nell’identificazione e nella selezione dei/delle partecipanti alla ricerca tendendo in considerazione il punto di vista di bambini e bambine e di persone provenienti da contesti svantaggiati, di marginalità e fragilità.
  • Laddove la partecipazione alla ricerca per alcuni individui o comunità sia particolarmente difficile, dovrebbero essere prese misure per affrontare attivamente le barriere che impediscono la partecipazione.
  • I ricercatori e le ricercatrici dovrebbero anche esplorare metodologie che consentano mezzi alternativi per i gruppi meno abbienti, inclusi i bambini e le bambine e le persone vulnerabili, per dare un autentico contributo al processo di ricerca.
  • I ricercatori e le ricercatrici dovrebbero adottare misure per evitare progetti di ricerca che avvantaggino un gruppo di partecipanti rispetto ad un altro.

Eventuale incentivazione alla partecipazione alla ricerca (pagamento):

  • I ricercatori e le ricercatrici dovrebbero riconoscere che offrire incentivi per incoraggiare la partecipazione può essere a volte problematico, e introduce il potenziale rischio di produrre distorsioni nel campionamento dei/delle partecipanti e nelle risposte.
  • In generale, l’uso di incentivi dovrebbe essere l’eccezione piuttosto che la norma nella ricerca, e laddove vengono proposti incentivi, la natura di questi dovrebbe essere attentamente considerata.

Rispetto dei partecipanti

  • I ricercatori e le ricercatrici devono fare attenzione ad evitare lo sfruttamento dei/delle partecipanti ai fini della loro ricerca.
  • I ricercatori e le ricercatrici devono essere consapevoli che il processo di ricerca può mettere sotto pressione o portare a conseguenze potenzialmente dannose per i/le partecipanti. Dovrebbero prendere tutte le misure necessarie per ridurre il senso di intrusione, pressione o stress che può derivare dalla partecipazione alla ricerca.
  • I ricercatori e le ricercatrici dovrebbero considerarsi “responsabili” per qualsiasi questione sollevata come conseguenza del loro processo di ricerca.
  • I ricercatori e le ricercatrici devono immediatamente desistere da qualsiasi azione che causi disagio ai/alle partecipanti.
  • I ricercatori e le ricercatrici devono mirare a ridurre al minimo l’impatto della loro ricerca sui partecipanti, sia esso burocratico, emotivo, fisico o di altro tipo.
  • I ricercatori e le ricercatrici devono essere pronti a riconsiderare il processo di ricerca in seguito al feedback dei/delle partecipanti.
  • Tutti i partecipanti devono avere accesso ai report e alle informazioni o altre pubblicazioni derivanti dalla loro personale partecipazione.
  1. Responsabilità verso il processo di ricerca

Elevati standard di integrità professionale, rigore e competenza:

  • La ricerca dovrebbe essere condotta con i più alti standard etici, come stabilito in queste linee guida.
  • Il rigore della ricerca dovrebbe essere evidente nella scelta delle fonti teoriche e letterarie, che dovrebbero essere localizzate in modo meticoloso e indipendente, e rigorosamente citate secondo le convenzioni concordate.
  • Il progetto di ricerca dovrebbe servire rigorosamente agli obiettivi e alle domande della ricerca.
  • I risultati della ricerca e le pubblicazioni dovrebbero essere preparati con cura e meticolosità e pubblicati secondo i più alti standard accademici.
  • I ricercatori e le ricercatrici dovrebbero operare nello spirito della Convenzione sui diritti Umani e della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e quella sui diritti delle persone con disabilità quando la ricerca coinvolge bambini e bambine, o giovani e adulti/e in condizione di vulnerabilità.
  • I ricercatori e le ricercatrici devono dare a tutti i/le partecipanti la possibilità di esprimere liberamente il proprio punto di vista su tutte le questioni che li riguardano, in proporzione alla loro età.
  • I ricercatori e le ricercatrici che si trovano in una posizione di potere o di autorità in relazione ai/alle partecipanti devono indicare le misure adottate per ridurre il differenziale di potenza.

Protezione dei dati e sicurezza:

  • La ricerca deve rispettare la legislazione sulla protezione dei dati che garantisce che tutti i/le partecipanti conoscano e abbiano accesso ai dati personali memorizzati.
  • I ricercatori e le ricercatrici devono garantire che i dati riservati e le informazioni personali siano conservati in modo sicuro e protetti da intrusioni e divulgazioni esterne.
  • I ricercatori e le ricercatrici devono avere il permesso dei partecipanti di rivelare informazioni personali a terzi o di concedere a terzi il permesso di accedere a tali dati. Deve essere tenuta una registrazione di qualsiasi divulgazione.
  • Le linee guida di cui sopra sono particolarmente importanti quando si utilizza la tecnologia di imaging visivo, e le opportune valutazioni del rischio vengono effettuate prima dell’inizio del lavoro sul campo.
  • I diritti e gli interessi del ricercatore e della ricercatrice devono essere tutelati e i rischi per il personale di ricerca nella conduzione della ricerca devono essere attentamente valutati e ridotti al minimo.

Fornire un feedback regolare e aperto a tutti i partecipanti:

  • Tutti i partecipanti alla ricerca, compresi i bambini e le bambine, hanno il diritto di ricevere un feedback sul processo di ricerca e sui risultati. I ricercatori e le ricercatrici dovrebbero coinvolgere i/le partecipanti in punti significativi del processo di ricerca e alla conclusione della ricerca, fornendo copie di eventuali rapporti o pubblicazioni derivanti dalla loro partecipazione. 
  1. Responsabilità nei confronti dei risultati della ricerca e del processo di divulgazione

Divulgazione dei dati a sponsor, committenti e parti interessate:

  • Sponsor, committenti o parti interessate sono considerati come qualsiasi persona o ente che finanzia la ricerca o la facilita consentendo e permettendo l’accesso ai dati e ai/alle partecipanti. Il rapporto tra ricercatori e ricercatrici e sponsor deve essere definito in un accordo scritto e divulgato in tutti i risultati della ricerca.
  • Tutte le parti interessate presenti nella ricerca dovrebbero essere esplicitamente dichiarate, comprese le fonti di sostegno finanziario e i relativi rapporti personali o professionali che possono avere l’apparenza o il potenziale di generare eventuali conflitti di interesse.
  • I ricercatori e le ricercatrici devono dare la stessa importanza e riconoscimento a tutte le metodologie adoperate e ai metodi di ricerca correlati.

Riservatezza e proprietà intellettuale:

  • Qualsiasi decisione di annullare gli accordi sulla riservatezza e l’anonimato deve essere presa dopo un’attenta e approfondita deliberazione, e i/le partecipanti devono essere informati in anticipo dell’intenzione e dei motivi della divulgazione.
  • Diritti di proprietà intellettuale: la ricerca sponsorizzata e su committenza deve seguire la norma secondo cui i ricercatori e le ricercatrici hanno il diritto di pubblicare in modo indipendente i risultati della ricerca, e che questo diritto non deve essere irragionevolmente negato.
  • I ricercatori e le ricercatrici hanno il diritto di dissociarsi pubblicamente dai resoconti delle ricerche che hanno condotto se ritengono che la loro presentazione sia fuorviante o selettiva.
  • Dovrebbe essere utilizzata un’ampia gamma di strategie di divulgazione per garantire una maggiore portata dei risultati della ricerca, compresi i siti web.
  • I report di ricerca dovrebbero adottare uno stile di comunicazione che sia semplice e accessibile e che abbia chiarezza e fluidità per coloro che sono interessati e coinvolti nella ricerca stessa, e un linguaggio appropriato per il pubblico a cui sono destinate.
  • I ricercatori e le ricercatrici dovrebbero adottare misure per garantire l’accuratezza e l’affidabilità di tutte le affermazioni presenti nella ricerca.

Utilità e benefici sociali:

  • I risultati della ricerca dovrebbero contribuire alla generazione di nuove conoscenze e di miglioramenti nella politica e/o nella pratica educativa.
  • I ricercatori e le ricercatrici hanno la responsabilità di cercare di rendere pubblici i risultati della loro ricerca a beneficio di una più ampia comprensione delle pratiche educativo-pedagogiche all’interno della società.
  1. Linee guida per la pubblicazione della ricerca

Autori, committenti e sponsor: ordine degli autori e citazioni

  • Lo status accademico o altri indicatori di potere non dovrebbero determinare l’ordine degli autori e delle autrici. Tutti gli autori e le autrici che hanno contribuito dovrebbero essere accreditati nell’ordine del significato del loro contributo nel processo di authoring.
  • Tutti coloro i quali hanno dato un contributo sostanziale alla generazione di un prodotto intellettuale hanno il diritto di essere elencati come autori e autrici.
  • Coloro che hanno svolto la ricerca devono esplicitare il loro ruolo e la loro responsabilità riguardo ai dati raccolti. Le persone che hanno collaborato in modo sostanziale nelle varie fasi della ricerca (colleghi e colleghe, tecnici o studenti e studentesse) devono vedere riconosciuta la contitolarità del lavoro pubblicato o della presentazione congressuale. Anche le persone che hanno contribuito in modo non sostanziale, ma accertabile, devono essere esplicitamente menzionate nel testo o nei ringraziamenti. Non devono invece essere inseriti fra gli autori i nomi di persone che non hanno dato alcun contributo, né nelle diverse fasi della ricerca, né nella redazione della pubblicazione.
  • Non dovrebbe esserci un authoring “fantasma” delle pubblicazioni ed è improprio elencare persone che non hanno contribuito direttamente alla ricerca o ai risultati scritti della ricerca.
  • Lo status e l’ubicazione istituzionale di tutti gli autori e le autrici dovrebbero essere resi visibili in tutti i materiali e i risultati della ricerca.
  • Obbligo fondamentale per gli autori e le autrici di riconoscere tutti i partner esterni come le organizzazioni, i committenti o gli sponsor che hanno contribuito al programma di ricerca direttamente o indirettamente.
  • I dati raccolti in altre ricerche non possono essere utilizzati senza citarne la fonte o senza il consenso di chi le ha condotte. L’utilizzo di strumenti e dati di ricerca per i quali è necessario il consenso di chi li ha prodotti è possibile solo dopo averne ottenuto il preventivo consenso.
  • Se un articolo o un libro è sostanzialmente simile, per contenuto e forma, a uno già pubblicato in precedenza, è opportuno annotarlo e citare il luogo della precedente pubblicazione.
  • Nelle pubblicazioni è doveroso citare le fonti originali e attribuire pieno riconoscimento ai lavori altrui, sia che essi siano serviti come ispirazione, sia che siano stati riportati in tutto o in parte, anche se modificati nella forma. Ciò vale anche nel caso si tratti di materiale non pubblicato, noto a chi scrive attraverso collaborazioni scientifiche e relazioni personali, oppure di materiale tratto da Internet. 

Rigore e integrità della ricerca: onestà, affidabilità e validità

  • I ricercatori e le ricercatrici dovrebbero garantire che i loro processi di ricerca e i loro risultati siano trasparenti, onesti e affidabili, e che le generalizzazioni tratte dalle loro evidenze di ricerca siano valide, affidabili e credibili.
  • I ricercatori e le ricercatrici devono proteggere l’integrità della comunità dei ricercatori e delle ricercatrici conducendo le loro ricerche secondo i più alti standard accademici.
  • La ricerca deve promuovere metodologie e metodi che siano allo stesso tempo solidi ed etici nella loro esecuzione.
  • I ricercatori e le ricercatrici devono utilizzare metodi adatti allo scopo della ricerca e, laddove viene promosso un metodo, un approccio o una filosofia di ricerca specifici, la consapevolezza delle alternative dovrebbe essere chiaramente visibile, con la giustificazione che gli approcci e i metodi scelti sono onesti e giustificati.
  • I ricercatori e le ricercatrici dovrebbero riportare i processi e i risultati della ricerca in modo trasparente, accurato e sufficientemente dettagliato per consentire ai ricercatori presenti nella comunità scientifica di comprenderli, interpretarli e valutarli criticamente.

Scopo e valore della ricerca

  • La ricerca dovrebbe avere uno scopo, un significato e un valore chiari per chi è coinvolto nel processo di ricerca e/o che sono i soggetti del focus della ricerca.
  • La ricerca dovrebbe avere una rilevanza e un’utilità per le comunità e le società più ampie in cui si trova. L’impatto della ricerca dovrebbe essere pianificato e documentato.
  • La ricerca dovrebbe mirare a generare nuova conoscenza capace di dare un contributo originale al settore disciplinare di riferimento.
  • La ricerca dovrebbe puntare ad essere innovativa e a sfidare le ortodossie e i presupposti esistenti, adottando una posizione rispettosa ma critica nei confronti delle conoscenze e delle pratiche esistenti.
  • I ricercatori e le ricercatrici dovrebbero riconoscere la responsabilità professionale che hanno nei confronti delle comunità e delle società in cui vivono e lavorano.
  • Nell’intraprendere la ricerca, i ricercatori e le ricercatrici dovrebbero sforzarsi di far progredire le conoscenze accademiche per contribuire al miglioramento della qualità della vita delle comunità/società/gruppi/persone oggetto di studio.

Sezione 3 – Ricerca e didattica

Linee guida per la divulgazione della ricerca

  • La presentazione delle ricerche nelle sedi scientifiche (congressi, riviste, pubblicazioni, ecc.), necessaria per il progresso della conoscenza, è guidata esclusivamente da motivi scientifici o divulgativi. I risultati e la loro interpretazione sono esposti in modo chiaro ed esaustivo, sia per favorire il confronto delle idee e dei metodi nell’ambito della comunità scientifica, sia per promuovere la diffusione della conoscenza nella società.
  • Chi svolge attività di ricerca si adopera per consentire la replicabilità dei propri lavori, garantisce una comunicazione scientifica accurata e dettagliata ed è disponibile a fornire ogni informazione utile per lo svolgimento di metanalisi o la riproduzione dei risultati.  In nessuna fase della ricerca sono consentite, in tutto o in parte, condotte quali fabbricazione di dati, falsificazione, plagio e auto-plagio. Con il termine “auto-plagio” ci si riferisce alla pubblicazione multipla della medesima ricerca con la riproduzione degli stessi risultati e alla pubblicazione multipla del medesimo lavoro con la riproduzione di parti consistenti del testo. Quando una stessa ricerca dà luogo a più pubblicazioni che ne espongono aspetti differenti, la relazione con le altre pubblicazioni è sempre esplicitata.
  • Ogni presentazione effettuata nelle sedi scientifiche deve avere un carattere di originalità e non essere la ripetizione di lavori già Nel caso si tratti di una ricerca già pubblicata o presentata ad un congresso, anche se solo parzialmente, tale fatto va dichiarato esplicitamente con gli opportuni riferimenti. 

Ricerca, insegnamento e valutazione

  • Chi svolge attività di ricerca in pedagogia si impegna a promuovere la conoscenza dei principi etici della ricerca all’interno dei corsi di laurea e mediante specifiche attività seminariali e di aggiornamento.
  • Chi svolge attività di ricerca oppure agisce come supervisore di ricerche altrui è consapevole della responsabilità educativa nei confronti dei collaboratori e del dovere di trasmettere i principi previsti dal presente Codice Etico e di vigilare sul loro rispetto.
  • Chi svolge attività di ricerca è responsabile del corretto utilizzo degli strumenti di ricerca (questionari, ecc.) e della loro salvaguardia anche in assenza di esigenze di tutela del copyright. Non permette un uso autonomo di tali strumenti da parte delle persone in formazione prima che queste abbiano raggiunto l’adeguata preparazione.
  • Chi svolge attività di ricerca è garante della preparazione dei collaboratori in formazione (studenti, studentesse, dottorandi e dottorande) e si accerta della correttezza con cui questi si qualificano all’esterno.
  • La partecipazione allo studio è offerta agli studenti e alle studentesse, ai cittadini e alle cittadine come un’importante occasione formativa per conoscere le finalità e le procedure dell’attività Chi svolge attività di ricerca è disponibile a illustrare, spiegare e discutere tutti gli aspetti teorici e metodologici dello studio.
  • Nelle attività di valutazione di progetti di ricerca, articoli e altre iniziative editoriali, chi svolge attività di ricerca si ispira esclusivamente a principi di merito e qualità scientifica; evita comportamenti finalizzati a ottenere indebiti vantaggi per sé o per il proprio gruppo di lavoro (ad esempio, pretendere citazioni ingiustificate oppure bloccare pubblicazioni che riportano risultati o ipotesi contrastanti con le proprie teorie); rispetta il lavoro altrui, anche in caso di giudizi negativi, adottando un approccio valutativo finalizzato al miglioramento del prodotto scientifico.
  • Nelle attività di docenza i ricercatori e le ricercatrici, nel rispetto dei Codici deontologici già emanati dalle Università pubbliche e private, si impegnano al rispetto degli studenti e delle studentesse, trattandoli con eguale considerazione e senza alcuna discriminazione in ragione di condizioni personali e sociali quali il genere e l’orientamento sessuale, la religione e le convinzioni personali, l’aspetto fisico e il colore della pelle, la lingua, le origini etniche, il censo e la cittadinanza, l’età.
  • Nelle attività di docenza i ricercatori e le ricercatrici, nel rispetto dei Codici deontologici già emanati dalle Università pubbliche e private, si impegnano ad astenersi e a contrastare ogni azione di prevaricazione, intimidazione, pressione, offerta e richieste di prestazioni estranee ai doveri accademici, di qualunque natura, anche sessuale, in cambio di privilegi e promesse.

Codice Etico