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Pubblicazione Rivista “Pampaedia” dal titolo “Educare è crescere insieme”

Pubblicazione Rivista "Pampaedia" dal titolo "Educare è crescere insieme" - Copertina

Pubblicazione Rivista “Pampaedia” dal titolo “Educare è crescere insieme”

Su gentile richiesta delle Prof.sse Donatella Lombello e Carla Xodo, segnaliamo la Pubblicazione del Numero 198 della Rivista “Pampaedia” dal titolo “Educare è crescere insieme”.
Oggi per l’attività fisica e lo sport sono tempi d’oro, a giudicare dal riconoscimento di cui essi godono e, soprattutto, osservando la diffusione straordinaria che interessa ogni età: dai bambini agli adulti, dagli adulti agli anziani, fino alle persone diversamente abili senza quelle barriere sociali ed economiche che hanno loro spesso compromesso l’accesso. L’universalizzazione della pratica fisica e sportiva è la cifra educativa della nostra epoca. Che comporta un costante aggiornamento sotto il profilo tecnico e non solo. Ad essa si deve, infatti, l’oggettiva mobilitazione nella ricerca di spazi materiali e specifici, il ricorso ad investimenti in strutture, l’apporto ideativo, progettuale, gestionale e finanziario di enti pubblici. Ma molto rilevante ed auspicabile è pure il ruolo delle associazioni private, i cui meriti sono però, non di rado, appannati da interferenze e condizionamenti politici, culturali, economici e di mercato, a partire dallo sport più “gettonato”: il calcio.
Questa straordinaria crescita di interesse e partecipazione dell’attività fisica è il portato più tangibile del progresso in ambito igienico-sanitario, ma soprattutto nel contesto ampio e articolato dell’educazione, per troppo tempo schiacciata da una specie di tallone d’Achille, la deriva verso un astrattismo culturale, frutto di un’ antropologia smaterializzata, estranea sia al corpo che all’esperienza. Oggi finalmente si è imposta una visione olistica, che esalta l’armonia mente-corpo, le cui componenti immateriali – cognitive, emotive, sentimentali, morali, integrate alle parti corporee – possono rendere ragione delle dinamiche della vita, in ogni momento della nostra esistenza personale. In tal modo, il potenziale educativo dell’attività fisica e dello sport viene apprezzato in termini di realizzazione unitaria della persona, di inclusione, di competenze personali, relazionali, sociali, financo lavorative. Corpo e mente. Cultura e sport. Attività motoria ed educazione. Ma in quale rapporto stanno le due componenti di questi binomi? O meglio: fino a che punto la valorizzazione pedagogica dell’attività fisica e sportiva è tenuta presente nelle diverse strutture preposte? In contesti educativi formali, come la scuola, è stato fondamentale l’inserimento, il 26 luglio del 2023, dell’articolo 33 nella nostra Costituzione.
Il passo successivo è rappresentato dal riconoscimento del “valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”, inserendo l’insegnamento di scienze motorie nelle classi quarte oltre alle quinte. Restano delle riserve sul tipo di sensibilità pedagogica presente negli ambienti educativi informali, in cui lo sport amatoriale non di rado viene impostato con una prospettiva professionale, dove non si piò negare il rischio facilmente verificabile anche in contesti a non elevata presenza di miraggi di carriera e successo: quello di penalizzare, mortificandoli e allontanandoli, i soggetti che si percepiscono impari rispetto alle aspettative dell’organizzazione, non di rado portate a privilegiare il versante economico e di ritorno dell’immagine.
Per scaricare il numero della rivista: https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/aspei/issue/view/375/345

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