Su gentile richiesta delle Prof.sse Donatella Lombello e Carla Xodo, segnaliamo la Pubblicazione del Numero 200/2026 della Rivista “Pampaedia. Bollettino As.Pe.I.” dal titolo “Educare è crescere insieme”.
L’editoriale del Prof. Borgogni apre il numero della Rivista Pampaedia dal titolo “La pratica sportiva e il mondo delle associazioni sportive. Per una pedagogia dell’esperienza, della corporeità, della cura e della libertà nei contesti associativi”. La pratica sportiva, intesa come esperienza incarnata e situata, costituisce un ambito privilegiato di formazione della persona e un dispositivo educativo ad alta densità simbolica.. Nei contesti delle associazioni sportive, il corpo si configura come luogo di esperienza e di relazione, spazio e luogo di apprendimento e di costruzione di senso: attraverso il movimento si attivano processi di soggettivazione, si elaborano identità, si apprendono forme di convivenza e si sperimentano modalità di partecipazione alla vita comunitaria.
La pedagogia è pertanto chiamata a un compito critico e generativo: interrogare il senso educativo e formativo dell’agire sportivo, sottraendolo a logiche meramente economiche, strumentali e prestazionali. Il dialogo con le scienze motorie – sul piano accademico compromesso, ma non interrotto, dallo spostamento dei settori scientifico disciplinari caratterizzanti in area biomedica – può contribuire a una comprensione profonda dei processi di apprendimento corporeo, assumendo la corporeità come categoria pedagogica fondamentale e il movimento e lo sport come spazio di cura educativa (Mortari, 2015), ovvero come pratica orientata all’attenzione all’altro, alla responsabilità e alla promozione di possibilità generative.
In tale cornice, l’esperienza sportiva può essere letta anche come potenziale pratica di libertà (Freire, 1970), nella misura in cui favorisce processi di presa di parola, consapevolezza critica e partecipazione attiva. Grazie a ciò potrebbero essere scongiurate forme di adattamento passivo e riproduzione delle disuguaglianze. L’approccio stesso delle Capabilities (Sen, 1999; Nussbaum, 2011), in particolare, nell’ottica elaborata da Nussbaum, riconosce allo sport una funzionalità feconda, disegnandolo come luogo in cui sviluppare le libertà sostanziali, opportunità di scegliere e agire liberamente; nel contesto sportivo, ancor più in quello associativo, infatti, le persone possono acquisire capacità corporee, relazionali ed etiche fondamentali per condurre una vita che abbia valore.
In questa prospettiva integrata, le associazioni sportive e, in senso allargato, le organizzazioni sportive (Enti di promozione, Federazioni, lo stesso Comitato Olimpico), possono emergere come contesti educativi e comunità di pratica (Sennett, 2008), laddove agiscano sotto il segno dell’intenzionalità educativa. Esse possono rappresentare luoghi protetti in cui l’individuo più sperimentarsi liberamente, anche imparando ad affrontare l’errore e a renderlo sostenibile.
Per scaricare il numero della rivista: https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/aspei/issue/view/410

