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Pubblicazione Rivista “Annali online della Didattica e della Formazione Docente” sul tema “Forme della diseducazione. Scuola, politica, comunicazione”

Pubblicazione Rivista "Personae. Scenari e prospettive pedagogiche" sul tema "Pedagogia del lavoro e delle organizzazioni. Nuove professionalità" - Copertina

Pubblicazione Rivista “Annali online della Didattica e della Formazione Docente” sul tema “Forme della diseducazione. Scuola, politica, comunicazione”

Su gentile richiesta della Prof.ssa Elena Marescotti, si comunica la Pubblicazione del numero 29/2025 della Rivista “Annali online della Didattica e della Formazione Docente” sul tema “Forme della diseducazione. Scuola, politica, comunicazione”, curato di Marinella Attinà, Amelia Broccoli e Valeria Rossini e consultabile e scaricabile in open access al sito: https://annali.unife.it/adfd.
Questo primo fascicolo dell’annata 2025, è dedicato al tema “Forme della diseducazione. Scuola, politica, comunicazione” dibattuto qualche tempo fa nell’ambito di un Seminario del gruppo Siped “Gli inattuali nella riflessione pedagogica”. “ (…) nel volersi riferire specificamente a quel luogo paideutico sul quale si vuole ancora scommettere per la formazione delle giovani generazioni, si è voluto mettere a fuoco quelle forme della dis-educazione che sembrano connotare la fenomenologia scolastica.
La scuola, nell’avvicendarsi caotico di un accanimento riformistico diventa istituzione con-fusa e ambivalente, che non rassicura, anzi produce a sua volta disagio e sofferenza, ma nemmeno si impone autorevolmente come regolatrice del caos. I progetti di riforma che di volta in volta si sono succeduti hanno, ciascuno per un verso, tentato di costruire un nuovo volto di scuola che appare però sganciato da una qualsiasi piattaforma culturale-politico-ideologica, che rende orfani gli insegnanti di una possibile giustificazione del loro operare. La comprensione, la condivisione e la metabolizzazione critica dell’innovazione pedagogico-didattica, appaiono le condizioni minime necessarie per consentire di tesaurizzare il carico positivo di ogni riforma e di rilevarne, al contempo, debolezze e fragilità. La continua destrutturazione, figlia non di un singolo progetto riformistico, ma di un riformismo permanente, non lascia il tempo per l’interiorizzazione e la strutturazione dei cambiamenti.
La scuola si depoliticizza, ma nell’accezione negativa, nel senso cioè, di una perdita di referenti educativi in grado di farsi bussola ermeneutica ed orientativa. La scuola così, da luogo sacro (o sacralizzato) di partecipazione democratica è diventato spazio lacerato da scissioni e conflitti, che produce stress in tutti i soggetti, dai docenti agli alunni alla cosiddetta platea allargata degli utenti indiretti, le famiglie. Il rischio della dis-educazione appare, dunque, sempre più pressante in una scuola che sembra aver silenziosamente, ma costantemente, obliato la sua autentica identità di ruolo e di funzioni in nome di una logica occupazionale ed efficientista figlia della commistione del paradigma tecnocratico con quello neoliberista che fanno del capitale umano la propria cifra specificante” (dalla Presentazione).

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