Su gentile richiesta delle Prof.sse Maria Vinciguerra, Giuseppina D’Addelfio e Livia Romano, segnaliamo la Presentazione del volume “Giornate Pedagogiche 2026 II Edizione. L’educazione è una consegna. Scritti per Antonio Bellingreri”, organizzato dal Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell’Esercizio Fisico e della Formazione (SPPEFF) dell’Università degli Studi di Palermo, che si terrà il 27.03.2026 presso la Sala Consiglio, Edificio 15, dell’Università degli Studi di Palermo (Viale delle Scienze, Palermo).
L’iniziativa nasce allo scopo di presentare il volume “L’educazione è una consegna”, pubblicato da Scholé, che raccoglie numerosi testi scritti in onore di Antonio Bellingreri. La specifica proposta scientifica di Antonio Bellingreri è stata l’elaborazione di una pedagogia fondamentale delineata come un preciso modello di ricerca pedagogica. Molti dei contributi contenuti nel volume si mettono in dialogo con questa proposta, fornendo una ricchezza di prospettive nel panorama pedagogico nazionale che presenta senz’altro un carattere di interesse scientifico e culturale.
Con l’espressione “pedagogia fondamentale”, il Nostro ha inteso uno specifico modo di intendere e coltivare la pedagogia generale, quale scienza pedagogica rivolta alle questioni di fondo legate all’azione educativa. Esse coincidono con i problemi del senso (o dell’essenza e del perché) dell’educazione e quelli del metodo (della pratica o del come) dell’educazione. I problemi di senso e di metodo dell’educare sono in effetti di fondo, perché sono sempre alla radice, costituiscono le presupposizioni dell’educare, ma anche delle scienze dell’educazione e delle scienze pedagogiche, così come di molte scienze umane che finiscono spesso con il richiamare – soprattutto oggi – la necessità dell’educazione. Le evidenze cui le altre scienze si rivolgono sono infatti quelle empiriche, mentre la pedagogia fondamentale mira ad essere, seguendo la lezione husserliana, una scienza eidetica e, in ciò stesso, una scienza rigorosa. Infatti, paradigma di riferimento della pedagogia fondamentale è quello fenomenologico-ermeneutico: l’utilizzo del trattino indica la volontà di distinguere nell’unito la fenomenologia e l’ermeneutica, valorizzando il loro reciproco innesto.
Il modello di ricerca di Antonio Bellingreri, pertanto, è segnato da una feconda coesistenza di un paradigma scientifico, che permette di fondare la pedagogia come una scienza umana autonoma, e di un paradigma filosofico, che assume le domande intorno al senso e al metodo, ossia intorno ai problemi di fondo delle azioni educative. Seguendo tale direzione, anche se la pedagogia si pone come una scienza autonoma, essa non è autarchica, in ragione del dialogo critico che la costituisce, tanto con le altre scienze dell’educazione e con quelle pedagogiche, quanto con le scienze filosofiche.
Nella storia della pedagogia contemporanea, si sono evidenziati i limiti critici di un paradigma puramente filosofico e la necessità di pensare un paradigma propriamente scientifico della pedagogia generale. Ora, è quest’ultima a proporsi il compito di istituire una fondazione strutturale alle specifiche scienze dell’educazione e alle altre scienze pedagogiche. Ed è interessante notare come, assumendo questo ruolo fondativo, la pedagogia generale prenda atto delle conquiste critiche positive portate, in ciascuno dei precedenti momenti storici, dalla pedagogia sperimentale, dalla pedagogia critica e dalle scienze dell’educazione.
Lo scopo del seminario, a partire dalla presentazione del volume suddetto, è quello di un confronto dialettico, con l’intento di approfondire il modello di ricerca di Antonio Bellingreri. In tal senso, il progetto culturale e scientifico dell’iniziativa è di avviare una tradizione di apertura e confronto con altri modelli pedagogici.

