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Congresso Internazionale “Educare alla resistenza. Sostenibilità pedagogiche contro odio, violenza ed esclusione” – 8 maggio, Viterbo

Congresso Internazionale "Educare alla resistenza. Sostenibilità pedagogiche contro odio, violenza ed esclusione" - 8 maggio, Viterbo

Congresso Internazionale “Educare alla resistenza. Sostenibilità pedagogiche contro odio, violenza ed esclusione” – 8 maggio, Viterbo

Su gentile richiesta dei Proff. Lavinia Bianchi e Giorgio Crescenza, segnaliamo il Congresso Internazionale “Educare alla resistenza. Sostenibilità pedagogiche contro odio, violenza ed esclusione”, che si terrà l’08.05.2026 dalle ore 09.30 alle ore 17.30 presso l’Aula Magna, Complesso Santa Maria in Gradi dell’Università degli Studi della Tuscia (Via Santa Maria in Gradi 4, Viterbo).

Il Congresso è organizzato dal gruppo SIPED “Sostenibilità pedagogiche contro odio, violenza ed esclusione” in collaborazione con il Dipartimento di Scienze giuridiche, sociali e pedagogiche (DIKE) dell’Università degli Studi della Tuscia, con il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre, con la Facultad de Educación de la Universidad de Sevilla e con le Associazioni professionali degli insegnanti Proteo Fare Sapere, CIDI e MCE.
In un tempo segnato da nuove e vecchie forme di violenza – digitali, simboliche e strutturali – e da processi di esclusione sociale sempre più pervasivi, l’educazione è chiamata a ricostruire legami, promuovere diritti, generare appartenenze inclusive. I discorsi d’odio, la marginalizzazione delle differenze, la crisi ecologica e democratica interrogano in profondità il significato contemporaneo della pedagogia, sollecitando l’urgenza di pratiche formative capaci di resistere ai processi di disumanizzazione e di coltivare giustizia, solidarietà e cittadinanza. In questo scenario, educare alla resistenza significa sviluppare dispositivi critici, relazionali e trasformativi orientati alla tutela della dignità umana, al riconoscimento delle vulnerabilità e alla costruzione di comunità educanti aperte, plurali e democratiche. Il Congresso intende offrire uno spazio di dialogo teorico e scambio operativo tra studiose e studiosi, ricercatrici e ricercatori, docenti, educatrici ed educatori, attiviste e attivisti che operano a partire da prospettive pedagogiche critiche e trasformative, attente ai temi della fragilità, dell’inclusione, della cura e della responsabilità sociale, nei diversi contesti dell’educazione formale, non formale e informale. La giornata di studi invita a riflettere sulle sfide educative poste dalle dinamiche contemporanee e a valorizzare contributi capaci di ripensare ruoli, metodologie e pratiche in un’ottica di equità, corresponsabilità e sostenibilità educativa.
Il Congresso si propone come un’occasione per valorizzare approcci critici, interdisciplinari e dialogici capaci di decostruire stigmi, costruire relazioni significative e generare resilienza educativa, in una prospettiva di sostenibilità pedagogica e impegno democratico. In tale direzione, l’educazione è intesa come pratica sociale e politica, come spazio di resistenza e trasformazione, come luogo in cui si rendono possibili processi di coesistenza, riconoscimento e giustizia.
Queste le quattro sessioni tematiche parallele:

  1. Discorsi d’odio, narrazioni tossiche e resistenze educative Hate speech, razzismi, discriminazioni, violenze digitali, processi di esclusione e pratiche pedagogiche di contrasto.
  2. Generi, identità e corpi tra educazione e diritti Prospettive pedagogiche su genere, corpi, queer studies, educazione alle relazioni e diritti.
  3. Pedagogie della relazione, della cura e dell’empatia Cura come pratica politica; educazione critica, dialogica, non oppressiva; pedagogie dell’ascolto.
  4. Didattiche inclusive, trasformazione sociale e cittadinanza critica Innovazione didattica, giustizia sociale, partecipazione democratica, metodologie inclusive.

Locandina

Programma

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