Call for Papers per la rivista “Italian Journal of Health Education, Sport and Inclusive Didactic” sul tema “Benessere corporeo e situazione pandemica. Criticità e risorse educative”

Su richiesta della prof.ssa Antonia Cunti, segnaliamo la call for papers per la rivista “Italian Journal of Health Education, Sport and Inclusive Didactic” sul tema “Benessere corporeo e situazione pandemica. Criticità e risorse educative”, a cura di Antonia Cunti Professore Ordinario Università degli Studi di Napoli Parthenope.
Quali sono gli effetti della pandemia sul benessere corporeo? Quali le criticità e quali i processi che possono rappresentare delle opportunità educative? Questi gli interrogativi della presente call che intende spaziare dal cambiamento di alcune specifiche situazioni di vita, come la condizione di essere studente attraverso la didattica a distanza, al mutamento dei tempi del quotidiano, molto meno scanditi dall’essere attivi con il corpo, dallo spostarsi per modificare il proprio campo di esperienza. Il concentrarsi di esperienze plurime in uno spazio corporeo fortemente ridimensionato è una conseguenza fondamentale della pandemia che ha costretto a sostituire le interazioni tra corpi con interazioni virtuali che se, per certi versi, ridimensionano e impoveriscono la qualità della comunicazione, per altri ne accentuano alcune dimensioni, in primis quella che privilegia il linguaggio verbale. Nell’ambito della relazione formativa, l’impossibilità di un’interazione sincronica con gli altrui corpi potrebbe incrementare il carattere autoreferenziale del lavoro educativo e didattico in contesti gruppali, laddove la presenza dell’altro non è più immediatamente sollecitante aggiustamenti o mutamenti di rotta sul versante cognitivo, emotivo ed in generale della relazione. Nell’ambito dell’esistenza familiare, il dilatarsi dei tempi della convivenza può costringere ad una perdurante condivisione dei medesimi ambienti con la conseguenza di una sovraesposizione dei corpi. Nel complesso, l’esistenza dei corpi si presenta come ampiamente modificata nella situazione pandemica, con il pericolo di faticare a ritrovarsi, di non riuscire a gestire i cambiamenti, di fare spazio a forme di malessere più che a nuovi provvisori equilibri. In che modo il disagio legato alla situazione pandemica potrebbe avere quale suo teatro la dimensione corporea? Quali potrebbero essere le spie di difficoltà crescenti in bambini, adolescenti ed adulti? Altre criticità sono inerenti all’inevitabile trascurare i propri stati di salute/malattia, non dando a se stessi e ai propri corpi quelle attenzioni e quelle cure che pure sarebbero loro necessari; la messa in stand by di tanta parte della prevenzione primaria e secondaria diffonde un pensare ed un sentire “di attesa” e le persone aspettano la fine della pandemia per riprendere ad occuparsi del benessere dei propri corpi, rassegnandosi a convivere con piccole o più serie problematiche e, in qualche modo, a sacrificarsi in nome di un pericolo più grande, per troppi diventato drammatica storia personale. In che modo, allora, questi nostri corpi più soli e “sospesi”, i corpi delle persone più fragili, potrebbero avvantaggiarsi del lavoro educativo di genitori, insegnanti, educatori, istruttori e allenatori? Tutto ciò nella consapevolezza che l’educazione non ha interruzioni di sorta e che le nostre scelte e non scelte, anche e soprattutto in quest’epoca di pandemia, lungi dall’essere neutrali, hanno avuto e avranno un potere dirimente nel condizionare verso esistenze più rassegnate, meno vitali e creative, oppure più felici.
Il temine per l’invio delle call è per 01.03.2021
Per maggior informazioni: http://ojs.gsdjournal.it

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