2019-09-08 – Call Pedagogia Oggi 2020/1

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Pedagogia Oggi 2020/1

Call for Papers

La metodologia della ricerca in pedagogia

Editors
Massimo Baldacci, Serenella Besio, Renata Viganò, Giuseppe Zago

Le condizioni di possibilità di una pedagogia che si ponga come una scienza non si limitano alla definizione del suo oggetto, ma investono anche in modo fondamentale il possesso di un’adeguata metodologia di ricerca.
Al di là delle diversificate declinazioni conosciute dalla ricerca pedagogica negli ultimi decenni (per esempio: qualitativa e quantitiva; nomotetica e idografica ecc.), la ricerca teorica, quella storica e quella empirica condividono un’esigenza di rigore, che trova tuttavia in ciascuna di esse proprie specifiche forme attuative. La geografia logica complessiva del territorio della ricerca pedagogica non è però ancora delineata in modo adeguatamente chiaro. La rivista si propone perciò di raccogliere contributi che consentano una più nitida configurazione delle forme di indagine in pedagogia e una maggiore precisazione dei canoni di rigore in ordine ai diversi tipi di ricerca (teorica, storica ed empirica).

Per quanto riguarda l’area della ricerca teorica, le questioni che possono essere oggetto di chiarimento sono: gli oggetti della ricerca teorica; paradigmi e metodologie della ricerca teorica; Il rigore nella ricerca teorica; Il rapporto teoria/prassi; Il rapporto tra ricerca teorica e ricerca filosofica; Il rapporto tra ricerca teorica e ricerca storica; Il rapporto tra ricerca teorica e ricerca empirica; Il rapporto tra pedagogia e scienze dell’educazione; Il rapporto tra ricerca teorica e politiche educative; altre questioni di evidente interesse epistemologico.
I contributi relativi a quest’area dovranno muovere dalla chiara delineazione del problema da affrontare e delle tesi che si intendono sostenere; includere una sintetica rassegna delle principali posizioni in gioco; provvedere a compiere un’analisi concettuale dei principali termini usati; argomentare in modo esplicito le tesi sostenute e tracciare un bilancio conclusivo circa la loro plausibilità.

Per quanto riguarda l’area della ricerca storico-educativa, i contributi proposti potranno affrontare le problematiche legate agli oggetti, alle metodologie e alle fonti di indagine. Particolare attenzione sarà riservata agli studi sulle seguenti tematiche: le “frontiere” dell’attuale ricerca storico-educativa; il ripensamento dei tradizionali oggetti di ricerca (idee pedagogiche, istituzioni educative, sistemi scolastici, classici, biografie…); possibilità e problemi per una storia della storiografia pedagogica italiana; le nuove fonti dopo il visual turn: immagini, foto, cartoline, cinema, etc.; la storia della didattica e della cultura materiale della scuola; l’approccio transnazionale; l’allargamento delle fonti della storia dell’educazione (visive,orali,digitali): problemi di conservazione, selezione, analisi, interpretazione…; rapporti tra sapere storico-educativo e altre aree di ricerca (pedagogia, storia, filosofia, sociologia, psicologia, letteratura, economia…); la cultura storico-educativa nella formazione della professionalità docente.
I saggi potranno sia discutere questioni di ordine epistemologico sia offrire specifici esempi di ricerca. In entrambi i casi, i contributi dovranno muovere dalla chiara delineazione del problema da affrontare e delle tesi che si intendono sostenere; presentare un sintetico panorama critico delle principali posizioni sull’argomento; specificare fonti e metodi di indagine; argomentare in modo chiaro le tesi sostenute e tracciare un breve bilancio conclusivo. I contributi dovranno indicare infine la rilevanza e la validità dell’approccio tematico e/o metodologico prescelto e proporre una discussione critica dei risultati raggiunti con adeguate aperture internazionali.

Per quanto riguarda l’area della ricerca nel campo della didattica e pedagogia speciale le questioni che richiedono oggi un urgente chiarimento e approfondimento sono:
a) gli oggetti della ricerca, teorica ed empirica, con particolare riferimento alla differenziazione fra gli studi inerenti le disabilità e quelli relativi ad altre tipologie di fragilità esistenziale, nonché i corrispettivi aspetti epistemologici e paradigmatici;
b) il rigore nella ricerca empirica e sperimentale e le sue necessarie declinazioni per rapporto a:
b1 i differenti contesti di applicazione della ricerca;
b2 le età della vita implicate;
b3 le intersezioni e le contaminazioni con le discipline di confine, le sfide, le prerogative e i rischi connessi;
b4 le intersezioni e le contaminazioni con le linee di indirizzo (es., politico, giuridico, clinico, ecc.) e gli studi di settore (es., statistico) sviluppati da enti e istituzioni preposti a livello nazionale e internazionale; le sfide, le prerogative e i rischi connessi;
b5 la misurazione di risultati ottenuti sperimentalmente, la loro generalizzabilità ad altri contesti;
c) aspetti etici della sperimentazione e della ricerca empirica in ambito educativo, sociale, clinico, con accento precipuo sul coinvolgimento degli users, nelle sue diverse forme applicative e metodologiche;
d) paradigmi e metodologie della didattica e della didattica speciale, con specifica attenzione ai temi della ricerca quantitativa, qualitativa e ai mixed methods;
e) l’individuazione di precisi canoni di rigore, che saldino prassi ed apparato teorico, anche a livello internazionale, sui temi di massima esposizione come ad es., nel caso delle situazioni di disabilità, l’inclusione, la qualità della vita e l’autodeterminazione.

I contributi relativi a quest’area potranno consistere nella presentazione di:
a) studi critici e approfonditi della letteratura scientifica in argomento, motivati da chiara argomentazione sulla rilevanza dell’oggetto di analisi scelto e supportati da adeguata letteratura scientifica; essi devono approdare a risultati significativi ed aprire la strada ad ulteriori approfondimenti;
b) ricerche empiriche o sperimentali sviluppate secondo un corretto e motivato impianto metodologico, volte ad approfondire uno fra i temi proposti; esse indicheranno con chiarezza le ipotesi di ricerca assunte, gli approcci metodologici e gli strumenti adottati, presenteranno le rilevazioni condotte, l’analisi dei risultati ottenuti e ne forniranno una discussione critica.
In entrambi i casi, i contributi dovranno porsi l’obiettivo di inserirsi a pieno titolo nella migliore tradizione del dibattito internazionale.

Per quanto riguarda l’area della ricerca empirica e sperimentale, le questioni che possono essere oggetto di chiarimento sono: gli oggetti della ricerca empirica e sperimentale; paradigmi e metodologie della ricerca empirica e sperimentale; il rigore nella ricerca empirica e sperimentale; il rapporto tra ricerca teorica e ricerca empirica e sperimentale; possibilità e vincoli della ricerca empirica e sperimentale in pedagogia; la ricerca empirica e sperimentale e le politiche educative; la formazione alla ricerca empirica e sperimentale in pedagogia; le competenza di ricerca empirica e sperimentale come competenze qualificanti le professionalità educative; la ricerca empirica e sperimentale come risorsa per lo sviluppo professionale delle professionalità educative.
I contributi relativi a quest’area potranno consistere nella presentazione sia di studi critici e approfonditi della letteratura scientifica in argomento sia di ricerche empiriche o sperimentali sviluppate secondo un corretto e motivato impianto metodologico. In entrambi i casi, i contributi dovranno muovere dalla chiara delineazione del quadro teorico e del quadro concettuale di riferimento, includere una sintetica rassegna delle principali posizioni in gioco, delimitare il quadro problematico e individuare le questioni principali e specifiche che si intende approfondire. Gli studi critici dovranno altresì motivare la rilevanza dell’oggetto di analisi scelto e della letteratura scientifica considerata, essere sufficientemente ampi, approdare a risultati significativi ancorché problematici e suscettibili di ulteriori approfondimenti. Le ricerche empiriche e sperimentali dovranno inoltre indicare con chiarezza e argomentare le ipotesi di ricerca assunte, la validità del dispositivo metodologico e degli strumenti di indagine scelti, delle rilevazioni condotte e dell’analisi dei dati; dovranno presentare con chiarezza i risultati e fornirne una discussione critica.

Deadline
La deadline per l’invio degli abstract è stata prorogata al 13 ottobre2019.
Entro il 10 novembre p.v. sarà comunicato agli autori l’esito della valutazione degli asbtract.
La dead line per la consegna degli articoli accettati, come per gli articoli della sezione Miscellanea, è il 1 marzo 2020

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