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2019-08-28 – Scomparsa del prof. Umberto Margiotta

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Care socie e cari soci,
con grandissimo dolore e con profonda costernazione vi do il triste annuncio che Umberto Margiotta, dopo mesi di lotta contro la malattia, ci ha lasciati. La sua dipartita lascia un grande vuoto nella pedagogia italiana e nella Siped, nella quale è sempre stato impegnato con la forza delle sue idee, della sua grande cultura, della sua lungimirante visione e della sua umanità. Già ordinario di Pedagogia generale e sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, aveva ricoperto numerose cariche di prestigio. Membro del Senato SIPED, aveva sempre partecipato in modo costruttivo alle iniziative SIPED e in qualità di Presidente della SIREF aveva portato la sua autorevole e saggia parola in seno alla Consulta delle società pedagogiche. La pedagogia italiana piange la perdita di un maestro di raffinata cultura, la cui caratura scientifica è riconosciuta anche a livello internazionale.
Il funerale si terrà sabato 31 agosto ore 11 nella Parrocchia di San Michele Arcangelo a Mirano (VE).

Alla famiglia, ai colleghi e agli allievi vanno le sincere condoglianze dell’intera comunità pedagogica e mie personali.

Si allegano il CV di Umberto Margiotta e un breve ricordo steso dal suo allievo Massimiliano Costa.

Margiotta Umberto – CV

Ricordo del prof. Margiotta – Costa

2019-05-30 – Documento Consulta pedagogia su Formazione insegnanti scuola secondaria

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Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Prof. Marco Bussetti

Al vice Ministro On. Prof. Lorenzo Fioramonti

Al sottosegretario Prof. Salvatore Giuliano

Al Consigliere – Capo Gabinetto
Dott. Giuseppe Chinè

Al Capo Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca
Prof. Giuseppe Valditara

Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Dott.ssa Carmela Palumbo

Al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Dott.ssa Giovanna Boda

Al Direttore Generale – Dott.ssa Maria Letizia Melina

Documento sulla formazione insegnanti di scuola secondaria della Consulta delle Società di pedagogia

La scuola è una importante agenzia culturale per la formazione dei cittadini. Ma una scuola autenticamente formativa ha necessità di personale docente preparato.
L’esercizio della funzione docente richiede una elevata professionalità.
Per i primi gradi di istruzione (scuola dell’infanzia e scuola primaria) la preparazione è garantita attraverso un corso di studi quinquennale che include:
l’acquisizione di diverse tipologie di competenze: competenze di oggetto (i linguaggi disciplinari che costituiranno oggetto di insegnamento), competenze di metodo (le metodologie didattiche che consentono la pianificazione delle azioni curriculari e la facilitazione dei processi di apprendimento), competenze pedagogiche (il sapere che consente di progettare un contesto educativo e di gestire le relazioni), competenze di pedagogia speciale (per la gestione dei processi di inclusione di soggetti fragili). L’acquisizione di questa serie di competenze trova nei laboratori innanzitutto ma poi specificatamente nei percorsi di tirocinio il contesto di apprendimento sul campo che rende possibile l’acquisizione di quelle praticalità educative e didattiche necessarie a entrare con professionalità nella scuola. Da notare che il tirocinio è previsto a partire dal secondo anno fino al quinto anno di corso. Il valore del tirocinio è attestato dal fatto che è prevista la stesura di una “relazione” da discutere al termine del quinto anno come prerequisito alla discussione della tesi.
Per accedere ai ruoli di insegnamento della scuola secondaria, sia di primo sia di secondo grado, la situazione al momento desta non poche preoccupazioni. Prerequisito di accesso è l’avere conseguito una laurea magistrale, il cui corso di studi comprenda insegnamenti che rispondano ai requisiti delle classi di concorso. Il titolo della laurea consente l’acquisizione delle competenze di oggetto (i linguaggi disciplinari che costituiranno oggetto di insegnamento), ma non si prevedono percorsi di apprendimento finalizzati a maturare le altre tipologie di competenze: di metodo, curriculari, pedagogiche, di pedagogia speciale, e per la creazione di contesti inclusivi.
In passato le SSIS avevano rappresentato un percorso di specializzazione biennale finalizzato ad acquisire tali competenze. La soppressione di questo percorso ha costituito una perdita significativa per la professionalità degli insegnanti italiani.
Dopo l’esperienza dei cosiddetti TFA, con il D.M. 10 agosto 2017, n. 616 è stata disciplinata l’acquisizione delle competenze pedagogiche e metodologiche per l’accesso ai ruoli della scuola secondaria attraverso il modello formativo ormai comunemente definito dei “24 cfu” distribuiti nei seguenti ambiti disciplinari: a) pedagogia (tutti i SSD M-PED), b) psicologia (tutti i SSD M-PSI), c) antropologia (M-DEA/0 e M-FIL/03), e d) Metodologie e Tecnologie didattiche (M-PED/03; M-PED/04 oppure i SSD previsti dall’allegato B di cui al D.M. 616/2017 per ciascuna classe di concorso). Tale percorso costituisce una offerta formativa che pur minimale, in quanto offre solo alcune delle piste necessarie ad acquisire una adeguata professionalità docente non presente nelle ordinarie lauree magistrali, aveva un senso in quanto preludeva ai cosiddetti FIT.
È importante richiamare la qualità dei FIT così come dichiarata dal DL 59/2017. L’art.2 specifica che il FIT è un percorso triennale che

“ha l’obiettivo di sviluppare e rafforzare nei futuri docenti: a) le competenze culturali, disciplinari, didattiche e metodologiche, in relazione ai nuclei fondanti dei saperi e ai traguardi di competenza fissati per gli studenti; b) le competenze proprie della professione di docente, in particolare pedagogiche, relazionali, valutative, organizzative e tecnologiche, integrate in modo equilibrato con i saperi disciplinari; c) la capacita’ di progettare percorsi didattici flessibili e adeguati al contesto scolastico, al fine di favorire l’apprendimento critico e consapevole e l’acquisizione delle competenze da parte degli studenti; d) la capacita’ di svolgere con consapevolezza i compiti connessi con la funzione docente e con l’organizzazione scolastica. È destinato ai soggetti vincitori del concorso di accesso ai ruoli e si articola come segue: a) un primo anno finalizzato al conseguimento del diploma di specializzazione di cui all’articolo 9, per l’insegnamento nella scuola secondaria o in pedagogia e didattica speciale per le attivita’ di sostegno didattico e l’inclusione scolastica; b) un secondo anno di formazione, tirocinio e primo inserimento nella funzione docente; c) un terzo anno di formazione, tirocinio, e inserimento nella funzione docente. Il percorso FIT è realizzato attraverso una collaborazione strutturata e paritetica fra scuola, universita’ e istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica.”

Gli interventi contenuti nel DDL Bilancio/2019 di fatto cancellano il FIT e la formazione iniziale previsti dal DL 59/2017 che vengono sostituiti da un concorso pubblico nazionale, indetto su base regionale e interregionale, che avrà carattere abilitante e farà accedere a un percorso annuale di formazione iniziale e prova. Tale decisione segna un danno grave per la formazione dei docenti, poiché elimina l’esperienza di tirocinio che consente l’apprendimento sul campo delle competenze didattiche ed educative, in sinergia tra università e scuola.
Questo nuovo quadro normativo non consente di garantire un’adeguata formazione al personale docente. Alla scuola vanno riservate tutte le risorse, materiali e immateriali, necessarie a garantire ai giovani che la frequentano di ricevere la migliore formazione possibile.
È necessario valorizzare le esperienze pregresse per riformulare il percorso della formazione docente in modo serio e rigoroso, in quanto condizione per offrire ai giovani contesti formativi di elevata qualificazione culturale.
A tale scopo si ritiene necessario:

  1. rafforzare la formazione nel campo delle scienze dell’educazione, necessaria per interpretare le questioni educative, per ipotizzare modelli curricolari adeguati, strutturare esperienze ad alto potenziale formativo;
  2. qualificare la formazione delle didattiche disciplinari con un preciso riscontro laboratoriale, anche sperimentando forme di didattica innovativa;
  3. integrare il percorso di formazione nei saperi dell’educazione e nelle didattiche disciplinari con un percorso di formazione sul campo attraverso l’esperienza di un periodo di tirocinio. La formazione sul campo, accompagnata da laboratori riflessivi, dedicati alla analisi e alla valutazione critica e ridefinizione dei percorsi, costituisce il momento qualificante per l’acquisizione delle competenze professionali.

Queste richieste collocano l’Italia all’interno del quadro europeo, ove la formazione dei futuri docenti prevede il conseguimento di una preparazione teorica disciplinare e nelle scienze dell’educazione e un tirocinio.

I presidenti delle Società pedagogiche:
Simonetta Polenghi, SIPED
Roberta Caldin, SIPES
Fulvio de Giorgi/Antonia Criscenti, CIRSE
Mario Lipoma, SIEMES
Pietro Lucisano, SIRD
Umberto Margiotta, SIREF
Pier Giuseppe Rossi, SIREM
Carla Xodo, CIRPED

30.05.2019

Documento

2019-05-21 – Provvedimento di sospensione dal servizio della prof. R. M. Dell’Aria

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Care socie e cari soci,
vi informo che la Siped, come anche CIRSE, SIRD e CUNSF ha aderito al comunicato sul Provvedimento di sospensione dal servizio della prof.ssa Rosa Maria Dell’Aria, sottoscritto da numerose società accademiche, che si allega.
Inoltre ho inviato alle massime autorità il seguente documento, sottoscritto dalla Consulta delle Società pedagogiche:

Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Consiglio
Al Ministro della Pubblica Istruzione
All’Ufficio scolastico provinciale di Palermo

Oggetto: Provvedimento di sospensione dal servizio per due settimane della prof.ssa Rosa Maria Dell’Aria

La Consulta delle Società accademiche di pedagogia esprime preoccupazione e sconcerto per il provvedimento di sospensione dal servizio per due settimane della prof.ssa Rosa Maria Dell’Aria, dell’Istituto Industriale “Vittorio Emanuele III” di Palermo. Si tratta di un provvedimento grave, che sanziona una docente per un lavoro compiuto da alcuni suoi studenti. I problemi della scuola italiana sono molti e i nostri docenti sono impegnati a insegnare ai giovani, oltre ai contenuti disciplinari, anche senso critico, solidarietà, libertà di pensiero e valori umani e democratici. Una migliore conoscenza della storia (materia che invece si sta penalizzando) contribuisce appunto ad affinare il senso critico. Si può condividere o meno l’associazione fatta dagli studenti tra leggi razziali e decreto sicurezza, due provvedimenti molto diversi: questo significa appunto discuterne ed effettuare una comparazione storica, mettere a tema questioni cruciali come discriminazione, inclusione, dignità umana, non certo sospendere la docente.
La scuola non deve essere luogo di indottrinamento o di propaganda politica, ma di crescita culturale ed etica.
Chiediamo quindi a tutte le istituzioni coinvolte, dal Ministero dell’Istruzione al Provveditorato di Palermo, di revocare il provvedimento sospensivo, che per la sua gravità assume inevitabilmente un significato intimidatorio.

I presidenti delle Società accademiche di pedagogia

Simonetta Polenghi, SIPED – Società italiana di pedagogia
Roberta Caldin, SIPES – Società italiana di pedagogia speciale
Fulvio de Giorgi, CIRSE – Centro italiano di ricerca storico-educativa
Mario Lipoma, SIEMES – Società italiana di educazione motoria e sportiva
Pietro Lucisano, SIRD – Società italiana di ricerca e didattica
Umberto Margiotta, SIREF – Società italiana di educazione e formazione
Pier Giuseppe Rossi, SIREM – Società italiana di ricerca sull’educazione mediale

21 maggio 2019

Comunicato Società provvedimento sospensione Dell’Aria

2019-05-11 – Consulta società pedagogiche Decreto 66 Formazione Primaria

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Posizione della Consulta delle società pedagogiche in merito al decreto 66 e alla proposta di modifica dell’ordinamento del Corso di laurea in Scienze della Formazione primaria

Circa il dibattito intorno al percorso di specializzazione abilitante al sostegno didattico per i laureati magistrali in Scienze della Formazione Primaria, la Consulta delle Società di pedagogia sottolinea: l’esigenza di formare maestri/e di sostegno che abbiano una preparazione culturale e disciplinare solida, oltre che una specializzazione sui temi dell’inclusione; la necessità di non prolungare eccessivamente il percorso formativo per chi si specializza sul sostegno; l’opportunità di continuare nella linea di indicazioni già condivisa a Bologna il 2 luglio 2018 dalla SIPES, dalla CUNSF, dal Coordinamento Nazionale dei Direttori dei Corsi di specializzazione per il sostegno didattico, dal Coordinamento Nazionale dei Presidenti di Scienze della Formazione Primaria, dalle associazioni FISH e FAND, nonché dalle indicazioni del medesimo Coordinamento Nazionale dei Presidenti di Scienze della Formazione Primaria del 25 marzo 2019 e della CUNSF del 12 aprile u.s.
La Consulta della Società pedagogiche esprime pertanto i seguenti auspici:

  1. Che siano riconosciuti circa 30 CFU relativi alle competenze in didattica inclusiva che i laureati hanno già acquisito durante cinque anni di studio universitario e che si abbia la possibilità di acquisire, in un semestre aggiuntivo durante gli ultimi anni del percorso di laurea, o post lauream, eventualmente anche all’interno del futuro Corso di specializzazione post lauream, altri 30 CFU circa, per il conseguimento di ulteriori competenze specialistiche nella disabilità e nell’inclusione.
  2. Che sia mantenuto l’ordinamento didattico del corso LM85bis, che ha già evidenziato ottimi risultati in termini di soddisfazione formativa e professionale, come testimoniano anche i dati AlmaLaurea. Senza modificare l’ordinamento didattico, sono altresì possibili delle specificazioni delle declaratorie, relativamente al tirocinio, ai laboratori e alla relazione per la prova finale, al fine di migliorare le competenze di tutti i maestri nella didattica inclusiva e nell’educazione degli alunni con disabilità.

La Presidenza SIPES si riserva un confronto complessivo su tale questione in un incontro assembleare dei soci che si terrà il 25 maggio a Macerata.

I presidenti delle Società pedagogiche:
Simonetta Polenghi, SIPED
Roberta Caldin, SIPES
Fulvio de Giorgi/Antonia Criscenti, CIRSE
Mario Lipoma, SIEMES
Pietro Lucisano, SIRD
Umberto Margiotta, SIREF
Pier Giuseppe Rossi, SIREM
Carla Xodo, CIRPED

Roma, 15.04.2019/Milano 05.05.2019

2019-05-06 – Criteri passaggi SSD area pedagogica

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Criteri i utili per l’autoregolamentazione e la valutazione delle richieste di passaggi tra settori scientifico-disciplinari dell’Area Pedagogica
(M-Ped/01, M-Ped/02, M-Ped/03, M-Ped/04; M-EDF/01, M-EDF/02)

La nota MIUR n. 6868 del 25/05/2018, a firma Livon, avente per oggetto i passaggi di Settore Scientifico Disciplinare (SSD), di Settore Concorsuale (SC) e di Macro Settore Concorsuale (MSC), costituisce uno stimolo, nella nostra comunità scientifica (alla luce, naturalmente dell’atto normativo principe, ovvero il D.M. 30 ottobre 2015 n. 855 Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 20 novembre 2015 n. 271 sulla Rideterminazione dei macrosettori e dei settori concorsuali) per l’avvio di una riflessione, il più possibile condivisa con tutte le Società Scientifiche Pedagogiche, utile a riattualizzare le ragioni dell’Intesa CRUI/CUN del 23/04/1999 sui richiedenti cambi di settore disciplinare. La suddetta intesa, come è noto, invitava le Università ad adottare un medesimo indirizzo di comportamento nei regolamenti destinati a disciplinare i trasferimenti (sia interni che fra Atenei) di professori e ricercatori per la parte specifica inerenti le richieste di cambiamento di settore scientifico-disciplinare. Se per un verso, infatti, va salvaguardata l’autonomia delle Università nella capacità di valutare i risultati scientifici dei docenti, per altro verso occorre, a un livello superiore di sistema, valutare anche gli impatti che i trasferimenti di settore scientifico-disciplinare apportano al panorama accademico nazionale. A queste ragioni la nota Livon aggiunge il richiamo d’attenzione sul fatto che i docenti vengono immessi nel ruolo e inquadrati in un SC e SSD specifico al termine di procedure indette dagli Atenei alla luce di motivate esigenze di ricerca e di didattica nell’ambito di uno specifico SC. Non si comprenderebbero dunque le ragioni soprattutto di coloro che avanzano richieste dopo poco tempo dalla vincita di un concorso in uno specifico settore, né quelle di coloro che non le comprovino sulla base di giustificate e mutate esigenze degli Atenei in termini di ricerca e di didattica. In tal senso, considerato l’elevato e crescente numero di domande proposte al CUN per trasferimenti di settore provenienti dal macrosettore pedagogico, a garanzia della coerenza dei criteri di valutabilità delle domande dei richiedenti, nella filiera Dipartimento-Ateneo-CUN, occorre richiamare la nota Lenzi del 20/06/2012 (avente per oggetto la determinazione in merito alle procedure per la sottoposizione al Consiglio Universitario Nazionale delle domande volte al passaggio di settore scientifico-disciplinare e/o di settore concorsuale) che ha ritenuto opportuno che le istanze di passaggio venissero presentate dall’interessato alla struttura di riferimento e trasmesse al CUN dal Rettore, o suo delegato, con allegate le delibere degli organi statutari competenti. A tale riguardo, è opportuno che le strutture di ateneo offrano garanzie sui livelli di qualità scientifica e di ricerca del richiedente acquisendo pareri qualificati provenienti dal settore richiesto.
In questa direzione si muove l’iniziativa della Consulta delle Società pedagogiche circa la definizione di specifici criteri che possano aiutare coloro che intendono avanzare istanze di passaggio di settore ad autovalutarne l’opportunità anche e soprattutto sulla base di ragioni scientifiche. Tale autodisciplina gioverebbe alla disseminazione di un messaggio di merito fra i giovani studiosi che intraprendono un cammino di specializzazione entro un settore scientifico-disciplinare e che sono chiamati, anche dalle linee guida dell’ANVUR, a coltivare temi, pubblicazioni e curricola entro quello specifico settore, pena, spesso, la mancata abilitazione.

Si ricordano le declaratorie dei SSD pedagogici:

Declaratorie dei settori scientifico-disciplinari concorsuali ai sensi dell’allegato B del Decreto Ministeriale 4 ottobre 2000,
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 ottobre 2000 n. 249 – supplemento ordinario n. 175

M-PED/01 PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE
Il settore include due ambiti di ricerca differenziabili per l’immediatezza delle implicazioni applicative. Il primo comprende l’area delle ricerche pedagogiche di carattere teoretico-fondativo ed epistemologico-metodologico; in particolare raccoglie le competenze che hanno una tradizione trattatistica e speculativa e che pongono le basi teoriche e procedurali per le competenze pedagogiche. Il secondo ambito di ricerca è caratterizzato dall’attenzione per i bisogni educativi e formativi nella società e nelle organizzazioni e dalle ricerche sulle attività educative connesse ai cambiamenti culturali e degli stili di vita e sulle implicazioni educative dei nuovi fenomeni sociali e interculturali. Comprende altresì l’educazione permanente e degli adulti.
M-PED/02 STORIA DELLA PEDAGOGIA
Gli studi nel settore riguardano la ricostruzione dello sviluppo storico della riflessione e della ricerca pedagogica, lo sviluppo della scuola, delle istituzioni e delle pratiche educative viste nel contesto socio-culturale di appartenenza nonché la storia e la letteratura per l’infanzia.
M-PED/03 DIDATTICA E PEDAGOGIA SPECIALE
Il settore raggruppa le ricerche a carattere applicativo e pragmatico che riguardano la didattica, le tecniche e le tecnologie educative sia in ambito scolastico sia nel più vasto contesto della formazione. Comprende inoltre le ricerche sulle forme didattiche applicate all’handicap, all’attività di sostegno e di recupero, all’inserimento e all’integrazione e, in generale, al trattamento pedagogico della differenza.
M-PED/04 PEDAGOGIA SPERIMENTALE
Il settore comprende le ricerche a carattere applicativo ed empirico, con impostazione sperimentale, relative alla valutazione delle competenze e dei rendimenti scolastici e dei processi di formazione, nonché quelle relative alla progettazione e alla valutazione delle tecnologie e tecniche educative e degli interventi nei sistemi scolastici. Comprende altresì le competenze metodologiche necessarie alla ricerca didattica e docimologica.
M-EDF/01 METODI E DIDATTICHE DELLE ATTIVITÀ MOTORIE
Il settore, riferibile a quello denominato “scienze dell’attività motorie” istituito dal decreto legislativo 8 maggio 1998 n.178, si occupa dello sviluppo e dell’insegnamento di teorie, tecniche e metodi per l’educazione fisica e motoria generali o rivolte a particolari gruppi o classi di età.
M-EDF/02 METODI E DIDATTICHE DELLE ATTIVITÀ SPORTIVE
Il settore, riferibile a quello denominato “scienze delle discipline sportive” istituito dal decreto legislativo 8 maggio 1998 n.178, si occupa dello sviluppo di teorie, tecniche e metodi per l’allenamento e per la pratica delle differenti attività sportive e delle valutazioni dei rendimenti e delle attitudini atletiche.

La Consulta delle Società pedagogiche raccomanda i seguenti

Criteri per i passaggi tra SSD dell’area Pedagogica
(M-Ped/01, M-Ped/02, M-Ped/03, M-Ped/04; M-EDF/01, M-EDF/02)

1) Pubblicazioni nel curriculum del candidato e specificamente nell’ultimo triennio focalizzate sui temi cardine del settore scientifico-disciplinare nel quale il richiedente chiede il passaggio che siano collocate editorialmente in collane e riviste di fascia A.
2) Attività convegnistica e congressuale dell’ultimo quinquennio sui temi cardine del settore scientifico-disciplinare nel quale il richiedente chiede il passaggio.
3) Attestazioni dell’ultimo quinquennio di progetti di ricerca locali, nazionali e internazionali con impostazioni focalizzate sui temi cardine del settore scientifico-disciplinare nel quale il richiedente chiede il passaggio.
4) Attestazioni dell’ultimo quinquennio di partecipazione a gruppi di ricerca nazionali e internazionali impegnati nello studio dei temi cardine del settore scientifico-disciplinare nel quale il richiedente chiede il passaggio.
5) Insegnamenti dell’ultimo quinquennio nelle didattiche delle discipline di base e caratterizzanti del settore scientifico-disciplinare nel quale il richiedente chiede il passaggio.
6) Docenza e/o direzione di corsi di aggiornamento, master, perfezionamento sui temi del settore scientifico-disciplinare nel quale il richiedente chiede il passaggio.
7) L’idoneità conseguita nell’ASN non può essere considerata in sé elemento esclusivo per la richiesta di passaggio di settore scientifico-disciplinare in assenza delle caratteristiche curriculari sopra evidenziate, atteso che nei settori concorsuali esistono settori scientifico-disciplinari con caratteristiche chiaramente differenziate.

La Consulta delle Società pedagogiche chiede ai Rettori, ai Direttori di Dipartimento e ai Presidi di Facoltà di:

  1. attenersi, nei passaggi di SSD, al parere del CUN anche se questo non è vincolante;
  2. prevedere nelle commissioni per l’affidamento di contratti d’insegnamento nell’Area pedagogica la presenza di professori di Area pedagogica e, se possibile, degli stessi settori scientifico-disciplinari per i quali sono stati banditi i contratti di insegnamento;
  3. curare una adeguata rappresentanza nelle commissioni di concorso di docenti del settore scientifico-disciplinare per cui è stata bandita la procedura comparativa e/o valutativa.

I presidenti delle Società pedagogiche

Simonetta Polenghi, SIPED
Roberta Caldin, SIPES
Fulvio de Giorgi/Antonia Criscenti, CIRSE
Mario Lipoma, SIEMES
Pietro Lucisano, SIRD
Umberto Margiotta, SIREF
Pier Giuseppe Rossi, SIREM
Carla Xodo, CIRPED

Roma, 15.04.19

Testo

2019-04-09 – Apertura ANVUR istanza riviste A e scientifiche

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Care socie e cari soci,
vi invio questa comunicazione del prof. Roberto Sani, che come sapete rappresenta l’area pedagogica in seno al comitato ANVUR di valutazione delle riviste.

Care colleghe e cari colleghi,
vi scrivo per informarvi che a partire dalle ore 12 dell’ 8 aprile 2019 è nuovamente disponibile online l’interfaccia per la presentazione delle istanze di classificazione per le riviste scientifiche e di Fascia A (https://richiestarevisioneriviste.cineca.it/anvur/istanza-classificazione-riviste-2019/). La scadenza per la presentazione delle istanze è fissata al 31 maggio 2019.
ANVUR punta a varare una nuova lista di riviste scientifiche e di Fascia A in tempo per l’apertura del IV Quadrimestre della ASN 2018-20, che si apre il 13 settembre 2019. Ciò vuol dire che le nuove liste dovranno essere approvate dal Consiglio Direttivo dell’ANVUR entro i primi 10 giorni del mese di settembre; il lavoro dei Gdl dovrebbero quindi concludersi entro la fine del mese di agosto o al più tardi nei primi giorni del mese di settembre.
Da qui alla fine di agosto quindi si procederà alla valutazione delle seguenti riviste:

    1. Riviste straniere segnalate tra agosto 2018 e marzo 2019
    2. Istanze presentate sulla interfaccia CINECA.

Molti cordiali saluti
Roberto Sani

Al momento l’interfaccia è solo in italiano, ma a breve dovrebbe esserlo anche in inglese, per riviste straniere.
Cari saluti
La Presidente
Simonetta Polenghi

2019-03-18 – La scomparsa di Lucia Lumbelli

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Care socie e cari soci,
come sapete, il 14 marzo 2019 si è spenta a Trieste Lucia Lumbelli, importante riferimento della ricerca psico-pedagogica. Ne ha tracciato per la Siped un denso ricordo Egle Becchi.

La Presidente
Simonetta Polenghi

Ricordo

2019-03-07 – Invio articoli Pedagogia oggi

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Care socie e cari soci,
La casa editrice Pensa Multimedia ha operato una migrazione della piattaforma OJS, che supporta la rivista Pedagogia oggi, a una versione superiore.
Questo passaggio ha però comportato una serie di problemi tecnici, ora superati. Tuttavia, chi avesse inserito un articolo nella vecchia piattaforma dopo il 10 febbraio è pregato di ripetere la procedura nella nuova piattaforma.
Cari saluti
La Presidente
Simonetta Polenghi

2019-02-12 – Esiti PRIN 2017 SH3

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Care socie a cari soci,
vi informo che sono usciti i risultati delle valutazioni PRIN 2017 SH3, che si allegano. I risultati sono ampiamente positivi: 5 progetti pedagogici finanziati su 24 finanziati in totale, 3 dei quali classificati ai vertici. In tutto 20 unità finanziate in 17 atenei, con colleghi in prevalenza D.1., ma di tutti i 4 SSD. 4 progetti finanziati sono in linea A (Milana, Sani, Baldacci, Pironi) e 1 in linea Sud (Pruneri). È anche di soddisfazione vedere premiati ai vertici due colleghi associati, nonché 4 unità dirette da ricercatori non ancora quarantenni: indicatori positivi per il futuro della nostra ricerca.
In SH3 erano presenti progetti di sociologia, statistica, demografia e psicologia sociale. Se aggiungiamo anche i nostri progetti che hanno superato la prima selezione, ma non sono riusciti ad accedere al finanziamento, possiamo rallegrarci di un risultato che riconosce la serietà di tanta ricerca della pedagogia italiana, dopo che negli ultimi anni i finanziamenti PRIN si erano venuti a contrarre sino all’azzeramento, quando nel PRIN 2015 addirittura nessun PI di pedagogia superò la prima selezione. La Siped allora protestò con forza. Appena usciti i PRIN 2017, all’indomani della mia elezione, ho subito agito portando le istanze della nostra comunità accademica nelle dovute sedi istituzionali e parallelamente indicando i percorsi scientifici e strategici migliori ai soci (non disperdersi in più SH come le altre volte, porre grande attenzione alle parole chiave e al CV del PI, entrare in Reprise ecc.). Come ricorderete, ho scelto di non prendere parte a PRIN, per poter meglio rappresentare l’intera comunità.
Ricordo che un elemento fondamentale nel processo di selezione riguardava il livello di internazionalizzazione, dei PI in ispecie, e dei referee, più di un terzo dei quali stranieri.
Non a caso insisto da tempo sull’importanza di avviare i giovani verso l’internazionalizzazione, nella convinzione che essa sia oggi ineludibile, se condotta in modo serio, senza seguire vie facili, che poi non reggono a fronte di valutazioni rigorose. In tal senso, ricordo che la prossima Summer Siped (Lecce/Otranto 4, 5 e 6 luglio) sarà rivolta a quanti, sia incardinati sia assegnisti, dottori e dottorandi di ricerca, vorranno confrontarsi con il tema “Ricerca pedagogica e internazionalizzazione” e ospiterà, per la prima volta, il Workshop EERA su Academic Writing.
Nell’esprimere la soddisfazione per il riconoscimento della qualità della ricerca pedagogica, in un contesto fortemente competitivo e di valore quale SH3, mi congratulo vivamente con i gruppi finanziati, augurando loro buon lavoro, e al contempo incoraggio i giovani a proseguire secondo percorsi rigorosi di ricerca, gli unici che ci accreditino, in un momento nel quale la pedagogia accademica è spesso sotto attacco.

Con i migliori saluti
La Presidente
Simonetta Polenghi

DD 226 del 12-02-2019

DD 226 del 12-02-2019 – Allegato A

DD 226 del 12-02-2019 – Allegato B

2019-02-07 – Call Pedagogia Oggi 2019/2

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Pedagogia Oggi, 2/2019

Call for Papers

Sezione Monografica

Vivere l’età adulta nel tempo della formazione e dell’apprendimento permanenti

Editors

Paolo Calidoni, Liliana Dozza, Massimiliano Fiorucci, Brunella Serpe

Il numero 2/2019 della rivista “Pedagogia oggi” offre lo spazio per una Sezione Monografica dedicata a “Vivere l’età adulta nel tempo della formazione e dell’apprendimento permanenti”.
Gli ambiti entro i quali i diversi contributi potranno essere collocati sono i seguenti:

  • Approfondimenti di natura teorica, con riferimento alla letteratura nazionale e internazionale più aggiornata sul tema
  • Letture storiche del tema
  • Ricerche empiriche e proposte metodologiche
  • Contaminazioni interdisciplinari con forti implicazioni pedagogiche
  • Prospettive di sviluppo del tema in oggetto anche in rapporto alla sua declinazione internazionale

Si precisa che gli articoli saranno selezionati e referati sulla base dei criteri di rilevanza scientifica, di originalità, di chiarezza e di pertinenza al tema della call.

N.B. I contributi potranno includere un corredo iconografico, purché rispetti le norme editoriali (http://ojs.pensamultimedia.it/index.php/siped/about/submissions#authorGuidelines)

Indicazioni per gli autori
Gli interessati dovranno inviare la loro proposta via mail ai quattro Editors della Sezione Monografica, scrivendo a tutti i seguenti indirizzi: massimiliano.fiorucci@uniroma3.it; Liliana.Dozza@unibz.it; brunella.serpe@unical.it; paolo.calidoni@unipr.it

Alla proposta di contributo dovrà essere allegato un unico file in formato Word ove siano riportati:

  • titolo dell’articolo proposto
  • un abstract in italiano e uno in inglese (di lunghezza compresa tra le 100 e le 150 parole)
  • 5 parole‐chiave in italiano e in inglese
  • 10‐12 voci bibliografiche di riferimento
  • nome e cognome dell’autore con relativa affiliazione. I nomi delle istituzioni degli autori devono essere in inglese: Nome….., Department….., University…..
  • recapito e‐mail per comunicazioni

L’inglese deve essere rivisto da madrelingua.

In fase di invio della proposta sarà necessario specificare che il contributo è proposto per la Sezione Monografica di “Pedagogia Oggi”, n. 2/2019.

Si accettano contributi in lingua italiana, inglese (preferibilmente), spagnola.

Non sono accettate proposte presentate da autori non soci Siped, né proposte in inglese non rivisto da madrelingua. I soci, ordinari e cooptati, devono essere in regola con il pagamento.

La scadenza per la presentazione delle proposte con invio dell’abstract è fissata per il 30 marzo 2019.

Gli Editors effettueranno una prima valutazione delle proposte, tenendo conto degli obiettivi della Call, entro il 15 aprile 2019.

Gli autori delle proposte selezionate dovranno inviare il loro contributo completo (redatto nel rispetto delle norme redazionali: si prega di prendere visione delle norme editoriali sul sito della rivista http://ojs.pensamultimedia.it/index.php/siped/about/editorialPolicies) entro il 1 settembre 2019, caricandolo sulla piattaforma della Rivista, previa registrazione.

Gli autori riceveranno successivamente comunicazione degli esiti della procedura di referaggio a doppio cieco e l’indicazione dei tempi entro i quali dovranno essere consegnate eventuali modifiche.

Gli articoli che supereranno la procedura di referaggio a doppio cieco saranno pubblicati nel n. 2/2019 di “Pedagogia Oggi”, in uscita a dicembre 2019.

Call