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2020-10-16 – CESPE Italia nomine

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Si comunica che la prof.ssa Lorena Milani, dell’Università di Torino, è stata nominata Presidenta Adjunta CESPE per l’Italia. Il CESPE (Centro Latinoamericano de Estudios en Epistemología Pedagógica) comprende tutta l’America Latina e ha come sedi aggiunte: Portogallo, Spagna, Angola e Italia.
Il Gruppo formale di ricerca per l’Italia include inoltre: Emanuele Isidori, Vice-Presidente, Università degli Studi di Roma “Foro Italico”; Sara Nosari, Segretario, Università di Torino; Rosita Deluigi, Università di Macerata; Giuseppe Annacontini, Università del Salento.

https://www.cespecorporativa.org

2020-09-24 – GEV VQR 2015-19

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Sono stati estratti i GEV per la VQR 2015-19:

  • Rosa Bottino, Dirigente di ricerca, CNR, M-Ped/03
  • Dario Colella, PO, Università di Foggia, M-EDF/01
  • Valentina Grion, PA, Università di Padova, M-Ped/04
  • Mario Lipoma, PO, Università Kore di Enna, M-EDF/02
  • Maria Chiara Michelini, PA, Università di Urbino Carlo Bo, M-Ped/01
  • Maria Ranieri, PA, Università di Firenze, M-Ped/03
  • Caterina Sindoni, PO, Università di Messina, M-Ped/02
  • Maria Tomarchio, PO, Università di Catania, M-Ped/01

2020-09-14 – Call Pedagogia Oggi 2021/1

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Pedagogia Oggi 2021/1

Call for Papers

Oltre le emergenze: co-responsabilità pedagogica per la formazione umana

Editors
Giuseppe Annacontini, Giovanni Moretti, Simonetta Polenghi, Alessandro Vaccarelli

La precedente call di “Pedagogia oggi” ha inteso produrre analisi e strumenti atti a testimoniare e a promuovere l’impegno pedagogico nei confronti del “disagio educativo”, per mezzo di “una critica radicale alle dinamiche che generano o legittimano esclusione, subalternità, marginalità e violenza”.
In continuità con tale proposta, ma invitando contemporaneamente a una focalizzazione crescente del problema, la nuova Call intende tematizzare il momento dell’emergenza (con le sue logiche e le sue strategie) e l’impegno nel trovare soluzioni al passaggio attraverso la crisi, richiamandosi a un “oltre” che racconta di una vocazione pedagogica orientata a promuovere strumenti per ristrutturare i campi di esperienza personali, comunitari, sociali, economici, politici, educativi, didattici.
La call, dunque, invita a indagare le logiche che identificano e definiscono l’emergenza (manifestazione o urgenza?) non meno che le strumentalità utili a promuovere nuovi modelli, sistemi e strutture che non tradiscano i valori della generatività e formatività della donna e dell’uomo.
In tal senso, “Pedagogia Oggi” intende favorire la costruzione di un aggiornato quadro di riferimento sulle interpretazioni e gli orientamenti teorici e pratici, storici e metodologici, etici e sperimentali atti ad argomentare e render conto, in chiave critico-riflessiva, delle prospettive e delle sfide che investono una “pedagogia dell’emergenza”.
Alcuni temi che possono essere oggetto di proposte da parte della comunità scientifica vengono di seguito segnalati con particolare riferimento agli ambiti della pedagogia generale e sociale, della storia della pedagogia e dell’educazione, della didattica e pedagogia speciale e della pedagogia sperimentale.

Per l’ambito della pedagogia generale, saranno valutate le proposte di originali contributi di carattere teoretico-fondativo ed epistemologico-metodologico, che offrano, tra l’altro, idee e argomentazioni: tese a inquadrare il rapporto tra teoresi pedagogica ed emergenza, non meno che tra prassi pedagogica ed emergenza; atte a descrivere modelli pedagogici e strutture educative di corresponsabilità per la formazione umana; reputate idonee a supportare lo sviluppo di una prospettiva etico-pedagogica centrata sui valori di una umanità “in bilico” tra sistemi regressivi ed emergenti. Il tutto mantenendo fermo il richiamo alla dimensione teoretica – ma non per questo meno materiale e socio-educativamente impegnata – della legittimazione del pedagogico.
Negli ambiti della pedagogia sociale, ci si interroga su quanto definiamo emergenza – ma anche disastro, catastrofe, calamità, nelle varie fenomenologie in cui esse si presentano – e ciò che ha il potere di destabilizzare molto repentinamente gli individui, i gruppi, le comunità, le istituzioni, allargando i rischi di povertà educativa ed esponendo il soggetto a condizioni di trauma e/o di stress prolungato, ritenendo che tali situazioni possano trovare nel pedagogico e nell’educativo risposte tras-formative e generative utili per lavorare nelle prospettive della resilienza, della resistenza, della ricostruzione sociale e culturale, della cultura del rischio e della prevenzione.

Per l’area di storia della pedagogia, i contributi potranno esaminare, in diversi contesti storici, quali risposte educative siano state adottate di fronte a situazioni eccezionali. A titolo di esempio, si possono considerare le strategie messe in atto dalle scuole per far fronte a situazioni di emergenza in epoca di guerra (non solo nel Novecento), oppure in occasione di disastri ambientali (es. terremoto di Messina e Reggio Calabria; alluvione del Polesine), di emergenze sanitarie (colera, tracoma, febbre tifoidea, influenza spagnola, etc). Eventi calamitosi quali carestie, o situazioni di grave crisi economica, o ancora circostanze drammatiche di privazione di libertà in regimi dittatoriali possono essere oggetto di indagine. Altrettanto importante è esaminare la reazione di altre agenzie educative, dalla famiglia ai centri per minori, dallo Stato alla Chiesa. L’azione della pubblicistica scolastica, educativa e delle riviste per la gioventù in contesti di emergenza è pure una possibile pista di ricerca, accanto alle fonti letterarie per l’infanzia, alla diaristica e alla memorialistica, e agli epistolari. Non solo la gioventù, ma anche l’età adulta e la capacità di sviluppare meccanismi di resilienza e di supporto educativo meritano di essere indagati. Tra le fonti, si segnalano anche quelle visive, da quadri a fotografie, da documentari a film, nella scia della visual history, così come, per la storia più recente, le fonti orali. Il tema della risposta educativa a situazioni di emergenza, infine, si presta ad essere esaminato anche studiando casi avvenuti in età moderna, medievale e antica e non solo contemporanea.
Saranno accolti contributi che presentino carattere di originalità, nelle fonti messe in luce, e/o nell’approccio euristico e che si segnalino per la correttezza della metodologia adottata.
Per quanto riguarda l’area della didattica e della pedagogia speciale, i contributi proposti potranno affrontare la tematica delle emergenze, presentando esiti di ricerca, analisi di casi specifici o di azioni formative particolari, in cui le co-responsabilità educative, progettuali e valutative, siano promosse nella prospettiva di favorire la cultura scientifica diffusa, coltivare e ricostruire relazioni umane e sociali positive, stabili e sicure, intese come risorse da valorizzare a supporto dell’accesso all’istruzione, della qualificazione dei processi di insegnamento-apprendimento, della inclusione e protezione delle fragilità personali.
Saranno accolti studi e ricerche a carattere empirico e applicativo che riguardano la didattica, le strategie educative, l’utilizzo delle nuove tecnologie in ambito scolastico o nel più ampio contesto della formazione e dell’istruzione superiore, finalizzati a progettare, realizzare e valutare modalità aperte e flessibili di organizzazione della didattica, nella prospettiva di affrontare le emergenze e di educare alla loro gestione, valorizzando le co-responsabilità educative, progettuali e valutative, attraverso la partecipazione attiva e la motivazione allo studio degli studenti, l’impegno manifestato dagli insegnanti, la valorizzazione della collaborazione consapevole delle famiglie nei percorsi educativi e la promozione della cultura scientifica.
Per quanto riguarda l’area della pedagogia sperimentale, saranno accolti contributi a carattere applicativo ed empirico, in cui a fronte di possibili situazioni emergenziali, le co-responsabilità educative, progettuale e valutative, siano considerate dimensioni qualificanti dei processi di valutazione delle competenze e dei rendimenti scolastici e dei processi di formazione, o caratterizzanti le scelte metodologiche e la selezione delle procedure di ricerca didattica e docimologica, volte a favorire la partecipazione sociale, la rendicontazione pubblica degli interventi educativi e la promozione della cultura scientifica.
In merito all’area dei metodi e delle didattiche delle attività motorie e sportive, i contributi proposti potranno approfondire, sul piano empirico e in una prospettiva di promozione della salute e del benessere psico-fisico, le implicazioni che intercorrono tra le emergenze e le attività di progettazione, realizzazione e valutazione di differenti attività motorie e sportive in contesti educativi sia formali, sia informali.

Deadline per l’invio degli abstract: 10 ottobre 2020
Per partecipare alla CFP occorre essere soci Siped e occorre scaricare e compilare accuratamente il template presente sul sito della rivista. Gli abstract presentati in maniera difforme rispetto a quanto indicato nel template o non completi non saranno valutati dagli Editors. Gli abstract dovranno essere inviati a tutti e 4 gli editors entro la data indicata.
giuseppe.annacontini@unisalento.it
giovanni.moretti@uniroma3.it
simonetta.polenghi@unicatt.it
alessandro.vaccarelli@cc.univaq.it
Si precisa che gli abstract saranno selezionati e referati sulla base dei criteri di rilevanza scientifica, di originalità, di chiarezza e di pertinenza al tema della call.
Gli abstract saranno valutati entro il 10 novembre 2020. Gli articoli dovranno pervenire alla rivista tassativamente entro il 1 marzo 2021. Non sono ammessi più di due coautori.

Call

2020-08-29 – Protocollo MPI per l’attivazione di interventi pedagogici

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Il 27 agosto 2020, al Ministero dell’Istruzione è stato firmato un Protocollo d’intesa triennale tra Associazioni di educatori, CUNSF e SIPED per l’attivazione di interventi pedagogici di tipo formativo, consulenziale, di orientamento e di supervisione in ambito scolastico per docenti e allievi/e, per il sostegno pedagogico e didattico ad alunni/e e famiglie in situazione di fragilità.
Il Protocollo favorisce azioni di prevenzione e contrasto al bullismo, al cyberbullismo, alla dispersione scolastica, azioni di promozione della cittadinanza attiva e solidale, azioni di sostegno ai processi di inclusione, e di aiuto in contesti di per povertà educativa. Tali azioni sono particolarmente necessarie in questo periodo segnato dall’emergenza sanitaria.
Il coinvolgimento di pedagogisti e di educatori professionali socio-pedagogici da un lato e della CUNSF e della SIPED per la Consulta delle Società scientifiche dall’altro è un importante riconoscimento della specificità delle professioni educative e del ruolo sinergico che possono avere le associazioni di educatori professionali e dei pedagogisti universitari.

Protocollo

2020-08-08 – Comunicato società pedagogiche Ministero protocollo Covid

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Gent.ma On. Ministra Lucia Azzolina,
e p.c. gentilissime/i:
On. Anna Ascani, Dott. L. Fiorentino, M. Bruschi, S. Milazzo,
Dott. F. Sinopoli FLC CGIL, M. Gissi FSUR CISL, G. D’Aprile FED UIL SCUOLA RUA, E. Serafini CONFSAL SNALS, M. Pacifico ANIEF, A. Giannelli ANP CIDA, D.A. Fratta DIRIGENTISCUOLA Di.S.Conf

Le società scientifiche accademiche di ambito pedagogico e didattico esprimono apprezzamento per “PROTOCOLLO D’INTESA PER GARANTIRE L’AVVIO DELL’ANNO SCOLASTICO NEL RISPETTO DELLE REGOLE DI SICUREZZA PER IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DI COVID 19”, emanato il 6 agosto dal Ministero dell’Istruzione, segnatamente per l’attenzione palesata verso le persone in condizione di fragilità, per l’impegno a garantire, anche in sede di reclutamento, la necessaria continuità didattica, con particolare attenzione all’insegnamento di sostegno e per l’impegno a reperire nuove risorse economiche per la scuola.
Le società scientifiche accademiche di ambito pedagogico e didattico esprimono, tuttavia, profondo SCONCERTO E PREOCCUPAZIONE per la scelta effettuata di escludere dalle scuole la figura del pedagogista, prevedendo invece altre figure per “coadiuvare le attività del personale scolastico nell’applicazione di metodologie didattiche innovative e nella gestione degli alunni con disabilità, con DSA e con disturbi evolutivi specifici o altri bisogni educativi speciali”, come recita il punto 6 del documento.

Si sottolinea che la competenza in merito alle metodologie didattiche, in presenza e a distanza, nonché alla gestione didattica ed educativa di allievi con disabilità, DSA e BES è di pertinenza specifica di professionisti laureati in ambito pedagogico e didattico (educatori professionali socio-pedagogici, insegnanti curricolari e specializzati e pedagogisti).

Come risulta evidente da una recente ricerca nazionale promossa dalla SIRD per avviare un confronto sulle modalità di didattica a distanza adottate dalle scuole e dai singoli insegnanti nel periodo di sospensione dell’attività didattica in presenza dovuta all’emergenza Covid-19, la scuola italiana palesa da tempo (tra gli altri) problemi di natura educativa, didattica e valutativa, che l’emergenza non ha fatto altro che acuire e rendere ancora più evidenti.
L’utilizzo della DAD ha evidenziato una serie di carenze strutturali, ma anche di potenzialità e competenze, che da tempo sono oggetto di indagine da parte degli studiosi di pedagogia e didattica.
I problemi emersi in ordine alla DAD suggeriscono che il Ministero si avvalga della collaborazione, per l’innovazione didattica, di esperti di tecnologie educative e didattiche.
Le problematiche degli allievi con disabilità, DSA e BES richiedono, inoltre, una forte azione inclusiva, pedagogica e didattica, sorretta da specifiche competenze scientifiche pedagogico speciali che non è possibile escludere.
Oltre al supporto psicologico, occorre un supporto pedagogico-didattico specifico, se si vuole effettivamente migliorare l’azione didattica dei docenti e rafforzare l’alleanza scuola-famiglia: è necessario, quindi, introdurre figure specializzate di Pedagogisti come previsto dalla legge 107 del 2015. Per questo chiediamo al Ministero dell’Istruzione e ai firmatari del Protocollo d’intesa di riconsiderare il punto 6 per mettere in atto un’azione coerente con gli intenti dichiarati, che interpelli quindi, come esperti, esponenti delle società scientifiche di pedagogia e didattica.

Chiediamo in tempi rapidi un incontro su questi punti, aperto anche alle rappresentanze sindacali.

Ringraziando per l’attenzione,
i presidenti delle Società accademiche di pedagogia e didattica:
Simonetta Polenghi, SIPED – Società italiana di pedagogia
Luigi D’Alonzo, SIPES – Società italiana di pedagogia speciale
Liliana Dozza, SIREF – Società italiana di educazione e formazione
Fulvio de Giorgi, CIRSE – Centro italiano di ricerca storico-educativa
Mario Lipoma, SIEMES – Società italiana di educazione motoria e sportiva
Pietro Lucisano, SIRD – Società italiana di ricerca e didattica
Pier Cesare Rivoltella, SIREM – Società italiana di ricerca sull’educazione mediale

MIUR – Decreto – 06-08-2020

2020-04-01 – Richiesta sospensione VQR

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Alla cortese attenzione del Ministro dell’Università Prof. Gaetano Manfredi
del presidente del CUN Prof. Antonio Vicino
del Comitato CUN area XI Proff. Chiara Berti, Paolo D’Angelo

 

Le Società scientifiche di area XI, in considerazione della gravissima emergenza in cui si trova il paese (segnatamente alcune ampie aree geografiche del Nord), chiedono che la VQR 2015-19 sia sospesa, sino a che le università italiane potranno riprendere a lavorare in condizioni prossime alla normalità, in analogia a quanto già decretato in Francia e nel Regno Unito. Il nuovo cronoprogramma di fatto non estende la durata del processo, ma va a comprimere alcune azioni degli Atenei, rendendo così più complessa la procedura, proprio quando l’università deve fronteggiare inediti problemi organizzativi che certo non si esauriranno in poco tempo.
Le medesime Società inoltre, come già da loro auspicato, sollecitano il Ministro Manfredi ad apportare le modifiche alle “Linee guida” e di conseguenza al bando VQR secondo quanto già da lui annunciato, nella speranza che il processo di valutazione dell’Università possa essere condotto e portato a termine nelle migliori condizioni possibili, con il sostegno ampio e convinto della comunità scientifica che ha bisogno di certezze sui finanziamenti.

Con cordiali saluti

Prof. Rosario Sommella, coordinatore CUN delle società scientifiche di area XI
Prof.ssa Gia Caglioti, presidente SISSCO, Società italiana per lo studio della storia contemporanea
Prof.ssa Beatrice Centi, presidente Consulta nazionale di filosofia
Prof. Santo Di Nuovo, presidente AIP, Associazione italiana di psicologia
Prof. Stefano Gasparri, presidente SISMED, Società italiana degli storici medievisti
Prof. Luigi Mascilli Migliorini, presidente SISEM, Società italiana per la storia dell’età moderna
Prof. Ferdinando Mirizzi presidente SIAC, Società italiana di antropologia culturale
Prof.ssa Simonetta Polenghi, presidente SIPED, Società italiana di pedagogia e presidente Consulta delle società di pedagogia
Prof. Andrea Riggio, presidente AGEI, Associazione dei geografi italiani

Testo

2020-03-05 – Call Pedagogia Oggi 2020/2

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Pedagogia Oggi 2020/2

Call for Papers

Disagio educativo e inclusione sociale

Editors
Marco Catarci, Milena Santerini, Caterina Sindoni, Tamara Zappaterra

Gli esiti della ricerca nel campo educativo offrono una “cassetta degli attrezzi” per la definizione di risposte adeguate alle istanze e criticità più urgenti della società contemporanea. In questa prospettiva, tali esiti muovono anche una critica radicale alle dinamiche che generano o legittimano esclusione, subalternità, marginalità e violenza. Destinatari privilegiati della pratica educativa divengono, così, in primo luogo coloro che sono in condizione di vulnerabilità sociale, frequentemente soggetti a una minore capacità di esercizio di diritti, ovvero a una limitata possibilità di tradurre i diritti in realtà effettiva.
In questo senso, la presente call di “Pedagogia Oggi” intende offrire un quadro di riferimento aggiornato su orientamenti, sviluppi, evidenze empiriche e nodi critici sul vasto tema del disagio educativo e dell’inclusione sociale.
Alcuni temi che possono essere oggetto di proposte da parte della comunità scientifica vengono di seguito segnalati con particolare riferimento ai campi della pedagogia generale e sociale, della storia della pedagogia e dell’educazione, della didattica e pedagogia speciale e della pedagogia sperimentale
Per quanto riguarda l’area della pedagogia generale e sociale, possono essere oggetto di proposta contributi di carattere teoretico-fondativo ed epistemologico-metodologico, che approfondiscano, per fare qualche esempio, le basi teoriche di una prospettiva educativa trasformativa, volta a incidere sulle dinamiche di esclusione e marginalizzazione, a partire da una fondamentale consapevolezza della natura storica, sociale e politica di tali processi.
Si sollecitano, inoltre, contributi nel campo pedagogia sociale e interculturale, che evidenzino le valenze dell’educazione come approccio intenzionale di promozione del dialogo e del confronto culturale rivolto a tutti i cittadini, per rendere le diversità (culturali, di genere, di classe sociale, biografiche, ecc.) un punto di vista privilegiato per promuovere i processi educativi.
Contributi nel campo dell’educazione degli adulti, della pedagogia del lavoro e della formazione potrebbero arricchire, poi, la riflessione, con particolare riguardo alla definizione di un quadro puntuale in merito a competenze pedagogiche, educative e formative necessarie al soggetto, anche nella prospettiva di genere, nei rapporti con la società e nelle organizzazioni.
Relativamente agli studi storico-educativi, si sollecitano proposte di contributi volti a recuperare ed a indagare le numerose zone d’ombra che nel corso del tempo hanno contrassegnato il pluriverso dei molteplici altri da noi, ossia di tutti coloro che, in condizione di vulnerabilità, sprovvisti dei diritti o impossibilitati ad esercitarli, ed a seguito di complessi meccanismi di esclusione e di separazione, sono stati confinati ai margini della società.
A tale pluriverso di esistenze, affollato da un’infanzia invisibile, negata e priva di tutela giuridica, da anziani ritenuti fragili ed ormai superflui alla società, da donne discriminate per questioni biologiche, sociali e culturali, nonché da porzioni ampie della società, attraversate dalla difficoltà e dal disagio, come nel caso di soggetti con disabilità, oppure afflitte dalla miseria, dalla povertà, dall’abbandono e dalla deprivazione culturale, la recente storiografia pedagogica, ha prestato una crescente attenzione.
Tale attenzione è stata rivolta a rinnovare le metodologie della ricerca ed a prestare la massima cura nel recupero delle fonti, con la consapevolezza che l’esame di documenti inediti e di materiali di varia natura, in passato sottovalutati o tralasciati, possa mettere in luce segni, tracce ed indizi utili per: disvelare i mutamenti legati all’identità ed all’immagine dell’altro; mettere in luce la progressiva inclusione del diverso nella società; esplorare luoghi e realtà scolastiche ed educative dedicate ai più vulnerabili; ripercorrere i percorsi professionali di educatori, maestri e pedagogisti “militanti”; fare riemergere pedagogie sommerse.
Tenendo presente tale ampia tematica ed in accordo con il rinnovamento della metodologia storico-educativa sopraccennato, saranno accolti contributi e ricerche legati alla storia dell’educazione e delle idee pedagogiche, alla storia della scuola e delle istituzioni educative, alla storia dell’editoria scolastica ed alla letteratura dell’infanzia.
Per quanto riguarda l’area della didattica e della pedagogia speciale, i contributi proposti potranno affrontare le tematiche del disagio scolastico e sociale espresso in ogni sua forma, a partire dalle difficoltà e fragilità personali che creano disadattamento e marginalità, a quelle indotte da contesti formali e informali non inclusivi.
Saranno accolti studi e ricerche a carattere applicativo e pragmatico che riguardano la didattica, le tecniche e le tecnologie educative sia in ambito scolastico sia nel più vasto contesto della formazione, finalizzati a prevenire forme di disagio scolastico e volti alla risoluzione di situazioni di conflitto interpersonale e gruppale in contesti formativi. Possono essere alla base di forme di disagio in contesti formativi sia le difficoltà individuali, quali la difficile strutturazione della personalità, forme di impotenza appresa in seguito a reiterati insuccessi sul piano formativo, sia anche elementi correlati alla presenza conclamata o ipotizzata di disturbi specifici di apprendimento e di disabilità.
Per quanto riguarda l’area della pedagogia sperimentale, saranno accolti contributi a carattere applicativo ed empirico, con impostazione sperimentale, relativi alla valutazione delle competenze e dei rendimenti scolastici e dei processi di formazione e altresì contributi che riguardano le competenze metodologiche necessarie alla ricerca didattica e docimologica, volti a prevenire situazioni di fragilità, a far luce sui processi alla base del loro sviluppo e a profilare percorsi di intervento educativo e didattico.
Ugualmente per l’area dei metodi e delle didattiche delle attività sportive, i contributi proposti potranno scandagliare, in prospettiva inclusiva e in relazione alla prevenzione e riduzione del disagio e all’intervento, l’ambito delle ricerche su teorie, tecniche e metodi per l’allenamento e per la pratica delle differenti attività sportive e sulle valutazioni dei rendimenti e delle attitudini atletiche.
Deadline per l’invio degli abstract: 10 aprile 2020

Call

2020-01-04 – Scomparsa del prof. Wolfgang Brezinka

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Care socie e cari soci,
con profondo rincrescimento vi comunico che il 3 gennaio si è spento Wolfgang Brezinka, il più importante pedagogista cattolico di lingua tedesca di oggi, uno dei principali teorici della pedagogia. Riconosciuto a livello internazionale come autore di testi classici, tradotti in 15 lingue (tra le quali giapponese, norvegese, ceco, slovacco, coreano, iraniano, cinese), Brezinka è autore tra saggi, articoli, recensioni e più di 20 volumi, di circa 250 lavori. Ha tenuto circa 600 conferenze e lezioni in Europa, Africa, America, Giappone, Australia.
Allego un breve profilo a mia firma.
La presidente
Simonetta Polenghi

Profilo Prof. Brezinka

2019-12-11 – Educatori socio sanitari e socio-educativi

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In merito alla questione dell’iscrizione all’albo per educatori in ambito socio-educativo, oltre che socio-sanitario, in attesa di ulteriori specificazioni, si ritiene utile pubblicare due documenti che molto chiaramente riportano i termini della situazione, in aderenza alla normativa vigente.

ACI Sociali – Chiarimenti educatori

UNEBA parere