Su gentile richiesta dei Proff. Antonietta De Vita e Giuseppe Burgio, segnaliamo il Seminario “Il bullismo femminile in Italia. Indagine nazionale sulla violenza in adolescenza”, promosso dal Gruppo di Lavoro Siped “Intersezioni pedagogiche: sessi, generi, sessualità”, che si terrà il 15.05. 2026 dalle ore 10.30 alle ore 13.00 in presenza presso l’Aula T.2, Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi di Verona (Via dell’Università 4, Verona) e in streaming tramite la piattaforma YouTube (clicca qui).
Il Seminario presenta i risultati dell’indagine nazionale realizzata da un team di ricerca di sei Atenei italiani: Università di Verona; Università di Milano-Bicocca; Università di Genova; Università di Perugia; Università di Foggia; Università di Enna “Kore”.
L’indagine nazionale nasce con l’obiettivo di colmare un gap di dati e di indagini specifiche sul bullismo femminile in Italia. L’aggressività tra ragazze, spesso invisibile come tutto quel che concerne il femminile, è un fenomeno significativo e in crescita, spesso poco compreso nella sua diversità da quello maschile. Per leggerlo è necessario, infatti, adottare una prospettiva di genere che ne faccia risaltare gli aspetti legati ai ruoli e agli stereotipi assegnati storicamente alle bambine e alle donne. É necessaria anche una prospettiva intersezionale che faccia emergere l’importanza di fattori scatenanti il bullismo, come la provenienza culturale, l’orientamento sessuale, la classe sociale. Con queste prospettive abbiamo impostato una ricerca che ha intrecciato metodologie qualitative (Focus Group), quantitative (Questionario), e partecipative (co-progettazione con le comunità scolastiche), che valorizzasse l’esperienza diretta delle ragazze in qualità di “esperte del bullismo”.
Attraverso i 49 Focus Group raccolti nelle sette città campione (Verona, Milano, Genova, Arezzo, Perugia, Foggia e Palermo) abbiamo domandato alle ragazze di raccontarci cos’è per loro il bullismo femminile, attraverso quali eventi concreti scatta, quali emozioni produce in loro e a quali strategie hanno fatto ricorso per superarlo. Ci siamo poi soffermati sul ruolo degli adulti in queste esperienze, del pubblico che assiste ad atti bullistici e in quali luoghi si manifesta.
Emerge che il bullismo femminile è fatto di parole che feriscono e lasciano tracce indelebili per molto tempo, di esclusione dal cerchio delle amicizie, di misconoscimento e stigma per le diversità che si incarnano con le fisicità e corporeità (troppo magre, troppo grasse, troppo belle, troppo brutte, troppo secchione), con l’orientamento sessuale, con la provenienza culturale e di classe sociale. Gli adulti arrivano tardi: sia genitori che insegnanti vengono a conoscenza della sofferenza delle ragazze solo ad un certo punto.
Infine, la terza e ultima fase della ricerca nazionale si è articolata come un progetto sperimentale realizzato in collaborazione con alcune scuole secondarie veronesi (Liceo S. Maffei e ITES L. Einaudi).
Durante il seminario interverranno membri del team di ricerca presentando il significato e le ragioni della ricerca, le tre fasi dell’indagine, i dati quantitativi emersi dai questionari e i risultati dell’indagine qualitativa realizzata attraverso i Focus Group.

