Coordinatori: Chiara Bove, Alessandra Rosa, Chiara Sità
Descrizione
La ricerca empirica si èsempre mossa lungo terreni marginali nell’ambito della riflessione pedagogica in Italia. La sua marginalità, peraltro condivisa con altre scienze umane e sociali, risale alla censura propria tradizione neoidealista che ha considerato ogni sapere di origine empirica incapace di produrre conoscenza autentica, ma solo costituito su “pseudo-concetti”, diversamente dalla filosofia che scopre concetti puri su cui fondare vera conoscenza. Ma anche un certo pensiero post-moderno, se ha fondato nuovi approcci di ricerca più qualitativi, ha contribuito a svuotare di senso l’indagine empirica della realtà educativa. Si sente oggi, in tempo di crisi e delegittimazione dei saperi pedagogici, la necessità di un’attenzione scientifica e rigorosa alla ricerca empirica che ha per oggetto i fenomeni educativi e che, come tale, possa fondare le pratiche, valutare gli esiti, radicare la presa di decisioni, colmare il divario con la prassi e fornire evidenze capaci di informare su dati attendibili, e non su mere ideologie, le scelte politiche.
Tuttavia, non sembra essersi ancora consolidata una prassi di decisioni relative a temi educativi informate dalla ricerca, nè nel senso di decisioni basate su evidenze, nè in un senso più ampio di connessione con saperi e risultati empirici dotati di validità ma non identificati con forme di conoscenza aderenti a paradigmi dominanti. Sta crescendo anche in educazione l’esigenza di politiche e pratiche educative fondate sulla ricerca, piuttosto che su decisioni estemporanee, su credenze individuali, su scelte improvvisate. Non a caso anche in educazione si va affermando il termine e l’approccio delle evidence-based policy and practice sorto nelle scienze biomediche che però suscita anche molte perplessità. Una pedagogia rigorosa richiede un proprio apparato di metodi euristici e di metodologie di ricerca coerenti con l’assetto epistemologico che si èdata. Per questo la ricerca empirica èluogo non soltanto di implementazione di metodologie, ma anche di riflessione sui suoi assunti epistemologici, sugli apparati teorici, sulla pluralità di metodi e orientamenti e sulle connessioni fra questi, la teoria e la pratica educative. La contemporaneità ha bisogno di una pedagogia come scienza capace di esplorare la complessità e di pensare l’ambiguità senza frantumarsi di fronte alle contraddizioni e alle antinomie del presente.
Per questo ènecessario promuovere, specie fra le giovani generazioni di studiosi, la pratica della ricerca empirica rigorosa secondo una pluralità di approcci metodologici oltre le distinzioni fra ricerca qualitativa e quantitativa che hanno caratterizzato lo scontro tra paradigmi. Si tratta di conoscere e valorizzare una pluralità di approcci teorici, di metodologie e di paradigmi di ricerca che possano gettare luce da prospettive diverse su fenomeni complessi da analizzare, anche combinandosi e integrandosi fra loro attraverso sapienti e rigorosi mixed-methods. È necessario costruire occasioni di confronto sulla metodologia della ricerca incoraggiando la riflessione critica, il rigore e la chiarezza procedurale, la profondità dell’analisi al fine di produrre una conoscenza dei processi educativi e una riflessione pedagogica basate su elevati standard scientifici e capaci di stare al passo con le sfide metodologiche poste da fenomeni e contesti segnati da intersezionalità delle differenze, moltiplicazione degli spazi di interazione all’interno di ecologie mediali, nuove forme di vulnerabilità.
Questo gruppo di lavoro intende contribuire a promuovere un discorso sul “metodo” che non sia solo un confronto sulle metodologie, ma sia in grado di incoraggiare una rilettura del dibattito sul metodo come un’occasione di confronto sulle dimensioni teoriche, culturali e politiche della ricerca educativa. Il gruppo intende consolidare anche la tradizione iniziata gli anni scorsi di tenere sempre aperti gli incontri seminariali scientifici anche a giovani ricercatrici e ricercatori, dottorande e dottorandi per ampliare il dibattito su questi temi anche in prospettiva intergenerazionale nella comunità pedagogica.
Obiettivi
Il Gruppo si propone di proseguire il lavoro avviato nel triennio 2021-2024 e proseguito fino ad oggi, promuovendo nuove iniziative dedicate alla riflessione critica sulla metodologia. Gli incontri avranno sempre un carattere partecipato e saranno aperti ai diversi settori pedagogici al fine di ampliare lo scambio e il confronto sul “metodo”.
Nello specifico, gli obiettivi sono:
- Potenziare la rete/e le connessioni tra il gruppo SIPED-TMRE e le scuole di Dottorato/Alta formazione delle Università in area pedagogica o altri gruppi SIPED, anche avvalendosi degli esiti della Mappatura delle competenze realizzata nel 2020;
- Organizzazione di seminari o giornate di studio su temi di interesse;
- Pubblicazioni sui temi oggetto del Gruppo che prevedono la collaborazione e il confronto tra i membri del gruppo.
Componenti
- Alga Maria Livia, Università di Verona
- Anello Francesca, Università di Palermo
- Bello Armando, Università di Padova
- Bembich Caterina, Università di Trieste
- Bondioli Anna, Università di Pavia
- Bonometti Stefano, Università dell’Insubria
- Braga Piera, Università di Milano-Bicocca
- Cappa Francesco, Università di Milano-Bicocca
- Cadei Livia, Università Cattolica
- Cigognini Elisabetta, INDIRE
- Cino Davide, Università di Milano-Bicocca
- Cucuzza Guendalina, Università di Milano-Bicocca
- Daniele Katia, Università di Milano-Bicocca
- Di Masi Diego, Università di Torino
- Fabbro Francesco, Università di Roma Tor vergata
- Faenzi Argentina, Università di Milano-Bicocca
- Gambacorti – Passerini Benedetta, Università di Milano-Bicocca
- Giganti Marco, Università di Bergamo
- Lisimberti Cristina, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Maccario Daniela, Università di Torino
- Malusà Giovanna, Libera Università di Bolzano
- Marchioro Fabiana, Università di Milano-Bicocca
- Milana Marcella, Università di Verona
- Montalbetti Katia, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Montanari Sibilla, Università di Vienna
- Moreno Boudon Daniela, Università di Padova
- Morselli Daniele, Libera Università di Bolzano
- Mussi Alessandra, Università di Milano-Bicocca
- Peresson Francesca, Università di Trento
- Pescarmona Isabella, Università di Torino
- Pintus Andrea, Università di Parma
- Polidori Alessia, Università di Milano-Bicocca
- Raffaghelli Juliana Elisa, Università di Padova
- Rapini Caterina, Università di Milano-Bicocca
- Savio Donatella, Università di Pavia
- Scalcione Vincenzo Nunzio, Università della Basilicata
- Serbati Sara, Università di Padova
- Silva Liliana, Università di Modena e Reggio Emilia
- Sorzio Paolo, Università di Trieste
- Tarozzi Massimiliano, Università di Bologna
- Vignando Enrico, Università di Udine
- Zannini Lucia, Università Statale di Milano
- Zinant Luisa, Università di Udine
- Zoletto Davide, Università di Udine
English version
Theories and methods of empirical research in education
Description
In the current period of crisis and de-legitimization of pedagogical knowledge, the need is felt for a scrupulously scientific approach to researching educational phenomena, capable by virtue of its rigour of informing practices, evaluating outcomes, supporting decision-making, bridging the gap between theory and practice, and offering scientific evidence, based on reliable data as opposed to mere ideological positions, on which to design policy. However, a practice of research-informed decision-making on educational issues does not yet seem to have become established, either in the sense of evidence-based decisions or in a broader sense of connection to valid empirical findings not identified with forms of knowledge adhering to dominant paradigms. The need for research-based educational policies and practices rather than on individual beliefs and improvised decisions is also growing in education.
Not surprisingly, the term and approach of “evidence-based policy and practice” that emerged in the biomedical sciences is becoming increasingly popular in education, but it also raises many concerns. A rigorous educational science requires its own set of heuristic methods and research methodologies, which must be consistent with its chosen epistemological framework. Hence, empirical research must be rigorously applied, but also underpinned by reflection on its epistemological assumptions, theoretical frameworks, and plurality of methods and approaches, as well as on the connections between these and educational theory and practice. The contemporary world needs pedagogy to be a science that includes an empirical dimension and is capable of exploring complexity and conceptualizing ambiguity without breaking down in the face of the contradictions and paradoxes of the present era. To this end, it is urgent to foster, especially among younger scholars, the practice of an empirical research that draws on a plurality of methodological approaches, transcending the classical distinction between qualitative and quantitative inquiry and the related paradigm clash.
The group aims at deepening, enhancing and also combining a plurality of theoretical frameworks, methodologies and research paradigms that can shed light from different perspectives on complex educational phenomena, also through thorough and rigorous mixed-methods. It is vital for our scientific community to build opportunities for discussion on research methodologies by encouraging critical reflection, procedural rigour, and depth of analysis in order to generate knowledge of educational processes and pedagogical reflection based on high scientific standards and capable of dealing with the methodological challenges posed by phenomena and contexts characterised by the intersectionality of differences, the multiplication of interaction spaces within media ecologies, and new forms of vulnerability.
This working group intends to contribute to promoting a discourse on the “method” that is not only a comparison on methodologies, but to reinterpreting the debate on methods as an opportunity for discussing theoretical, cultural and political underpinnings of educational research. It also aims to consolidate the tradition of keeping scientific seminars always open also to doctoral students and early career researchers to broaden the debate on these issues also in an intergenerational perspective in our academic community.
Objectives
The group intends to continue the work initiated over the three-year period 2021-2024 and continued to date, by organizing new events dedicated to critical reflection on methodology. Workshops and seminars, always very participatory, will be open to the various pedagogical sectors in order to expand the conversation and discussion on “methods”.
More specifically, main goals are:
- Strengthening the links and enhancing networking between the SIPED Special Interest Group TMRE and doctoral schools, and post-graduated schools in education. This will be also possible thanks to the results of the research skills mapping carried out in 2020;
- Organising seminars on specific issues;
- Publications on issues of interest for the TMRE Group based on the collaboration between the group’s members.