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Professioni educative e pedagogiche. Nuove sfide per la ricerca e la formazione

Coordinatori: Silvana Calaprice, Cristina Palmieri, Pascal Perillo

Descrizione

Le sfide, l’eredità
Il gruppo di ricerca intende affrontare le attuali sfide poste da un contesto sociale, culturale ed economico che non riconosce il giusto valore alle figure educative e pedagogiche, determinando una “crisi” delle professioni educative e pedagogiche. Essa si è manifestata anche in termini di una diffusa carenza di personale qualificato nel settore educativo, alla quale si è risposto derogando alle attuali leggi che stabiliscono le prerogative di questi profili. Questa situazione rende necessario un lavoro culturale che porti al superamento del senso comune relativo al ruolo dell’educazione e delle figure dei pedagogisti e degli educatori socio-pedagogici come professionisti che lavorano in questo specifico ambito.
Alla luce di queste considerazioni, il gruppo intende raccogliere l’eredità del precedente triennio, continuando a presidiare il processo di riconoscimento e regolamentazione delle professioni educative e pedagogiche. Ciò significa non solo monitorare l’impatto delle più recenti normative (es. la Disciplina delle professioni di Pedagogista ed Educatore professionale socio pedagogico (Legge di bilancio n. 205/2017 – art. 1, commi 594-601; la legge sull’istituzione dell’Ordine e degli Albi delle Professioni Pedagogiche ed Educative (Legge 55/2024)), ma anche promuovere la ricerca sul lavoro e sulla professionalità educativa e pedagogica, sulla formazione dei profili dei pedagogisti e degli educatori, sulla cultura pedagogica ed educativa diffusa non solo nei territori ma anche in accademia.
Il rapporto tra ricerca e formazione
In questo processo, si intende valorizzare l’importanza di incrociare sempre più ricerca e formazione, affinchè l’Accademia acquisisca un ruolo significativo nel dare spessore alla professionalità educativa e pedagogica. Si traduce così anche la dimensione politica e istituzionale che il gruppo mira a presidiare. Essa si sostanzia nel comprendere, da una parte, quale sia la specificità, in termini accademici, di chi si occupa in maniera trasversale delle professionalità pedagogiche ed educative. Dall’altra, pone una domanda relativa a quale sia la responsabilità sociale di chi fa ricerca verso chi opera sul campo e verso chi si occupa della formazione continua degli educatori e dei pedagogisti. Si riconosce, infatti, la necessità di dare indicazioni ad un mondo professionale disorientato e di non demandare la formazione post lauream agli enti territoriali, ma piuttosto di conoscere, valorizzare e arricchire le pratiche professionali in atto affinchè diventino il punto di incontro tra ricerca, formazione e servizi educativi.
Oggetto di lavoro
Oggetto di lavoro, dunque, sarà la peculiarità di una professionalità pedagogica e educativa che sappia adattarsi agli specifici contesti di lavoro, contribuendo d’altronde a trasformarli. In tal senso, si vuole mantenere un dialogo aperto con chi si occupa più specificatamente, da un punto di vista pedagogico, di aree come la famiglia, la prima infanzia, l’adolescenza. Al contempo, si vogliono portare alla luce alcune questioni critiche, come per esempio la formazione degli educatori 0/6.
Finalità
Il gruppo, dunque, si riconosce attorno alle seguenti finalità:

  • Rinforzare ciò che caratterizza la specificità delle professioni educativo pedagogiche. Ciò significa comprendere come la ricerca pedagogica, in ogni sua forma, può essere tradotta in pratiche formative e azioni educative.
  • Mappare in quali specifici contesti si declina la professionalità pedagogica e educativa e come si interfaccia con altri professionisti.

In termini procedurali, il gruppo intende:

  • Entrare e comprendere da vicino i diversi contesti in cui operano gli educatori professionali e i pedagogisti.
  • Approfondire la ricerca sulle motivazioni al lavoro educativo e pedagogico a partire dalla conoscenza dei profili degli iscritti ai CdS triennali e magistrali
  • Presidiare il processo di costituzione dell’Ordine delle Professioni Pedagogiche ed Educative.

Obiettivi

Priorità
Con il nuovo triennio, il gruppo intende agire attorno alle seguenti priorità, che rappresentano dimensioni trasversali del lavoro educativo e pedagogico: – Presidiare con particolare attenzione la dimensione deontologica del lavoro educativo e pedagogico, entrando nel merito della definizione del codice previsto dall’istituzione dell’ordine e degli albi professionali; – Lavorare alla definizione delle attività minime caratterizzanti le professioni educative e pedagogiche. Questo punto richiama un lavoro volto a definire in modo puntuale il linguaggio educativo e le sue specificità.
Sottogruppi
A partire dalla trasversalità della professione educativo pedagogica, si propone di articolare il processo di lavoro in sottogruppi che mirino a comprendere come tale professionalità si declini in specifici ambiti, quali:

  • Prima infanzia: 0/6 anni;
  • Ambito educativo-territoriale;
  • Ambito giuridico penitenziario pedagogico (educatore in carcere, tutela minorile);
  • Coordinamento;
  • Ambito Welfare;
  • Ambito sociale e socio-sanitario;
  • Scuola;
  • Ambito profit (formazione, HR).

Tali ambiti sono intesi come macro categorie che evidenziano le traiettorie specifiche in cui possono declinarsi le professionalità educativo pedagogiche, al fine di non perdere la complessità del lavoro educativo e di presidiarne le trasversalità. Sarà cura dei sottogruppi mantenere uno sguardo attento alle diverse declinazioni territoriali che a loro volta caratterizzano il lavoro dell’educatore e del pedagogista. Gli ambiti sono stati definiti considerando le competenze dei membri del gruppo. Essi possono essere rivisti e ampliati alla luce delle specificità di chi prenderà parte al gruppo stesso.
Produzione scientifica
I membri del gruppo si impegnano a partecipare in maniera congiunta ad iniziative di studio, ricerca, disseminazione e a bandi.
Dialogo col territorio
Inoltre, si rileva come significativa la possibilità di capire come prendere parte a tavoli di lavoro territoriale con uno sguardo pedagogico, per essere coerenti con l’obiettivo di far dialogare ricerca, formazione, pratiche educative e pedagogiche.

Componenti

  1. Anello Francesca, Università di Palermo
  2. Benetton Mirca, Università Telematica Pegaso
  3. Bertoli Roberta, Università di Parma
  4. Blezza Franco, Università di Chieti-Pescara
  5. Buccolo Maria, Università Europea di Roma
  6. Calaprice Silvana, Università di Bari
  7. Calvano Gabriella, Università di Bari
  8. Corbi Vitaliano, Università di Bologna
  9. Corriero Michele, Università di Bari
  10. Dato Daniela, Università di Foggia
  11. Deiana Salvatore, Università di Cagliari
  12. De Vita Antonietta, Università di Verona
  13. Ercolano Martina, Università di Napoli “Suor Orsola Benincasa”
  14. Guerra Monica, Università di Milano-Bicocca
  15. Luciano Elena, Università di Milano-Bicocca
  16. Manno Daniela, Università di Napoli “Suor Orsola Benincasa”
  17. Maviglia Domenica, Università di Messina
  18. Miatto Enrico, Istituto Universitario Salesiano di Venezia – IUSVE
  19. Milani Lorena, Università di Torino
  20. Oggioni Francesca, Università di Milano-Bicocca
  21. Olivieri Fabio, Università Roma Tre
  22. Palmieri Cristina, Università di Milano-Bicocca
  23. Perillo Pascal, Università di Napoli “Suor Orsola Benincasa”
  24. Premoli Silvio, Università Cattolica del Sacro Cuore
  25. Romano Maria, Università di Napoli “Suor Orsola Benincasa”
  26. Sidoti Enza, Università di Palermo
  27. Sottocorno Maddalena, Università di Milano-Bicocca
  28. Tabacchi Alessia, Università Cattolica del Sacro Cuore
  29. Taraschi Monja, Università di Napoli “Suor Orsola Benincasa”
  30. Zobbi Elisa, Università di Parma

English version

Educational and pedagogical professions. New challenges for research and training

Description

The challenges, the legacy
The research group intends to address the current challenges posed by a social, cultural and economic context that does not recognize the proper value of educational and pedagogical figures, leading to a ‘crisis’ in the educational and pedagogical professions. It has also manifested itself in terms of a widespread shortage of qualified personnel in the educational sector, which has been responded to by derogating from the current laws that establish the prerogatives of these profiles. This situation calls for cultural work to overcome the common sense regarding the role of education and the figures of pedagogical experts and socio-pedagogical educators as professionals working in this specific field. Considering these aspects, the group intends to take up the legacy of the previous three-year period by continuing to oversee the process of recognition and regulation of the educational and pedagogical professions.
This means not only monitoring the impact of the most recent regulations (e.g. the Discipline of the professions of Pedagogist and socio-pedagogical Professional Educator (Budget Law no. 205/2017 – art. 1, paragraphs 594-601; the law on the establishment of the Order and the Registers of Pedagogical and Educational Professions (Law 55/2024)), but also promoting research on educational and pedagogical work and professionalism, on the training of pedagogists’ and educators’ profiles, on the pedagogical and educational culture spread not only in the territories but also in the academy.
The relationship between research and training
In this process, it is intended to emphasize the importance of increasingly crossing research and training, so that the Academy acquires a significant role in giving depth to educational and pedagogical professionalism. This also translates into the political and institutional dimension that the group aims to preside over. It is substantiated by understanding, on the one hand, what is the specificity, in academic terms, of those who deal transversally with pedagogical and educational professionalism. On the other hand, it questions what is the social responsibility of those who do research towards those who work in the field and towards those who deal with the continuing education of educators and pedagogical experts. Indeed, it is recognized that there is a need to provide guidance to a disoriented professional world and not to delegate post-graduate training to local authorities, but rather to know, enhance and enrich current professional practices so that they become the meeting point between research, training and educational services.
Objects
The object of the group work, therefore, will be the peculiarities of a pedagogical and educational professionalism that knows how to adapt to specific work contexts, while also helping to transform them. In this sense, we want to maintain an open dialogue with those who deal more specifically, from a pedagogical point of view, with areas such as the family, early childhood, adolescence… At the same time, we want to bring to light some critical issues, such as the training of 0/6 educators.
General Purposes
The group, therefore, identifies the following aims:

  • To reinforce what characterizes the specificity of the educational pedagogical professions. This means understanding how pedagogical research, in all its forms, can be translated into training practices and educational actions.
  • Mapping in which specific contexts pedagogical and educational professionalism is declined and how it interfaces with other professionals.

In procedural terms, the group intends:

  • To enter and understand closely the different contexts in which professional educators and pedagogical experts work.
  • Deepen research on motivations for educational and pedagogical work from the knowledge of the profiles of those enrolled in the three-year and master’s degree programs.
  • To oversee the process of establishing the Order of Pedagogical and Educational Professions..

Objectives

Priorities
With the new three-year period, the group the group wants to prioritize the following, which represent transversal dimensions of educational and pedagogical work:

  • Pay particular attention to the deontological dimension of educational and pedagogical work, going into the definition of the code envisaged by the establishment of the professional order and registers.
  • Work on the definition of the minimum activities characterizing the educational and pedagogical professions. This point leads to the precise definition of the educational language and its features.

Subgroups

Starting from the transversality of the educational pedagogical profession, the work process will be articulate in subgroups that aim to understand how this professionalism is declined in specific areas, such as:

  • Early childhood: 0/6 years.
  • Territories.
  • Pedagogical prison law (prison educator, juvenile protection);
  • Pedagogical Managing.
  • Welfare.
  • Social and social-health field;
  • School.
  • Profit (training, HR).

These areas are understood as macro categories that highlight the specific trajectories in which the educational pedagogical professions can be declined, in order not to lose the complexity and the transversal dimensions of the educational work. The sub-groups will keep a careful eye on the different territorial declinations that in turn characterize the work of the educator and pedagogist. The areas have been defined considering the competences of the group members. They can be revised and extended in the light of the specificities of those taking part in the group.
Scientific production
The group members undertake to participate jointly in study, research, dissemination and call for applications.
Dialogue with the territory
In addition, the possibility of understanding how to take part, with a pedagogical glance, in territorial working tables is noted as significant, in order to be consistent with the objective of bringing research, training, educational and pedagogical practices into dialogue.