Coordinatori: Lucia Balduzzi, Valeria Rossini, Donatella Savio
Descrizione
Negli ultimi anni si è assistito a un costante aumento dell’interesse scientifico e sociale nei confronti dell’infanzia. Oltre a campi del sapere tradizionalmente attenti allo studio del bambino psicologia dello sviluppo, pediatria, pedagogia altre discipline storia, sociologia, diritto hanno posto i bambini al centro delle loro riflessioni e delle indagini di natura teorica, storica, empirica e sperimentale. Nel recente dibattito politico le problematiche relative all’infanzia stanno assumendo una nuova centralità in rapporto a questioni ampiamente dibattute e concernenti i diritti, la cittadinanza, il dialogo interculturale. Non solo. Si è andata sviluppando la consapevolezza che, tra passato e presente, i contesti entro i quali vivono le diverse infanzie delle differenti società sono molteplici e soprattutto che tutti questi ambiti meritano di essere studiati: non certo solo la famiglia quale luogo tradizionale di socializzazione primaria, ma ad esempio oggi, nei Paesi più ricchi, istituzioni extradomestiche di cura (scuole e servizi per l’infanzia) che, in maniera sempre più consistente, si offrono come ambienti di vita integrati.
Non va infine dimenticato che nel nostro mondo globalizzato e, specie nelle società opulente, i bambini stanno diventando destinatari di un mercato di prodotti per l’infanzia e di utilizzo dei nuovi media i cui effetti non sono per ora chiaramente prevedibili. In altri contesti, inoltre, i bambini, sono gravemente e primariamente colpiti dalle guerre, che portano disperazione, fame, mutilazioni del corpo, abbandoni e violenza. Trasformazioni sociali, nuovi orientamenti politici, innovazioni disciplinari hanno caratterizzato nel passato prossimo e caratterizzano nell’oggi il mondo dell’infanzia, rendendolo un oggetto di studio di particolare interesse e dando così nuova luce, in termini di ricerca, anche a una storia più remota. In questo quadro, sfaccettato quanto ad ambiti disciplinari e a dibattito, risalta, soprattutto nel nostro Paese, la scarsa tematizzazione teorica dell’educazione infantile in ambito pedagogico così come una carenza di ricerche empiriche sul tema.
Ciò di cui maggiormente si sente la mancanza è la individuazione di una prospettiva che, pur avvalendosi di metodologie, assunti ed esiti di indagini condotte anche in altri campi del sapere, sia in grado di delineare con chiarezza le problematiche con cui la pedagogia interroga il “fenomeno” infanzia e la sua educazione, gli assunti da cui muove nel prospettare interventi migliorativi. La pedagogia dell’infanzia è tra le più “latenti”, per usare un’espressione di Egle Becchi, per una serie di motivi, non ultimo il fatto che il bambino non ha “voce”, che l’educazione infantile è stata e forse è ancora per lo più informale, che la riflessione sulle sue “pratiche” è agli esordi, che lo scarto tra le dichiarazioni dei diritti dell’infanzia e la loro effettiva realizzazione è profondo, che socialmente è ben poco diffusa la consapevolezza circa l’importanza della “cultura” dell’infanzia, troppo spesso confusa con la cultura per l’infanzia.
Lo studio dell’infanzia negli ultimi decenni si è arricchito di fecondi percorsi di ricerca, quali la storia dell’infanzia e del “costume educativo”, la pedagogia del nido e della scuola dell’infanzia, il dibattito sulla qualità dei servizi per l’infanzia, la didattica in ambiti specifici (gioco, lettura, attività espressive, ecc.) e, più in generale, degli approcci educativi e metodologici capaci di ispirare le prassi, la formazione degli adulti che si occupano d’infanzia (genitori, educatori, insegnanti, coordinatori pedagogici), la particolare declinazione della pedagogia speciale in relazione all’età infantile. Non ultimo, lo studio dei contesti politici e istituzionali che accolgono e sostengono l’educazione dell’infanzia, dunque anche i processi di advocacy politica e istituzionale che implicano la lettura e l’intervento in sistemi connotati da profonda complessità. Si tratta di piste di ricerca significative, spesso svolte in stretta relazione con studiosi di altri Paesi, ma che raramente hanno avuto ed hanno occasioni di intreccio e di stretto raccordo in ambito nazionale e che necessitano, nei prossimi anni, di essere sviluppate e approfondite. La centratura sull’infanzia come oggetto di studio e di proposta educativa potrebbe dunque coagulare l’interesse di diversi studiosi dei settori scientifico-disciplinari dell’ambito pedagogico, senza escludere possibili rapporti con altri ambiti, allo scopo di delineare con maggiore chiarezza, nelle sue sfaccettature ma anche nei suoi presupposti e questioni di fondo, un ambito di indagine e di proposta, propriamente pedagogico, promettente e culturalmente indispensabile.
La focalizzazione sull’età infantile come oggetto di indagine potrebbe avere ulteriori effetti nella nostra comunità scientifica e nella SIPED proponendo un dialogo con gruppi di studio le cui tematiche si intrecciano con quella del nostro, tra gli altri la pedagogia della famiglia ma anche la metodologia della ricerca che, applicata all’età infantile, richiede accorgimenti e un’attenzione deontologica particolare. Non va dimenticata l’importanza del dialogo tra la comunità scientifica e la realtà educativa per l’infanzia nel nostro Paese e in campo internazionale, come anche l’impegno di molti colleghi per lo sviluppo delle reti sociali oltre che per la formazione continua e in servizio degli educatori e degli insegnanti. Il dialogo tra “pratici” e “accademici” che ha luogo nelle esperienze di formazione necessita di essere tematizzato e merita un’attenzione particolare in un settore, quale quello dell’educazione infantile, nel quale la “teoria” viene talora vissuta come un’intrusione indebita o, al contrario, in alcuni casi viene calata dall’alto. Occorre costruire nuove consapevolezze affinchè il metodo scientifico non sia vissuto come una limitazione dell’apertura esperienziale, anzichè un suo possibile strumento ermeneutico e politico..
Obiettivi
Organizzazione di seminari, convegni nazionali e internazionali sui temi di interesse, progetti scientifici di ricerca e di ricerca-formazione, pubblicazione di prodotti scientifici (articoli e volumi) che prevedano la collaborazione e il confronto fra i membri aderenti al gruppo.
Componenti
- Aluffi Pentini Anna, Università Roma Tre
- Amandini Monica, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Antonacci Francesca, Università di Milano-Bicocca
- Antonietti Maia, Università di Parma
- Balduzzi Lucia, Università di Bologna
- Bartolini Alessia, Università di Perugia
- Bertolino Fabrizio, Università della Valle D’Aosta
- Besio Serenella, Università di Bergamo
- Bianquin Nicole, Università della Valle D’Aosta
- Biffi Elisabetta, Università di Milano-Bicocca
- Bobbio Andrea, Università della Valle D’Aosta
- Bondioli Annamaria, Università di Pavia
- Bonvini Eleonora, Università di Bologna
- Bove Chiara, Università di Milano-Bicocca
- Braga Piera, Università di Milano-Bicocca
- Brandolini Regina, MIUR
- Bulgarelli Daniela, Università di Torino
- Carioli Stefania, Università Link
- Caroli Dorena, Università di Bologna
- Caso Rossella, Università di Foggia
- Chello Fabrizio, Università di Napoli “Suor Orsola Benincasa”
- D’Addelfio Giuseppina, Università di Palermo
- Dalle Donne Vandini Chiara, Università di Bologna
- De Santis Mina, Università di Perugia
- De Serio Barbara, Università di Foggia
- De Souza Gizele, Universidade Federal do Paraná UFPR
- Del Gottardo Ezio, Università del Salento
- Demozzi Silvia, Università di Bologna
- Di Spiridione Teresa, Università di Bari
- Faenzi Argentina, Università di Milano Bicocca
- Falcinelli Floriana, Università di Perugia
- Ferrari Monica, Università di Pavia
- Filomia Maria, Università di Perugia
- Garaffo Teresa, MIUR
- Infantino Agnese, Università di Milano-Bicocca
- La Rosa Viviana, Università di Enna
- Lazzari Arianna, Università di Bologna
- Lichene Claudia, MIUR
- Luciano Elena, Università di Milano-Bicocca
- Macchia Vanessa, Università di Bolzano
- Macinai Emiliano, Università di Firenze
- Magrini Jessica, Regione Toscana
- Magrini Jessica, Università di Firenze
- Maia Elisa, Università Telematica Leonardo da Vinci
- Malaguti Elena, Università di Bologna
- Mantovani Susanna, Università di Milano-Bicocca
- Merlo Giordana, Università di Padova
- Mignosi Elena, Università di Palermo
- Molina Paola, Università di Torino
- Morandi Matteo, Università di Pavia
- Morgandi Tiziana, Università di Milano-Bicocca
- Musi Elisabetta, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Nardone Maria Rosa, Università di Bologna
- Nuti Gianni, Università della Valle d’Aosta
- Odini Luca, Università di Urbino
- Pastori Giulia, Università di Milano-Bicocca
- Pettinari Emanuela, Università di Bologna
- Picchio Mariacristina, CNR Roma
- Piseri Maurizio, Università della Valle d’Aosta
- Pizzolorusso Francesco, Università di Bari
- Premoli Silvio, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Raso Maria Vincenza, Université de Sherbrooke
- Restiglian Emilia, Università di Padova
- Rosati Nicoletta, Università di Roma LUMSA
- Rossini Valeria, Università di Bari
- Sannipoli Moira, Università di Perugia
- Savio Donatella, Università di Pavia
- Schenetti Michela, Università di Bologna
- Silva Clara, Università di Firenze
- Simone Maria Grazia, Università eCampus
- Sindoni Caterina, Università di Messina
- Traverso Andrea, Università di Genova
- Tripi Maura, Università di Roma LUMSA
- Ulivieri Simonetta, Università di Firenze
- Vinciguerra Maria, Università di Palermo
- Zaninelli Francesca, Università di Milano-Bicocca
- Zecca Luisa, Università di Milano-Bicocca
- Zinant Luisa, Università di Udine
English version
Childhood pedagogy between past and present
Description
In recent years there has been a steady increase in scientific interest towards children. In addition to fields of knowledge traditionally oriented to the study of the child developmental psychology, paediatrics, pedagogy other disciplines such as history, sociology and law have also placed children at the centre of their theoretical, historical, empirical reflections and investigations. Political issues relating to children have been widely debated and are taking on a new centrality in relation to matters concerning rights, citizenship and intercultural dialogue. Not only. There is a continually expanding knowledge of the many differences in childhood within the various societies, from past to present, in which children live ,and it is above all these areas that have to be studied: certainly not only the traditional family which is the prime area of socialization , but today , i.e, institutions for care outside the home (schools and ECEC services) which, in the wealthier countries, offer themselves as parallel living environments in a consistent manner.
Nor must, we forget that in our globalized world and especially in affluent societies children are becoming recipients of a market for children’s products and the use of new media whose effects are not yet clearly foreseeable. Furthermore, in other contexts, children are seriously and primarily affected by wars, which bring despair, hunger, bodily mutilation, abandonment and violence. Social changes, new policy guidelines, disciplinary innovations featured in the recent past and to date characterize the world of childhood, making it a particularly interesting object of study and thus giving new light, in terms of research, to a more distant past. In this context, especially in our country, the lack of theoretical theming, as well as a lack of empirical research in pedagogy and in childhood education stands out. For the greater part what is missing is the identification of a perspective which, while making use of methodologies, assumptions and results of surveys conducted in other fields of knowledge, is able to clearly delineate the issues which query the pedagogy “phenomenon” of childhood and assumptions from which to move in suggesting improvements.
The education of children is among the most “latent”, to use an expression of Egle Becchi, for a variety of reasons, not least the fact that the child has no “voice” , that early childhood education has been and perhaps is still mostly informal, that reflection on its “practice” is just starting out , that the gap between the declarations of the rights of children and their effective implementation is deep, widespread and socially there is very little awareness about the importance of children’s culture, too often confused with the culture for children. In recent decades, the study of childhood has been enriched by fruitful avenues of research, such as the history of childhood and the “customs of education”, the pedagogy of day-care centre, nursery and pre-school, the debate on the quality of services for childhood education in specific areas (play, reading, expressive activities, etc.), the training of adults who take care of children (parents, educators, teachers, pedagogical coordinators), the particular declination of special need education in relation to childhood. Last but not least, the study of the political and institutional contexts that welcome and support childhood education, and therefore also the processes of political and institutional advocacy that involve the interpretation of and intervention in systems characterised by profound complexity.
These are important avenues of research, often conducted in close relationship with scholars from other countries, but who rarely have opportunities to interlace a strong link on a national level and which need to be developed and deepened in the coming years. Centering on childhood and educational proposal as objects of study could therefore coagulate the interest of several scholars in our area in order to delineate its various facets and the presupposition of basic questions more clearly, but also to create a field of research and proposals, which are properly pedagogical, promising and culturally essential. Focusing on childhood as object of investigation may have additional effects in our scientific community and in SIPED, by proposing a dialogue with study groups whose themes are intertwined with that of our own, including family pedagogy but also the methodology of research, which, in the context of childhood, requires special precautions and attention to ethics. Not to be forgotten is the importance of dialogue between the scientific community and the field of childhood education in our country and internationally, as well as the commitment of many colleagues to the development of social networks and the continuous training and in-service training of educators and teachers.
The dialogue between “practitioners2 and “academics” that takes place in training experiences needs to be themed and deserves special attention in a sector, such as early childhood education, in which the ‘theory’ is sometimes experienced as an undue intrusion or, on the contrary, in some cases, is given less importance by those at the top. We need to build new awareness so that the scientific method is not seen as a limitation of experiential opening but rather as a possible hermeneutical tool.
Objectives
Organisation of seminars, national and international conferences on topics of interest, scientific research and action/reserach or trainig/action research projects, publication of scientific products (articles and books) that involve collaboration and discussion between the group’s members.