ZigaForm version 7.4.3

Pedagogia dell’emergenza: relazione educativa, resilienza, comunità

Coordinatori: Giuseppe Annacontini, Alessandro Vaccarelli, Elena Zizioli

Descrizione

La riflessione e i lavori che il gruppo intende realizzare muovono dal bisogno di definire una cornice epistemologica che sappia rispondere, in maniera efficace, alle specifiche esigenze di una “Pedagogia dell’Emergenza”. Ovvero, si tratta di precisare un pensare-e-agire educativo in grado di collocarsi nel vivo della materialità storica, affrontando le criticità connesse alle categorie dell’incertezza, del rischio, del trauma e rintracciando primariamente nella resilienza e nella resistenza due approcci strategici per rispondere al moltiplicarsi delle situazioni riconducibili alla logica dello “stato d’eccezione”.
In particolare, il termine “emergenza” implica, nella sua etimologia, tanto l’evento in sè (considerato improvviso, imprevisto, disastroso, catastrofico), quanto la capacità di tenuta del sistema e la sua reattività per ripristinare, nel breve periodo, condizioni di sicurezza e, nel medio e lungo periodo, il raggiungimento di nuovi equilibri. Tutto ciò affinchè le cosiddette emergenze non “cronicizzino” i loro effetti ma, all’esatto opposto, possano divenire “occasione formativa” per liberare potenziale generativo.
Il gruppo di lavoro intende, quindi, focalizzare e definire una Pedagogia dell’Emergenza come sapere specialistico che richiede di essere disambiguato dalle insidiose derive riduzioniste e che può considerarsi scienza:

  • riflessiva, per approfondire le categorie succitate anche attraverso l’analisi storica di pratiche e modelli che hanno rappresentato degli exempla;
  • esplorativa, per studiare, in via privilegiata attraverso la ricerca educativa sul campo, le implicazioni dei fenomeni emergenziali su individui, istituzioni educative e comunità;
  • critica e trasformativa, per sostenere processi di “coscientizzazione” e coinvolgere gli attori sociali nella gestione (democratica e partecipativa) della ricerca di soluzioni per la riprogettazione dei territori e la ricostruzione dei tessuti sociali e comunitari, rafforzando la resistenza individuale e di comunità anche attraverso l’utilizzo dei linguaggi espressivi, facendo della bellezza una risorsa in grado di promuovere resilienza;
  • operativa e metodologica, studiando e applicando modelli di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, definendo metodi e strumenti (anche riferiti alla media education);
  • orientata all’apertura, stabilendo rapporti inter-trans-disciplinari (soprattutto con la psicologia dell’emergenza e con le scienze sociali) ed intra-disciplinari (pedagogia sociale, ambientale, interculturale, educazione degli adulti ecc.), per poter meglio definire concetti, metodi e strumenti di ricerca e di intervento.

Il gruppo si propone, inoltre, di riscoprire e individuare i significati dell’educare attraverso l’esplorazione di territori e situazioni che possono costituire luoghi privilegiati di osservazione, indagando quindi diverse forme e tipologie di emergenza. L’ottica è quella di una promozione del lavoro di rete con istituzioni e organizzazioni la cui mission è intervenire in condizioni critiche ed estreme e prevenire i rischi.
Parte importante del lavoro del gruppo sarà finalizzato a costruire un nuovo lessico pedagogico per i professionisti dell’educazione al fine di:

  • fronteggiare lo stress ed elaborare e gestire le paure del futuro (anche alimentate dagli eventi traumatici del passato);
  • contrastare e arginare le derive della shock economy e dei suoi effetti sulle reti sociali, sulle comunità e sui territori;
  • sostenere la resilienza individuale, istituzionale e comunitaria;
  • progettare, programmare e valutare pratiche educative.

Si tratta infatti di sistematizzare un agire pedagogico, trasversale alle dimensioni formali, non formali e informali dell’educazione, in un ambito, quello appunto delle emergenze, che sempre di più si sta affermando su molteplici scenari nazionali e internazionali e che riflette continue evoluzioni quanto alla tipologia degli eventi e dei contesti culturali e sociali coinvolti.

Obiettivi

Gli obiettivi generali del gruppo sono la definizione, promozione e diffusione di studi e ricerche nell’ambito della Pedagogia dell’Emergenza, a partire da un confronto costruttivo e costante con gli interlocutori più autorevoli a livello nazionale e internazionale comprese le grandi organizzazioni impegnate nella gestione delle emergenze. In questo dialogo si valorizzeranno i contributi scientifici delle/dei partecipanti, comprese le colleghe e i colleghi più giovani (precari, non strutturati, Junior) che potranno trovare spazio e occasioni di crescita culturale ed umana.
Gli obiettivi specifici saranno i seguenti:

  • promuovere e realizzare call tematiche su riviste pedagogiche di fascia A;
  • realizzare volumi collettanei o monografie attinenti all’ambito della pedagogia dell’emergenza in prospettiva teorica, metodologica, storica e sociale;
  • organizzare incontri seminariali e almeno un convegno (nazionale o internazionale) all’anno per la condivisione degli esiti delle diverse ricerche;
  • promuovere progetti di ricerca in partenariato con istituzioni e organizzazioni che hanno lavorato in emergenza sviluppando buone pratiche;
  • costruire interlocuzioni con soggetti istituzionali e non, per azioni di intervento nelle situazioni di rischio e di emergenza conclamata.

Componenti

  1. Annacontini Giuseppe, Università di Foggia
  2. Antonacci Francesca, Università di Milano-Bicocca,
  3. Ariemma Lucia, Università della Campania “Luigi Vanvitelli”
  4. Baroni Sara, Libera Università di Bolzano
  5. Battista Fernando, Università di Roma Tre
  6. Benvenuto Guido, Università di Roma “Sapienza”
  7. Bocci Fabio, Università di Roma Tre
  8. Borelli Chiara, Università di Bologna
  9. Bravi Luca, Università di Firenze
  10. Cagol Michele, Libera Università di Bolzano
  11. Calvano Gabriella, Università di Bari “Aldo Moro”
  12. Catarci Marco, Università di Roma Tre
  13. Cerrocchi Laura, Università di Roma “Sapienza”
  14. Cordani Flaminia, Save the Children
  15. Crescenza Giorgio, Università della Tuscia
  16. Crivellari Claudio, Università “Gabriele d’Annunzio”, Chieti -Pescara
  17. D’Antone Alessandro, Università di Modena e Reggio Emilia
  18. De Angelis Viviana, Università di Bari Aldo Moro
  19. De Carlo Federica, Università di Roma Tre
  20. Di Genova Nicoletta, Università dell’Aquila
  21. Farahi Farnaz, Università eCampus
  22. Farina Tommaso, Università di Macerata
  23. Ferrante Alessandro, Università di Milano-Bicocca,
  24. Fiorucci Massimiliano, Università di Roma Tre
  25. Franchi Giulia, Università di Roma Tre
  26. Garista Patrizia, Università “Gabriele d’Annunzio”, Chieti -Pescara
  27. Gigli Alessandra, Università di Bologna
  28. Giudetti Rosa, Associazione Montessori di Brescia
  29. Grasso Danilo, Università di Foggia
  30. Guetta Silvia, Università di Firenze
  31. Iorio Carla, Università dell’Aquila
  32. Ladogana Manuela, Università di Foggia
  33. Malaguti Elena, Università di Bologna
  34. Micheletti Isabella, Associazione Montessori Brescia
  35. Mignosi Elena, Università di Palermo
  36. Minoia Vito, Università di Urbino “Carlo Bo”
  37. Nanni Silvia, Università dell’Aquila
  38. Nuzzaci Antonella, Università di Messina
  39. Paiano Anna Paola, Università del Salento
  40. Pasta Stefano, Università Cattolica del Sacro Cuore
  41. Pileri Anna, Università di Bologna
  42. Pironi Tiziana, Università di Bologna
  43. Rizzo Amalia Lavinia, Università di Roma Tre
  44. Ruggiero Antonio Pio, Università di Foggia
  45. Russo Erika, Save the Children
  46. Scardicchio Antonia Chiara, Università di Bari “Aldo Moro”
  47. Scarpini Mariangela, Università di Bologna
  48. Sottocorno Maddalena, Università di Milano Bicocca
  49. Sposetti Patrizia, Università di Roma “Sapienza”
  50. Stanzione Irene, Università di Roma “Sapienza”
  51. Tomazzolli Elisabetta, Libera Università di Bolzano
  52. Traversetti Marianna, Università di Roma “Sapienza”
  53. Vaccarelli Alessandro, Università dell’Aquila
  54. Vacchelli Orietta, Università Cattolica del Sacro Cuore
  55. Wallnöfer Gerwald, Libera Università di Bolzano
  56. Zaffram Lorenzo, Università di Roma “Sapienza”
  57. Zizioli Elena, Università di Milano Bicocca

English version

Emergency pedagogy group: educational relationship, resilience, community

Description

The reflection and the work the group intends to carry out move from the need to define an epistemological framework that can respond, effectively, to the specific needs of a “Pedagogy of the Emergency”. It is about specifying an educational thinking-and-acting able to be placed in the heart of historical materiality, addressing the critical issues related to the categories of uncertainty, risk, trauma and first tracing in resilience and resistance two strategic approaches aimed to reply at the multiple situations linked to the “state of exception”. In particular, the term “emergency” implies, in its etymology, both the event itself (considered sudden, unexpected, disastrous, catastrophic), as well as the ability to hold the system and its reactivity to restore, in the short term, safety conditions and, in the medium and long term, the achievement of new balances. All this to not “chronicize” the effects of the so-called emergencies and, can become “formative opportunity” to free generative potential.
The group intends, therefore, to focus and define a Pedagogy of the Emergency as a specialist knowledge that requires to be disconnected from the insidious reductionist drifts and that can be considered science:

  • reflective, to deepen the categories mentioned also through the historical analysis of practices and models that represented some exempla;
  • exploratory, to study, in a privileged way through field research in education, the implications of emergencies on individuals, educational institutions and communities;
  • critical and transformative, to support processes of “conscientization” and involve social actors in the management (democratic and participatory) of the search for solutions for the redesign of territories and the reconstruction of social and community fabrics, strengthening individual and community resistance also through the use of expressive languages, making beauty a resource capable of promoting resilience;
  • operational and methodological, studying and applying primary, secondary and tertiary prevention models, defining methods and tools (also referring to media education);
  • oriented to openness, establishing inter-trans-disciplinary relationships (especially with emergency psychology and social sciences) and intra-disciplinary relationships (social, environmental, intercultural pedagogy, adult education, etc.), to better define concepts, methods and tools for research and intervention.

The group also aims to rediscover and identify the meanings of education through the exploration of territories and situations that can constitute privileged places of observation, thus investigating different forms and types of emergency. The aim is to promote networking with institutions and organisations whose mission is to work in critical and extreme conditions and to prevent risks.
An important part of the work will be aimed at building a new pedagogical vocabulary for education professionals in order to:

  • face the stress and to elaborate and to manage the fears of the future (also from the traumatic events of the past);
  • counter and stem the drifts of the shock economy and its effects on social networks, communities and territories;
  • support individual, institutional and community resilience;
  • design, plan and evaluate educational practices.

It is in fact a question of systematizing a pedagogical action, transversal to the formal, non-formal and informal dimensions of education, in a context, the one of emergencies, that is increasingly affirming itself on multiple national and international scenarios and that reflects continuous evolutions as to the type of events and cultural and social contexts involved.

Objectives

The general objectives of the group are the definition, promotion and dissemination of studies and research in the field of Emergency Pedagogy, starting from a constructive and constant comparison with the most authoritative interlocutors at national and international level including the large organizations engaged in emergency management. In this dialogue the scientific contributions of the participants will be valued, including the younger colleagues (precarious, Junior) who will find space and opportunities for cultural and human growth.
The specific aims will be the following:

  • to promote and implement thematic calls in pedagogical journals the so-called ANVUR Riviste di Fascia A.
  • to produce collected volumes or monographs pertaining to the field of Pedagogy of emergency from a theoretical, methodological, historical and social perspective;
  • to manage seminars and at least one conference (national or international) per year to share the results of the various research projects;
  • to promote research projects in partnership with institutions and organisations that have worked in an emergency by developing good practices;
  • to build interlocutions with institutional and non-institutional actors, for intervention actions in situations of known risk and emergency.

Documenti

2025.09.22 – Comunicato sottoscritto a maggioranza a Sostegno Sciopero Nazionale