Coordinatori: Pierangelo Barone, Maria Rita Mancaniello, Alessandro Tolomelli
Descrizione
L’adolescenza si presenta come un concetto ibrido: essa, infatti, si riferisce a un costrutto socioculturale la cui genesi è rintracciabile nei fenomeni storici ed economici che ne hanno determinato l’emersione sulla scena sociale tra il XIX e il XX secolo; ma l’adolescenza è al contempo una fase esistenziale fondamentale nel processo di strutturazione della personalità, delle competenze cognitive, affettive e sociali del soggetto. Come nell’infanzia, durante l’adolescenza il soggetto attraversa un vero e proprio “salto qualitativo” connotato da fasi di cambiamento e crisi, che lo portano da uno stato di dipendenza dagli adulti di riferimento ad una progressiva e maggiore autonomia. Se per quanto riguarda l’infanzia l’etimologia del termine rimanda alla mancanza della capacità di parlare del bambino che, proprio in virtù di questo “deficit”, ha diritto alla cura dell’adulto e della comunità intera, anche l’etimologia di adolescenza rimanda ad una mancanza, quella del nutrimento.
Infatti, adolescente è il participio presente del verbo latino “adolescere”, nutrire, il cui participio passato è “adulto”. In questo senso, l’adolescente è colui che si sta ancora nutrendo, mentre l’adulto è colui che si è nutrito e che, come nell’infanzia, deve garantire il diritto alla cura educativa del soggetto nella fase più importante della crescita. Oggi, invece, soprattutto dopo l’esperienza traumatica della sindemia da covid19, assistiamo, nel discorso pubblico, al consolidarsi di un atteggiamento stigmatizzante nei confronti degli adolescenti come se venisse sospesa quella garanzia riservata ai soggetti in età evolutiva e venisse a loro applicata la stessa logica punitiva e repressiva che si utilizza nei confronti degli adulti. Di conseguenza, trattare oggi il tema dell’adolescenza in chiave pedagogica significa, prima di tutto, contribuire a decostruire i paradigmi del controllo e le rappresentazioni stereotipate attraverso cui spesso il mondo degli adulti, anche coloro che con gli adolescenti lavorano, osserva l’adolescenza riducendola ad un’immagine rigida e statica e perdendo di vista gli adolescenti e le loro vite nelle loro materialità situate. Questo gruppo di lavoro si propone di raccogliere contributi capaci di interrogare a partire da ricerche di campo e da analisi di tipo teorico le culture, le forme espressive, le fenomenologie esperienziali degli adolescenti alla luce delle dinamiche storiche, politiche e sociali contemporanee e dentro i conflitti e le relazioni che esse ingaggiano nel loro confronto con le altre generazioni, per provare a gettare un diverso sguardo sull’adolescenza e quindi anche a suggerire nuove basi pedagogiche per l’intervento educativo.
Riteniamo infatti necessario in primo luogo parlare di adolescenze, declinando quindi le esperienze di singoli e gruppi appartenenti ad una specifica generazione all’interno della molteplicità dei contesti che essi vivono. In questo senso l’intenzione è quella di analizzare le variabili della generazione all’intersezione con altre variabili che possono sensibilmente differenziarne al suo interno le modalità di esperienza, quali quelle del genere, della posizione sociale, dell’appartenenza culturale, dei luoghi di vita. Sulla base di questa premessa, il gruppo di ricerca intende perseguire i seguenti obiettivi scientifici e formativi: elaborare un’epistemologia specifica della “pedagogia delle adolescenze” capace di assolvere compiutamente il doppio obbiettivo di avvalersi, in modo sintetico e integrato, di diversi approcci ermeneutici nell’indagine del focus, di connettere in senso critico le diverse dimensioni (soggettive, sociali, ambientali, storiche, etc.) che fanno dell’adolescenza un costrutto complesso. Il gruppo intende favorire l’emersione e l’affermazione, anche nel discorso pubblico, di una cultura pedagogica dell’adolescenza che sostenga il lavoro educativo, nelle sue differenti forme.
Infine, il gruppo intende promuovere sperimentazioni nell’ambito della ricerca e della formazione sui temi inerenti l’adolescenza, ponendosi esso stesso in discussione come “entità adolescente” e cioè che necessità di nutrimento scientifico-culturale da elaborare per contribuire, senza pretese definitorie e esaustive, al dibattito pedagogico sul senso dell’educazione come alternativa alle logiche della selezione e del controllo.
Obiettivi
Il gruppo di lavoro “Pedagogia delle Adolescenze” prevede di realizzare nel triennio 2025-2027 molteplici seminari, incontri di riflessione, convegni con diversi tagli e ambiti geografici di riferimento. Infatti, si prevede di organizzare iniziative a carattere prettamente scientifico-accademico, alternati ad altri a cavallo tra mondo della ricerca e contesti dell’intervento educativo, altri ancora con un taglio prettamente esperienziale o formativo. Tali iniziative saranno sviluppate a livello locale, nelle diverse realtà in cui operano i membri del gruppo, allo scopo di sviluppare focalizzazioni specifiche sulle peculiarità di quel territorio e, al contempo, generare connessioni e scambi tra diverse provenienze. Altre proposte avranno invece un respiro nazionale (si pensa di realizzare almeno un convegno nazionale nel triennio sulla Pedagogia delle Adolescenze) per dare conto dello state dell’arte degli studi e delle ricerche sul tema. Altre iniziative avranno invece il carattere dell’internazionalità, e in questo caso, si tratterà di aprire una pista di lavoro originale e, quasi, inedita di confronto.
Ci si propone, inoltre, di consolidare la rete di ricerca nazionale di studiosi e studiose dell’ambito specifico e sviluppare collaborazioni internazionali sullo stesso tema. Intendiamo verificare la possibilità di ottenere finanziamenti su bandi competitivi per attivare progetti di ricerca specifici e a sostegno delle pratiche educative. Un altro obbiettivo èquello di costruire una mappatura sulle esperienze di intervento educativo innovative sul territorio nazionale che abbiano come target gli adolescenti e i preadolescenti. Dal punto di vista della produzione scientifica ci proponiamo di dare vita a un numero monografico di rivista scientifica sul tema e verificheremo la possibilità di aprire una collana editoriale specifica sulla “pedagogia delle adolescenze”. Vorremmo anche proporre azioni formative (summer o winter school) per promuovere la cultura dell’intervento educativo specifico rivolto all’adolescenza.
I temi che riguardano l’esperienza adolescenziale, vista in una prospettiva complessa e interconnessa con i molteplici fattori identitari, culturali, sociali, storici, soggettivi, etc. che intersecano il focus “adolescenza”, verranno anche sviluppati indagando le produzioni culturali (musicali, audiovisive, letterarie, teatrali e performative in genere, visuali e altro) di e per adolescenti, oltre che le scelte politico-giuridiche e scolastiche che investono queste soggettività. Sarà infine nostra cura sviluppare collaborazioni e iniziative di tipo interdisciplinare sulle varie dimensioni e sfaccettature inerenti al tema dall’approccio educativo e formativo in ambito adolescenziale. È impossibile separare l’esperienza di adolescenza dalla situazione e dalle condizioni in cui essa si realizza. Per questo le diverse attività scientifico-culturali che realizzeremo avranno anche l’ambizione di intercettare gli adolescenti e non solo narrarli attraverso lo sguardo indagatore degli adulti.
Componenti
- Antonelli Fulvia, Università di Bologna
- Arioli Antonella, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Barbanti Camilla, Università di Milano Statale
- Barsotti Susanna, Università Roma Tre
- Benelli Caterina, Università di Napoli “Federico II”
- Berni Veronica, Università di Milano-Bicocca
- Bigozzi Diletta, Università di Bologna
- Bruzzone Daniele, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Burgio Giuseppe, Università di Enna
- Caprara Barbara, Università di Modena e Reggio Emilia
- Carletti Chiara, Università di Siena
- Chiappelli Tiziana, Università di Siena
- Di Grigoli Antonio Raimondi, Università di Siena
- Dusi Paola, Università di Verona
- Fabbri Manuela, Università di Bologna
- Facciocchi Monica, Università di Milano-Bicocca
- Gambacorti Benedetta, Università di Milano-Bicocca
- Iaquinta Tiziana, Università di Messina
- Lavanga Francesco, Università di Firenze
- Leoncini Sabina, Università di Siena
- Maltese Stefano, Università di Napoli “Federico II”
- Orsenigo Jole, Università di Milano-Bicocca
- Papa Irene, Università di Torino
- Paradiso Ilaria, Università di Bologna
- Roberto Maurizio, Istituto Universitario Salesiano Venezia
- Tarozzi Massimiliano, Università di Bologna
- Tracà Cristian, Università di Bologna
- Zoletto Davide, Università di Udine
English version
Pedagogy of adolescences
Description
Adolescence is a hybrid concept: it refers to a socio-cultural construct whose genesis can be traced back to the historical and economic phenomena that determined its emergence on the social scene between the 19th and 20th centuries; at the same time, adolescence is a fundamental existential phase in the process of structuring the personality, cognitive, affective and social capacities of the subject. As in childhood, during adolescence the subject undergoes a real “qualitative leap”, characterised by periods of change and crisis, which lead him or her from a state of dependence on reference adults to a progressive and greater autonomy. If with regard to childhood the etymology of the term refers to the lack of the ability to speak of the child who, precisely by virtue of this “deficit”, has the right to the care of the adult and the entire community, also the etymology of adolescence refers to a lack, that of nourishment.
In fact, adolescent is the present participle of the Latin verb “adolescere”, to nourish, whose past participle is “adult”. In this sense, the adolescent is the one who is still nourishing himself, while the adult is the one who has nourished himself and who, as in childhood, must guarantee the right to educational care of the evolving subject. Today, however, especially after the traumatic experience of the covid19 syndemic, we are witnessing, in public discourse, the consolidation of a stigmatizing attitude towards adolescents as if the guarantee reserved for subjects in developmental age were suspended and the same punitive and repressive logic used towards adults were applied to them. Consequently, dealing with the theme of adolescence today in a pedagogical key means, first of all, contributing to deconstructing the paradigms of control and the stereotyped representations through which the adult world, even those who work with adolescents, often observes adolescence by reducing it to a rigid and static image and losing sight of adolescents and their lives in their situated materialities. This working group aims to collect contributions capable of questioning starting from field research and theoretical analysis the cultures of adolescents in the light of contemporary historical, political and social dynamics and within the conflicts and relationships that they engage in in their comparison with other generations, to try to cast a different look at adolescence and therefore also to suggest new pedagogical bases for educational intervention.
In fact, we believe it is necessary first of all to talk about adolescence, thus declining the experiences of individuals and groups belonging to a specific generation within the multiplicity of contexts in which they live. In this sense, the intention is to analyze the variables of the generation at the intersection with other variables that can significantly differentiate the modes of experience within it, such as those of gender, social position, cultural belonging, places of life. On the basis of this premise, the research group intends to pursue the following scientific and educational objectives: to develop a specific epistemology of the “pedagogy of adolescence” capable of fully fulfilling the double objective of using, in a synthetic and integrated way, different hermeneutic approaches in the investigation of the focus, of critically connecting the different dimensions (subjective, social, environmental, historical, etc.) that make adolescence a complex construct. The group intends to promote the emergence and affirmation, also in public discourse, of a pedagogical culture of adolescence that supports educational work, in its different forms.
Finally, the group intends to promote experiments in the field of research and training on issues related to adolescence, questioning itself as an “adolescent entity” and that is, one that needs scientific-cultural nourishment to be developed in order to contribute, without definitional and exhaustive claims, to the pedagogical debate on the meaning of education as an alternative to the logic of selection and control.
Objectives
The working group “Pedagogy of Adolescence” plans to hold in the three-year period 2005-2007 multiple seminars, reflection meetings, conferences with multiple angles and geographical areas of reference. In fact, it is planned to organize initiatives of a purely scientific-academic nature, alternating with others straddling the world of research and contexts of educational intervention, others still with a purely experiential or formative approach. These initiatives will be developed at a local level, in the different contexts in which the members of the group operate, with the aim of developing specific focuses on the peculiarities of that territory and, at the same time, generating connections and exchanges between different origins. Other proposals will instead have a national scope (it is thought to hold at least one national conference in the three-year period on Pedagogy of Adolescence) to give an account of the state of the art of studies and research on the topic. Other initiatives will instead have an international character, and in this case, it will be a matter of opening an original and, almost, unprecedented avenue of comparison.
We also intend to consolidate the national research network of scholars in the specific field and develop international collaborations on the same topic. We also intend to hopefully verify the possibility of obtaining funding through competitive calls to activate specific research projects and to support educational practices. Furthermore, we intend to build a mapping of innovative educational intervention experiences on the national territory that target adolescents and pre-adolescents. From the point of view of scientific production, we intend to produce a monographic issue of a scientific journal on the topic and we will verify the possibility of opening a specific editorial series on the “pedagogy of adolescence”. We would also like to propose training actions (summer or winter school) to promote the culture of specific educational intervention aimed at adolescence. The themes that concern the adolescent experience, seen in a complex and interconnected perspective with the multiple identity, cultural, social, historical, subjective factors, etc. that intersect the focus “adolescence”, will also be developed by investigating the cultural productions (musical, audiovisual, literary, theatrical and performative in general, visual and other) of and for adolescents, as well as the political-legal and scholastic choices that affect these subjectivities.
Finally, we will take care of developing collaborations and interdisciplinary initiatives on the various dimensions and facets inherent to the theme from the educational and training approach in the adolescent field. It is impossible to separate the experience of adolescence from the situation and conditions in which it occurs. For this reason, the various scientific-cultural activities that we will carry out will also have the ambition to intercept adolescents and not only narrate them through the investigative gaze of adults.