Pedagogia del lavoro. Competenze e formazione per lo sviluppo umano e la transizione digitale ed ecologica

Coordinatori: Massimiliano Costa, Fabrizio d’Aniello, Daniela Dato

Descrizione

La riflessione pedagogica sul lavoro vanta antichi e nobili natali, rappresentati sin dal Seicento da illustri studiosi di pedagogia ed educatori, i quali hanno contribuito, lungo il corso della storia occidentale, a sottolineare l’indispensabilità dell’assunzione della sfera economico-lavorativa agli effetti tanto della composizione di un mosaico educativo-formativo integrale, quanto di una compiuta realizzazione individuale, nel rispetto della dignità e del benessere delle persone al lavoro. Sulla base di queste solide fondamenta, negli ultimi decenni la pedagogia del lavoro ha visto allargare progressivamente il proprio ventaglio di cultori, specie in corrispondenza del transito a modelli organizzativo-produttivi post-fordisti sostenuti da una visione di sviluppo inclusivo e sostenibile. Si è quindi destato un nuovo ed ampio interesse, stimolato dalle trasformazioni del lavoro, dal sorgere di nuovi lavori, dall’evoluzione tecnologica, dal consolidarsi dell’attenzione in ambito europeo sui temi dell’apprendimento, della conoscenza e della formazione, insomma dall’emersione di scenari maggiormente complessi rispetto al passato, in grado di coinvolgere la totalità delle risorse umane materiali e immateriali, ma anche di evidenziare criticità relative a questo coinvolgimento, così come alla precarietà generalizzata e a nuove forme di esclusione, subordinazione e sofferenza. Alla pedagogia del lavoro sono state lanciate nuove sfide ermeneutiche, di proposizione attiva e di cura educativa, raccolte da numerosi ricercatori, e altre sfide li stanno attualmente interrogando, a partire dalla fragilità ormai matura di certi paradigmi economici, dall’obiettivo di uno sviluppo inclusivo e sostenibile e dall’avanzamento delle NBIC (Nano-bio-info-cognitive science and technology), le quali stanno rivoluzionando ancora una volta il panorama lavorativo e professionale. Il Gruppo di Pedagogia del lavoro si ricostituisce, quindi, per affrontare al meglio queste sfide, con l’intento ulteriore di farsi “comunità” all’interno della più vasta comunità pedagogica.

Una comunità abitata da ospitalità, reciprocità di riconoscimento, dialogo generativo e ascolto attivo, capace, pur nella differenza degli approcci peculiari, di includere e far conversare plurime domande e risposte di senso, di ridefinire in itinere un ambito di studio e di sperimentazione dinamico, di ridelineare i confini epistemologici della materia e di porsi al servizio della società civile, interagendo ad un tempo e costantemente con altre prospettive disciplinari. Una comunità, pertanto, non autoreferenziale e protesa oltre l’accademia, mossa dalla volontà di esaltare il valore educativo e formativo del lavoro per l’edificazione di relazione significative, per la crescita in umanità delle persone, per uno sviluppo autenticamente umano, libero da funzionalismi strumentali, riduzionismi utilitaristici e sterili efficientismi. Negli ultimi anni, la pedagogia del lavoro ha conquistato maggiore consistenza ed identificabilità, grazie a diverse pubblicazioni, numerosi seminari e convegni e una collana editoriale dedicata. La comunità a cui si intende dar vita avrà il compito di proseguire la strada intrapresa, arricchendo un cammino da fare insieme sul versante sia teorico sia empirico.

Obiettivi

In particolare, il Gruppo di pedagogia del lavoro si proporne di impegnarsi: a diffondere una visione antropologica del lavoro e a costruire una cultura pedagogica del lavoro che parta dalla storia e sia in armonia con lo sviluppo tecnologico, economico e sociale; a valorizzare le capacitazioni umane nei processi formativi per adulti occupati e non, nonché in risposta ai nuovi modelli di apprendimento organizzativo; a presidiare una cultura della formazione alla sostenibilità centrata sulla transizione ecologica e digitale, in grado di rispondere alle istanze progettuali della Next Generation UE; a sostenere la dimensione solidale del lavoro (integrazione sociale, bisogni speciali, ecc.); a promuovere un lavoro dignitoso ed etico, fondato su relazioni e rapporti etici; a contrastare le problematiche indotte dalla crisi occupazionale e di occupabilità (overskilling, skillmatching, ecc.) e a supportare e sollecitare politiche di salvaguardia delle tutele giuridiche relative al mercato del lavoro sia per i giovani sia per gli over cinquanta (long-term employability); a sostenere l’educazione dei giovani con approcci metodologici di tipo integrato e combinati con l’uso delle tecnologie avanzate. Tutto questo, ponendo a tema: il rapporto tra pedagogia e agire economico; la storia della pedagogia del lavoro, l’educazione con e al lavoro unitamente all’orientamento e a nuove forme di lifelong guidance; il lavoro come mezzo educativo fin dalla scuola primaria; l’alternanza scuola-lavoro e l’alternanza formativa; l’educazione all’imprenditorialità; il work-based learning; il capability approach e l’agency learnfare; il dibattito sulle competenze; il diversity management; il paradigma di Industry 4.0; l’intelligenza artificiale e la robotica; il lavoro smart e agile; la formazione continua e aziendale; il benessere personale e organizzativo; il rapporto tra cittadinanza economico-digitale e la cittadinanza inclusivo-partecipata; ecc. Ciò premesso e restando fermo quanto sopra, il Gruppo si cimenterà ulteriormente e principalmente sui seguenti temi: le riflessioni teoriche codificabili pedagogicamente rispetto alla necessaria interpretazione delle trasformazioni delle morfologie/geografie del lavoro, anche in chiave storica; pedagogia, green economy, economia circolare; pedagogia del lavoro, decent work e sostenibilità; le policies di formazione continua e aziendale da ipotizzare e modellizzare nei diversi settori (PMI, Grande Impresa, Pubblica amministrazione); le aree di skills rilevanti nell’ottica della formazione dei giovani riguardo a processi di innovazione nell’impresa o nella pubblica amministrazione; le strategie pedagogiche da implementare nell’ambito delle politiche attive per il lavoro (riconoscimento delle competenze, prior learning, ecc.); le digital skills, i modelli formativi e le metodologie didattiche; la qualificazione dell’orientamento, del lifelong guidance e del work-based learning (nella scuola e nell’università) per una visione educativa del lavoro; analisi ed evidenze della cittadinanza economica e finanziaria come competenza chiave per la vita sociale e lavorativa e strategie di intervento educativo nel sistema dell’istruzione e della formazione; la consulenza pedagogica ed educativa e le traiettorie d’intervento per il benessere personale e organizzativo. In ordine ad altri obiettivi, si segnala l’intenzione di predisporre: 1 manuale di pedagogia del lavoro; 1 ciclo di seminari in presenza o virtuali (3 all’anno); 1 ciclo di presentazione delle pubblicazioni dei membri del Gruppo (con dibattito); la promozione di progettualità nazionali e europee sulla pedagogia del lavoro; la creazione di una comunità di pratica e di studio coinvolgente dottorandi e giovani ricercatori.

Componenti

Gabriella Aleandri, Università degli Studi di Roma Tre
Giuditta Alessandrini, Università degli Studi di Roma Tre
Miriam Bassi, Università degli Studi di Foggia
Luigino Binanti, Università degli Studi del Salento
Stefano Bonometti, Università degli Studi dell’Insubria
Maria Buccolo, Università degli Studi di Roma Tre
Marianna Capo, Università degli Studi di Napoli “Federico II”
Giuseppa Cappuccio, Università degli Studi di Palermo
Severo Cardone, Università degli Studi di Foggia
Andrea Cegolon, Università degli Studi di Macerata
Rosa Cera, Università degli Studi di Foggia
Giuseppa Compagno, Università degli Studi di Palermo
Massimiliano Costa, Università degli Studi di Venezia “Ca Foscari”
Fabrizio d’Aniello, Università degli Studi di Macerata
Daniela Dato, Università degli Studi di Foggia
Antonietta De Vita, Università degli Studi di Verona
Paolo Di Rienzo, Università degli Studi di Roma Tre
Alessandro Di Vita, Università degli Studi di Palermo
Piergiuseppe Ellerani, Università degli Studi del Salento
Andrea Galimberti, Università degli Studi di Milano Bicocca
Alessandra Gargiulo Labriola, Università Cattolica del Sacro Cuore
Ines Giunta, Università degli Studi di Venezia
Manuela Ladogana, Università degli Studi di Foggia
Isabella Loiodice, Università degli Studi di Foggia
Maria Grazia Lombardi, Università degli Studi di Salerno
Emiliana Mannese, Università degli Studi di Salerno
Francesco Mansolillo, Università degli Studi di Foggia
Valerio Massimo Marcone, Università degli Studi di Roma Tre
Paola Martino, Università degli Studi di Salerno
Angela Muschitiello, Università degli Studi di Bari
Manuela Laura Palma, Università degli Studi di Milano-Bicocca
Stefano Polenta, Università degli Studi di Macerata
Andrea Potestio, Università degli Studi di Bergamo
Luca Refrigeri, Università degli Studi del Molise
Raffaelino Tumino, Università degli Studi di Macerata
Alessandra Vischi, Università Cattolica del Sacro Cuore
Giuseppe Zago, Università degli Studi di Padova


English version

Pedagogy of work. Competences and training for the human development and the digital and ecological transition

Description

Pedagogical reflection on work boasts ancient and noble origins, represented since the seventeenth century by distinguished scholars of pedagogy and educators, who have contributed, throughout Western history, to emphasize the indispensability of the assumption of the economic-labor sphere to the effects both of the composition of an integral educational mosaic and a complete individual achievement, respecting the dignity and well-being of people at work. Based on these solid foundations, in recent decades, pedagogy of work has seen its range of practitioners progressively expand, especially in correspondence with the transit to post-Fordist organizational-productive models supported by a vision of inclusive and sustainable development. Therefore, a new and wide interest has been awaken, boosted by the transformations of work, the arise of new jobs, by technological evolution, the consolidation of attention in the European context on the themes of learning, knowledge and training, in short, by the emergence of more complex scenarios than in the past, capable of involving the whole of material and immaterial human resources, but also able to highlight critical issues related to this involvement, as well as to generalized precariousness and new forms of exclusion, subordination and distress. Pedagogy of Work has been challenged by new hermeneutic, active proposition and educational care gauntlet, taken up by numerous researchers, and other challenges are currently questioning them, starting from the now ripe fragility of certain economic paradigms, the objective of inclusive and sustainable development and the advancement of NBIC (Nano-bio-info-cognitive science and technology), which are once again revolutionizing work and professional panorama. The Group of Pedagogy of Work is reconstituted, therefore, in order to better face these challenges, with the further intention of becoming a “community” within the larger pedagogical community.

A community inhabited by hospitality, reciprocity of recognition, generative dialogue and active listening, capable, even in the difference of peculiar approaches, to include and converse with multiple questions and answers of meaning, to redefine in itinere a dynamic field of study and experimentation, to redelineate the epistemological boundaries of the subject and to put itself at the service of civil society, interacting at the same time and constantly with other disciplinary perspectives. A community, therefore, not self-cherishing and outstretched over the academy, driven by the desire to enhance educational and training value of work in growing meaningful relationships, people humanity and a genuinely human development, free from instrumental functionalism, utilitarian reductionism and sterile efficiency. In recent years, pedagogy of work has gained greater consistency and identifiability, thanks to several publications, numerous seminars and conferences and a dedicated book series. The community to which we intend to give life will move on this way forward, have the task of continuing the road taken, enriching a path to walk down together both from the theoretical and empirical side.

Objectives

In particular, the Group of Pedagogy of Work proposes to commit itself: to spread an anthropological vision of work and to build a pedagogical culture of work that starts from history and is in accordance with the technological, economic and social development; to enhance human capabilities in training processes for employed and unemployed adults, as well as in response to new models of organizational learning; to oversee over a culture of training for sustainability centred on the ecological and digital transition, able to respond to the design instances of the Next Generation EU; to support the sympathetic aspect of work (social integration, special needs, etc.); to promote respectable and ethical work, based on ethical relations and relationships; to contrast problems induced by the employment and employability crisis (overskilling, skillmatching, etc.) and to support and encourage policies to safeguard legal protection of the labor market for both young people and over-50s (long-term employability); to support the education of young people with integrated methodological approaches combined with the use of advanced technologies. All this, focusing on: the relationship between pedagogy and economic action; the history of pedagogy of work, education with and to work, along with orientation and new forms of lifelong guidance; work as an educational mean since primary school; work-related learning experiences and training programmes; entrepreneurship education; work-based learning; capability approach and agency learnfare; debate on competences; diversity management; Industry 4. 0 paradigm; artificial intelligence and robotics; smart and agile work; continuing and corporate training; personal and organizational well-being; relationship between economic-digital citizenship and inclusive-participatory citizenship; etc. Nonetheless, the Group will further and mainly focus on following themes: theoretical reflections that can be codified pedagogically with respect to the necessary interpretation of the transformations of the morphologies/geographies of work, also from an historical point of view; pedagogy, green economy, circular economy; pedagogy of work, respectable work and sustainability; policies of continuous and corporate training to be hypothesized and modeled in different sectors (SMEs, Big Enterprise, Public Administration); skill clusters relevant to young people training with regard to processes of innovation in business or public administration; pedagogical strategies to be implemented in the context of active policies for work (recognition of competences, priority learning, etc.); digital skills, training models and didactic methodologies; qualification of orientation, lifelong guidance and work-based learning (in schools and universities) for an educational vision of work; analysis and evidence of economic and financial citizenship as a key competence for social and working life and strategies for educational intervention in the education and training system; pedagogical and educational consulting and paths of actions for personal and organizational well-being. With regard to other objectives, we highlight the plan to prepare: – 1 handbook of pedagogy of work; – 1 cycle of in-person or virtual seminars (3 per year); – 1 cycle of presentations of Group members’ publications (with debate); – the promotion of national and European projects on pedagogy of work; – the creation of a community of practice and study involving PhD students and young researchers.