Coordinatori: Cristina Birbes, Giovanna Del Gobbo, Monica Parricchi
Descrizione
L’esperienza degli ultimi anni ha profondamente ridisegnato il rapporto con l’ambiente, con gli ambienti di vita e con le relazioni umane, riconfigurando le prospettive di benessere e la relativa sostenibilità. Una riflessione pedagogica su ambienti umani e materiali è sempre di più chiamata a misurarsi con scenari complessi, adottando dispositivi educativi e formativi di maggiore impatto su giustizia sociale, opportunità di sviluppo, diritti e valori umani nell’ottica di una sempre maggiore resistenza educativa cui siamo urgentemente chiamati nell’orizzonte dei prossimi anni. L’espressione pedagogia dell’ambiente designa un ambito del sapere nell’enciclopedia delle scienze dell’educazione e della formazione. È questa la denominazione, che pur con alcune variazioni, accompagna il Gruppo di Lavoro fin dal 2015, anno della sua istituzione in SIPed. Una continuità che ha consentito il consolidamento di relazioni, un approfondimento di contenuti, un incrocio di prospettive. Dieci anni di operatività e confronto nel rispetto delle naturali dinamiche dei gruppi esplicita anche nelle variazioni di coordinamento e di passaggio di testimone. Continuità che si è rivelata funzionale alla progressiva individuazione di un campo disciplinare e la legittimazione di un autonomo statuto epistemico implicano questioni la cui consistenza euristica suscita un’attenta riflessione culturale. L’analisi della denominazione pedagogia dell’ambiente non può prescindere da domande fondamentali. Qual è l’oggetto specifico della disciplina? Quali sono le sue finalità e a quali bisogni formativi offre una possibile risposta? Quali sono le teorie più accreditate, le metodologie di ricerca maggiormente seguite, le principali partizioni?
Qualsiasi disciplina che elegga l’ambiente ad oggetto d’indagine è in qualche modo costretta ad “addentrarsi” in territori specifici quali l’ecologia e l’economia, le scelte politiche e giuridiche, le scienze umane e le arti. La pedagogia referenzia una prospettiva critica in ordine all’esperienza educativa, si configura come scienza pratica, i cui orizzonti di ricerca empirici e eidetici si articolano con la dimensione etico-educativa che contrassegna l’interpretazione e la progettualità del sapere pedagogico. La pedagogia dell’ambiente identifica un ambito di discorso che ha per oggetto la riflessione sul rapporto tra formazione umana ed ambiente, nelle sue diverse forme storico-culturali. In questo quadro significante, la variegata rassegna di attività e percorsi di educazione allo sviluppo sostenibile rappresenta uno specifico settore d’indagine per la pedagogia dell’ambiente, che si costituisce come disamina intenzionale e rigorosa su finalità e valori, procedure e metodologie. La pedagogia dell’ambiente, ponendo l’enfasi su uno specifico àmbito di teorie e pratiche educative, deve contribuire all’unità del discorso pedagogico, alla sua articolazione epistemica, senza indulgere alla frammentazione e all’eclettismo. Apprendere ed insegnare, innovare e competere richiedono orientamenti valoriali ed azioni responsabili.
È in gioco la sostenibilità di un benessere che si misuri ed approfondisca temi e ricerche peculiari, anche nella prospettiva dell’Agenda 2030. Dal degrado ambientale alla governance dello sviluppo, dalla sostenibilità al Wellbeing, diventa di straordinaria importanza superare la logica astratta del non-luogo, in cui praticare esercitazioni teoriche di “buona politica” e “buona amministrazione” distanti dalle esigenze dei territori e delle persone, lontane dalla possibilità di essere credibili nell’insieme delle proposte elaborate. Pedagogia dell’ambiente per progettare prospettive di sostenibilità orientate ad avvalorare i beni comuni, le risorse naturali e le risorse immateriali, l’educazione in, con e per l’ambiente. La transizione ecologica deve divenire un’occasione per combattere le disuguaglianze sociali e territoriali.
Obiettivi
La crisi ecologica che stiamo attraversando mostra l’urgenza di una progettualità educativa sostenibile che si proietti nello spazio e nel tempo. “È necessario un cambiamento fondamentale del modo in cui pensiamo al ruolo dell’educazione nello sviluppo globale, perché essa ha un impatto sul benessere degli individui e sul futuro del nostro pianeta. Ora, più che mai, l’educazione ha la responsabilità di affrontare le sfide e le aspirazioni del XXI secolo e di promuovere valori e capacità per una crescita sostenibile e inclusiva e un’esistenza collettiva pacifica.” (Irina Bokova, Unesco).
A tal fine il gruppo di lavoro si propone di:
- riflettere in modo critico sull’attualità della pedagogia dell’ambiente tra benessere, transizione ecologica, giustizia e resistenza educativa; interpretare la complessità dei sistemi che costituiscono il pianeta, sollecitando il rispetto e la cura per sé, gli altri e il mondo;
- considerare i vincoli dell’interdipendenza tra locale e globale a partire dalle sfide delle migrazioni, del cambiamento climatico, dell’impatto esercitato dalle attività agricole e industriali per concepire una cultura rivolta alla costruzione della pace, improntata alla speranza per le società e per tutte le parti che le compongono;
- raccordare giustizia e cura per le relazioni umane, in società segnate dall’accelerato mutamento economico e tecnologico, in vista dell’educazione alla responsabilità personale e politica, tra l’esercizio del diritto alla cittadinanza attiva e il benessere sostenibile.
Output:
- eventi e prodotti scientifici;
- meeting annuale a Bressanone in occasione di ETN2025 con pubblicazione degli atti per almeno un convegno nel triennio;
- proposta di un numero monografico su rivista scientifica;
- 2 webinar nel triennio.
Componenti
- Augelli Alessandra, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Balduzzi Emanuele, Istituto Universitario Salesiano di Venezia – IUSVE
- Bertolino Fabrizio, Università della Valle d’Aosta
- Biagi Giulia, Università di Firenze
- Birbes Cristina, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Boaretto Giusy, Libera Università di Bolzano
- Bornatici Sara, Università di Brescia
- Braga Caterina, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Bufalino Giambattista, Università di Catania
- Buonanno Rosa, Università di Modena e Reggio Emilia
- Cagol Michele, Libera Università di Bolzano
- Calabria Caterina, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Calvano Gabriella, Università di Bari
- Campagnaro Marnie, Università di Padova
- Comerio Luca Andrea Alessandro, Università di Milano-Bicocca
- D’Aprile Gabriella, Università di Catania
- De Maria Francesco, Università di Firenze
- Del Gobbo Giovanna, Università di Firenze
- Falconi Sabina, Università di Firenze
- Galeotti Glenda, Università di Firenze
- Galimberti Andrea, Università di Milano-Bicocca
- Giovanazzi Teresa, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Giunta Ines, Università di Venezia Ca’ Foscari
- Golino Emanuele, Università di Catania
- Guerra Monica, Università di Milano-Bicocca
- Ladogana Manuela, Università di Foggia
- Lanfranchi Luca, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Leva Domenico, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Malavasi Pierluigi, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Marconi Sofia, Università di Firenze
- Marinoni Monica, Università di Milano-Bicocca
- Mazza Stefano, Libera Università di Bolzano
- Mazzoli Serena, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Meneghel Valentina, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Molinari Antonio, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Pagliai Valentina, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Parricchi Monica, Libera Università di Bolzano
- Righettini Cristian, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Rota Francesca, Università di Milano-Bicocca
- Sabino Giampaolo, Università di Brescia
- Sandrini Simona, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Schiavone Giulia, Università di Milano-Bicocca
- Scioli Sara, Università Cattolica del Sacro Cuore
- Simonetti Cristiana, Università di Foggia
- Strongoli Raffaella, Università di Catania
- Zane Elisa, Università Telematica e-Campus
English version
Environmental pedagogy and perspectives on sustainability
Description
In recent years, the relationship between humans, their environments, and interpersonal connections has undergone profound transformations, reshaping the understanding of well-being and sustainability. Pedagogical reflection on human and material environments is increasingly called upon to address these complex scenarios by adopting educational and training frameworks that prioritize social justice, development opportunities, human rights, and values. This effort aims to strengthen educational resilience—a pressing need in the years to come. The term environmental pedagogy designates a specific field of knowledge within the broader discipline of education and training sciences. Since its establishment in 2015 under SIPed (Italian Society of Pedagogy), this designation has accompanied the Working Group evolving over time. Over the past decade, continuity in its activities has enabled the consolidation of relationships, the deepening of content, and the integration of diverse perspectives. Changes in coordination have reflected the natural dynamics of the group while contributing to its progressive idetification as a disciplinary field with an autonomous epistemic framework. The recognition of environmental pedagogy as a distinct field raises fundamental questions about its disciplinary identity: What is its specific object of study? What are its aims? What training needs does it address? What are the most established theories and research methodologies?
Any discipline that places the environment at the core of its inquiry must inevitably engage with fields such as ecology, economics, politics, law, the humanities, and the arts. Pedagogy adopts a critical perspective on educational experiences and positions itself as a practical science that combines empirical research with ethical-educational dimensions to interpret and design pedagogical knowledge. Environmental pedagogy reflects on the relationship between human development and the environment across various historical and cultural contexts. Within this framework, education for sustainable development represents a key area of inquiry, characterized by rigorous and intentional analysis of goals, values, procedures, and methodologies. This field seeks to contribute to a unified pedagogical discourse by avoiding fragmentation or eclecticism while fostering epistemic coherence. Learning and teaching in this context demand value-driven orientations and responsible actions aimed at ensuring sustainable well-being. These efforts align with significant global objectives such as those outlined in the 2030 Agenda for Sustainable Development. Addressing issues like environmental degradation, development governance, sustainability, and well-being requires moving beyond abstract theoretical exercises to practical solutions that meet real-world needs at both local and global levels. Environmental pedagogy advocates for designing sustainability perspectives that validate common goods, natural resources, intangible resources, and education in, with, and for the environment.
The ecological transition is seen as an opportunity to combat social and territorial inequalities. As Irina Bokova (UNESCO) emphasizes: “A fundamental change in the way we think about the role of education in global development is needed because it impacts individual well-being and the future of our planet. Now more than ever, education must meet 21st-century challenges by promoting values and capacities for sustainable growth and peaceful coexistence”.
Objectives
The ongoing ecological crisis highlights the urgent need for sustainable educational planning that spans both spatial and temporal dimensions.
To this end, the Working Group aims to:
- Critically reflect on the relevance of environmental pedagogy in addressing well-being, ecological transition, justice, and educational resilience; Interpret the complexity of planetary systems while fostering respect for oneself, others, and the world;
- Address interdependence between local and global contexts by tackling challenges such as migration, climate change, agriculture’s impact, and industrial activities to promote a culture of peace grounded in hope for societies;
- Link justice with care for human relationships in societies undergoing rapid economic and technological changes by promoting education for personal responsibility and active citizenship aligned with sustainable well-being.
The Working Group plans to achieve these objectives through:
- Events & Scientific Contributions;
Annual meetings held in Bressanone during ETN2025 with proceedings published (at least one conference every three years); - The proposal of a monographic issue in a scientific journal;
- Organization of two webinars over three years.