ZigaForm version 7.4.3

Orientamento educativo e disagio delle crescite

Coordinatori: Antonia Cunti, Alessandra Priore

Descrizione

Il disagio delle crescite, che compromette la maturazione di un’adultità in grado di pensare la propria esistenza in forme integrate e di realizzazione personale è, in particolare, evidente nelle aree urbane, in cui è possibile intravedere una delle configurazioni più marcate del disagio della contemporaneità. Esso nasce dall’incrocio tra le storie locali e quelle generate dalla globalizzazione. Ci troviamo al cospetto di un disagio territoriale specifico e di articolazioni locali delle forme di disagio globale che interessano, in generale, le aree metropolitane, e che riguardano in maniera particolare alcuni modi di essere adolescenti e di divenire adulti. Il disagio è caratterizzato, nonchè connesso, ad un aumento di problematicità delle aree periferiche (non solo in senso urbanistico): disoccupazione, criminalità, aumento delle esperienze di educazione “non virtuose” rispetto a quelle “virtuose”, mancanza di modelli di cittadinanza sufficientemente solidi e attrattivi, aumento dell’insicurezza sociale, indebolimento del welfare, solitudine e sfilacciamento delle reti relazionali. In considerazione di tale disagio, si evidenzia la necessità di interventi economici e sociali, ed anche educativi, riconducibili non solo all’educazione formale. La proposta èquella di un gruppo Siped che affronti le implicazioni educative di tale condizione, in termini sia di analisi dei percorsi che portano al disagio sia di ipotesi di percorsi di uscita da tale disagio. Alla luce dell’attività di ricerca già svolta e diffusa dal precedente gruppo di lavoro su questi temi, si auspica una ulteriore chiarificazione delle criticità, di contenuto e di metodo, che emergono nei diversi contesti educativi e formativi, di tipo formale, non formale e informale. Si conferma il carattere emergenziale di una condizione di disagio che si trovano a vivere tantissimi adolescenti e giovani adulti appartenenti ad ambienti di vita differenti sul piano territoriale, socio-economico e culturale, condizione che induce una approfondita riflessione su cosa significa essere e vivere da adolescenti oggi con riferimento ad alcuni connotati trasversali alla società odierna e, al contempo, alle specificità che il disagio assume a seconda dei contesti di vita familiari ed ambientali e ai vissuti personali. L’orientamento educativo si presenta in forme complesse e frastagliate ed anche evolutive al cospetto dei processi di cambiamento sociale che modificano bisogni e desideri, luoghi e qualità dei condizionamenti che incidono sulle dimensioni culturali e educative. In particolare, l’educare e l’essere educati nelle aree urbane problematiche ci chiama ad un’assunzione di ruolo e di responsabilità, come pedagogisti e docenti, per una promozione di forme educative “virtuose”. Appare essenziale un lavoro pedagogico di analisi dei bisogni degli adolescenti e dei giovani adulti e di riflessione critica sul modo in cui soprattutto i sistemi educativi vi si interfacciano, allo scopo di costruire, sperimentare e condividere protocolli di intervento che possano rivelarsi o si siano rivelati decisamente efficaci allo scopo di prevenire e di arginare forme di malessere e far sì che i luoghi dell’educazione e della formazione possano diventare realmente “comunitari”, di interscambio cooperativo e di crescita evolutiva reciproca, di giovani e adulti.

Obiettivi

  1. Contribuire a rafforzare la cornice teorico-metodologica relativa alla lettura dei processi di orientamento come specifica problematica educativa.
  2. Fare il punto su quali aspetti e dimensioni sono state in via prioritaria individuate dal precedente gruppo di lavoro e indicare ulteriori trame di ricerca che possano incontrare il confronto e la collaborazione tra differenti aree di ricerca e team di ateneo.
  3. Individuare ed analizzare le principali criticità che i processi di orientamento evidenziano nell’attualità, tenendo conto delle evidenti difficoltà connesse all’acquisizione della capacità di esercitare la scelta e di progettare il futuro al cospetto di un diffuso senso di precarietà e di incertezza delle esistenze.
  4. Individuare il contributo delle influenze familiari e dei modelli di orientamento implicito e descrivere la complessa rete di influenzamento sullo sviluppo di aspettative, conoscenze e prefigurazioni che si pongono alla base delle progettualità dei giovani.
  5. Favorire la lettura pedagogica del disagio nelle aree urbane, cogliendone tutte le implicazioni educative esplicite e latenti, con particolare attenzione alla presenza/assenza di presidi e iniziative in grado di fornire ai soggetti saperi e orientamenti funzionali all’analisi sociale della loro condizione personale.
  6. Contribuire alla piena comprensione delle responsabilità educative di tutti gli attori coinvolti, avviando una riflessione sul ruolo sinergico che i contesti educativi formali, non formali e informali possono svolgere e sulle possibili implicazioni in termini di pratiche di orientamento e di formazione degli orientatori.
  7. Individuare delle auspicabili e realistiche iniziative di ricerca-formazione-supervisione che, nell’ambito della “terza missione” dell’università, si candidino a supportare le iniziative di chi, a qualsiasi titolo, opera nei confronti delle vecchie e nuove forme di disagio.
  8. Definire e sperimentare strumenti e modalità per individuare nelle storie di vita delle persone quali esperienze a marcata o tenue caratterizzazione educativa hanno favorito o sfavorito l’attivazione di percorsi di marginalità, disagio, devianza. I temi individuati saranno affrontati in giornate di studio, seminari, attività di formazione e diffusi attraverso pubblicazioni e convegni.

Componenti

  1. Barone Pierangelo, Università di Milano-Bicocca
  2. Bellantonio Sergio, Università di Foggia
  3. Benelli Caterina, Università di Napoli
  4. Bonelli Roberta, Università di Padova
  5. Brambilla Lisa, Università di Milano-Bicocca
  6. Capo Marianna, Università di Reggio Calabria
  7. Capriotti Virginia, Università di Bergamo
  8. Chello Fabrizio, Università di Napoli Suor Orsola Benincasa
  9. Chianese Gina, Università di Padova
  10. Coppola Giorgia, Università di Palermo
  11. Cornacchia Matteo, Università di Trieste
  12. Cunti Antonia, Università di Napoli “Parthenope”
  13. Da Re Lorenza, Università di Padova
  14. De Angelis Viviana, Università di Bari
  15. Dinacci Lucia, Università di Napoli “Parthenope”
  16. La Rocca Concetta, Università Roma Tre
  17. Liberti Federica, Università di Napoli “Parthenope”
  18. Lo Presti Francesco, Università di Napoli “Parthenope”
  19. Magni Francesco, Università di Bergamo
  20. Margottini Massimo, Università Roma Tre
  21. Oggionni Francesca, Università di Milano-Bicocca
  22. Priore Alessandra, Università di Reggio Calabria
  23. Romeo Simone, Università di Milano-Bicocca
  24. Simeone Domenico, Università Cattolica del Sacro Cuore
  25. Talotti Melania, Università di Napoli Suor Orsola Benincasa
  26. Tramma Sergio, Università di Milano-Bicocca
  27. Zizza Serena, Università di Napoli “Parthenope”

English version

Educational guidance and discomfort of coming of age

Description

The discomfort of coming of age, which compromises the maturation of an adulthood capable of reflecting on one’s existence in integrated forms and achieving personal fulfillment, is particularly evident in urban areas, where the most pronounced configurations of contemporary discomfort can be observed. Discomfort originates from crossing between the local stories and those generated by globalization. We are in presence of a specific territorial discomfort and local joint of global discomfort that generally affect metropolitan areas and that particularly affect some ways of being adolescents and becoming adults. The discomfort is characterized as well as associated to an increase of problematics of peripheral areas (not only in urban sense): unemployment, criminality, increase of education experiences “non-virtuous” than “virtuous”, lack of citizenship models strong enough and attractive, increasing of social insecurity, weakened of welfare, loneliness and fraying of relational networks. Considering this, it highlights the need for economic, social and educational actions not only related to formal education. The proposal is a Siped group that addresses the educational implications of that condition, in terms of both analysis of paths leading to the discomfort and of output away from discomfort. Building on the research previously conducted and shared by the earlier working group on these topics, further clarification will be given regarding the challenges “both in content and methodology” that arise across various educational contexts, including formal, non-formal, and informal settings. Special attention will be given to the following problem areas. Adolescent discomfort in urban areas. The emergency nature of the discomfort experienced by many adolescents and young adults from different territorial, socio-economic, and cultural backgrounds is confirmed. This condition calls for a deep reflection on what it means to be and live as an adolescent today, with reference to some connotations across society and, at the same time, to the specificities that discomfort takes depending on family and environmental contexts, as well as personal experiences. Educational guidance in prisons. The prison is one of the possible outcomes of life stories that crossed/were crossed by the urban discomfort. Educational interventions within the prison should aim, among other things, to provide the knowledges and develop the proper competences to stimulate individuals to critical read their story and the contexts in which it is gained. The focus aims at analysing pedagogically this context, particularly the deliberate educational experiences developed, in order to propose guidelines and counselling in favour of the individuals present in the institutions. Educational guidance takes on complex, fragmented, and evolving forms in response to social changes processes that reshape needs, desires, as well as the places and nature of influences impacting cultural and educational dimensions Specifically, educating and being educated in challenging urban areas calls for a sense of role and responsibility, both as educators and teachers, in promoting ‘virtuous’ educational practices. A pedagogical effort focused on analyzing the needs of adolescents and young adults, along with a critical reflection on how educational systems interface with these needs, is essential. It permits to build experiment and share intervention protocols that may prove or have proved to be quite effective to prevent and to stem forms of discomfort and ensure that educational environments can truly become “communal” spaces for cooperative exchange and mutual developmental growth, for both young people and adults..

Objectives

  1. Contribute to strengthening the theoretical and methodological framework for understanding guidance processes as a specific educational issue.
  2. Assess the key aspects and dimensions prioritized by the previous working group and identify further research avenues that could foster discussion and collaboration between different research areas and university teams.
  3. Identify and analyze the main challenges highlighted by guidance processes in the present context, considering the clear difficulties associated with developing the ability to make choices and plan for the future, in light of the widespread sense of precariousness and uncertainty in people’s lives.
  4. Identify the role of family influences and implicit guidance models and describe the complex network of factors shaping the development of expectations, knowledge, and future visions that form the foundation of young people’s career plans.
  5. Foster the pedagogical reading of discomfort in urban areas, grasping all the explicit and latent educational implications, with particular attention to the presence/absence of educational defense and initiatives capable of providing subjects with knowledges and guidance essential for the social analysis of their personal condition.
  6. Contribute to a deeper understanding of the educational responsibilities of all involved parties, initiating a reflection on the synergistic role that formal, non-formal, and informal educational contexts can play, as well as the potential implications for guidance and educational practices of guidance practitioners.
  7. Identify desirable and realistic research-training-supervision initiatives that, as part of the university’s “third mission”, aim to support the initiatives of those working, in any capacity, to address both traditional and emerging forms of discomfort.
  8. Define and experiment tools and methods for identifying within people’s life stories, which experiences, whether strongly or subtly educational in nature, have either facilitated or hindered the development of pathways to marginalization, discomfort, deviance. The identified themes will be addressed in study days, seminars, training/educational activities and disseminated through publications and conferences.