ZigaForm version 7.4.3

Educazione, carcere e percorsi di comunità

Coordinatori: Caterina Benelli, Luca Decembrotto, Francesca Oggionni

Descrizione

Il gruppo intende indagare e analizzare criticamente i processi educativi legati alle molteplici forme della privazione e della limitazione della libertà, con particolare attenzione all’istituzione penitenziaria. Tali processi saranno analizzati in termini di responsabilizzazione sociale, in riferimento ai molteplici spazi in cui si articolano le esperienze educative (formali, non formali e informali) e in cui la pena può essere ri-significata e re-interpretata. Tra questi, i luoghi dell’esecuzione penale interna ed esterna, tanto quanto i molteplici contesti sociali, istituzionali, formativi, culturali e professionali in cui l’intera comunità (intesa come società civile e democratica) èinterpellata dal “problema carcere” e dai principi della giustizia sociale. In riferimento alla detenzione in un panorama nazionale e internazionale in cui prevalgono ricerche e osservazioni di ordine giuridico, psichiatrico e criminologico questo gruppo vuole contribuire ad arricchire la riflessione e il dibattito attraverso lo sguardo pedagogico, presidiando e valorizzando la specificità del nostro contributo disciplinare. Oltre ad affrontare e approfondire questioni nodali legate alle implicazioni educative, intende assumere una postura militante, di contrasto alle derive neoliberiste in cui sicurezza e burocratizzazione sovrastano il mandato costituzionale (ed etico) di un’educazione trasformativa nell’ambito del cosiddetto “trattamento”. Particolare attenzione sarà rivolta alla tutela dei diritti, al fine di contrastare/contenere i rischi di una concezione disciplinante dell’intervento educativo, nonchè di esclusione e di disumanizzazione all’interno delle istituzioni detentive e non solo. Vista l’eterogeneità, la tipicità e la problematicità della popolazione detenuta, si affronteranno anche questioni specifiche quali: 1. attenzione rivolta a categorie fino ad oggi poco considerate come gruppo target poichèrapprensantano minoranze: persone transgender e appartenenti alla comunità LGBTQ+, disabili, migranti, giovani adulti, persone anziane e/o con particolari vulnerabilità; 2. costituzione di tavoli di lavoro con i funzionari giuridico-pedagogici, il personale di polizia penitenziaria e gli operatori del settore, oltre che con esterni quali docenti, volontari, etc.; 3. costruzione di un rapporto con l’ATM (Articolazione per la tutela della salute mentale), a fronte della numerosità crescente di persone con problematiche legate alla salute mentale; 4. tessitura di una rete tra istituti penitenziari per adulti e minori , mondo accademico e territori per azioni congiunte di progettazione e ricerca, nonchè per individuare possibili linee di finanziamento che supportino le diverse attività del gruppo.

Obiettivi

Il gruppo persegue la finalità di contribuire alla costruzione di una cultura della pena pedagogicamente orientata, sviluppando narrazioni scientificamente fondate in merito alla multidimensionalità educativa delle misure di privazione della libertà e delle traiettorie esistenziali. Pertanto, gli obiettivi specifici sono: – creare uno spazio di riflessione sulle diverse questioni che caratterizzano la complessità educativa delle forme di privazione/restrizione della libertà; – costruire “protocolli” di intervento che sappiano valorizzare le prassi educative trasformative, al fine di potenziare i processi di responsabilizzazione delle persone private della libertà e di offrire agli operatori strumenti di analisi, approcci didattici e metodologie; – promuovere e condurre ricerche nazionali e internazionali i cui esiti saranno restituiti e pubblicati in forma di articoli e numeri monografici su riviste ospitanti e/o una monografia corale, nonchè attraverso iniziative dedicate quali convegni e seminari; – progettare e condurre ricerche finalizzate all’analisi delle politiche pubbliche esistenti e alla formulazione di nuove proposte, sia a livello nazionale che internazionale. In questa direzione il gruppo intende: – avviare la costituzione di un centro di documentazione e di ricerca per la raccolta e diffusione di materiali tematici; – avviare il processo di progettazione di un Dottorato e/o un Corso post lauream (Master interateneo) rivolto a operatori del carcere/IPM o UEPE/CGM, in particolare a educatori socio-pedagogici (L-19) e a funzionari giuridico-pedagogici; – progettare e realizzare seminari o corsi di formazione continua sulle prospettive pedagogiche, rivolti a tutti gli operatori coinvolti nell’esecuzione penale interna ed esterna (tra cui assistenti sociali, psicologi, mediatori, agenti di rete, agenti di polizia penitenziaria, ecc.) e alle persone detenute che agiscono un ruolo educativo in ambito carcerario, in modo implicito o esplicito; – prendere parte e tener vivo il dibattito pubblico e sociale, attraverso seminari, convegni e attività formative aperte, per una trasformazione culturale delle comunità, promuovendo reti di relazioni territoriali come patrimonio collettivo.

Componenti

  1. Augelli Alessandra, Università Cattolica del Sacro Cuore
  2. Barone Pierangelo, Università di Milano-Bicocca
  3. Benelli Caterina, Università di Firenze
  4. Berni Veronica, Università di Milano-Bicocca
  5. Caldin Roberta, Università di Bologna
  6. Capo Marianna, Università Mediterranea di Reggio Calabria
  7. Corriero Michele, Università di Bari
  8. Decembrotto Luca, Università di Bologna
  9. De Rocco Giulia, Università di Bologna
  10. Mancaniello Maria Rita, Università di Siena
  11. Minoia Vito, Università di Urbino
  12. Muschitiello Angela, Università di Bari
  13. Oggionni Francesca, Università di Milano-Bicocca
  14. Pandolfi Luisa, Università di Sassari
  15. Pampaloni Marta, Università di Firenze
  16. Taraschi Monja, Università Suor Orsola Benincasa
  17. Torlone Francesca, Università di Firenze
  18. Zizioli Elena, Università di Roma Tre

Esperti Esterni

  1. Calaprice Silvana
  2. Grossi Sergio, City University of New York “John Jay College”, Università Parigi 1 “Sorbonne”

English version

Education, prison and community pathways

Description

The group aims to investigate and critically analyze educational processes related to the multiple forms of deprivation and restriction of freedom, with particular attention to the penitentiary institution. These processes will be examined in terms of social responsibility, with reference to the multiple spaces in which educational experiences take place whether formal, non-formal, or informal and in which punishment can be reinterpreted and re-signified. Among these are both internal and external correctional settings, as well as the various social, institutional, educational, cultural, and professional contexts in which the entire community (understood as a civil and democratic society) is engaged with the ‘prison issue’ and the principles of social justice. Regarding incarceration within a national and international landscape where legal, psychiatric, and criminological perspectives tend to dominate this group seeks to enrich the discourse through a pedagogical lens, asserting and enhancing the specificity of our disciplinary contribution. Beyond addressing and exploring key educational implications, the group intends to adopt an engaged and critical stance against neoliberal tendencies, where security and bureaucratization overshadow the constitutional (and ethical) mandate of transformative education within the so-called “treatment” framework. Special attention will be given to the protection of rights, aiming to counter and mitigate the risks of an overly disciplinary conception of educational intervention, as well as forms of exclusion and dehumanization within detention institutions and beyond. Given the heterogeneity, specificity, and complexity of the incarcerated population, the group will also focus on specific issues, such as: 1. Addressing categories that have historically been overlooked as target groups due to their minority status, including transgender individuals and members of the LGBTQ+ community, people with disabilities, migrants, young and elderly persons, and/or those with particular vulnerabilities. 2. Setting up working groups with prison educators, correctional officers, and professionals in the field, as well as external actors such as educators, volunteers, etc. 3. Establishing a partnership with the ATM (Italian abbreviation for Mental Health Protection Unit) in response to the growing number of incarcerated individuals with mental health conditions. 4. Creating a network among penitentiary institutions both for adults and young people the academic world, and local communities to foster joint initiatives in research and project development, as well as to identify potential funding sources to support the group’s various activities.

Objectives

The group aims to contribute to the development of a penal culture oriented towards pedagogical principles, fostering scientifically grounded narratives on the multidimensional educational aspects of measures involving deprivation of liberty and existential experiences. Specific Objectives: – Creating a space for reflection on the various issues that characterize the educational complexity of forms of deprivation/restriction of freedom. – Developing intervention guidelines that enhance transformative educational practices, with the goal of strengthening the accountability processes of incarcerated persons and providing professionals with analytical tools, methodologies, and didactic approaches. – Promoting and conducting national and international research, with findings disseminated through academic articles, special issues in peer-reviewed journals, and/or a collective monograph, as well as through dedicated initiatives such as conferences and seminars. – Designing and carrying out research aimed at analyzing existing public policies and formulating new proposals at both national and international levels. To achieve these goals, the group intends to: – Establish a documentation and research center for the collection and dissemination of thematic materials. – Launch the development of a Ph.D. program and/or a postgraduate course (inter-university Master’s program), aimed at prison professionals (working in correctional institutions, juvenile detention centers, or probation services), particularly educators (L-19) and prison educators. – Develop and implement seminars and continuing education courses on pedagogical perspectives, aimed at all professionals involved in internal and external penal execution (including social workers, psychologists, mediators, community agents, prison police officers, etc.), as well as people in prison who play an implicit or explicit educational role within the prison environment. – Engage in and sustain public and social debate through seminars, conferences, and open training activities, fostering a cultural transformation within communities by promoting territorial networks as a form of collective heritage.