Su gentile richiesta dei Proff. Loretta Fabbri e Claudio Melacarne, segnaliamo le Giornate di Studio “Interferenze. Rassegna di ricerca sulle teorie trasformative”, che si terranno dal 24.03.2026 al 09.06.2026 in presenza presso l’Università degli Studi di Siena (Viale Cittadini 33, Arezzo) e in streaming a distanza.
Interferenze è una rassegna di ricerca promossa dall’Italian Transformative Learning Network (ITLN) e coordinata da Loretta Fabbri, Claudio Melacarne e Francesca Bracci. Si colloca nel campo delle teorie dell’apprendimento trasformativo, assumendolo non come paradigma unitario, ma come spazio attraversato da tensioni teoriche, metodologiche e politiche che ne mettono in questione presupposti, confini e possibilità.
La rassegna non si configura come ciclo tematico né come percorso formativo e non intende proporre un aggiornamento del paradigma trasformativo. Si definisce piuttosto come dispositivo cartografico: uno spazio di ricerca che rende visibili disallineamenti, frizioni e linee di instabilità senza ricomporle in sintesi. In questo senso, assume come punto di lavoro il carattere plurale e non lineare del campo, sottraendosi a ogni tentativo di unificazione o normalizzazione.
In questa prospettiva, la rassegna si colloca tra critico e post-critico, tra metodo e post-metodo, tra trasformazione e fallimento, tra soggettività e più-che-umano, tra educazione e potere. La trasformazione non è assunta come intrinsecamente emancipativa, il metodo non è inteso come garanzia di generatività e le soggettività dell’apprendere si configurano in modo relazionale e situato, eccedendo le pretese di autonomia e individualità. L’educazione è così interrogata come pratica situata, implicata in relazioni di potere che ne orientano le condizioni di possibilità.
Il programma mette in relazione alcune delle principali tensioni contemporanee, accostando prospettive eterogenee — epistemologie post-digitali, politiche della radicalizzazione, posture queer e inquiry postqualitativa — non per integrarle, ma per esporne implicazioni ed effetti di dislocazione. In questo movimento, la rassegna non propone modelli né offre soluzioni, ma lavora per assemblaggi, producendo una configurazione parziale e situata delle trasformazioni in atto.

