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Convegno "1992-2022. Storie, memorie, pratiche educativo-didattiche per una società democratica" - 31 maggio, Enna

Convegno “1992-2022. Storie, memorie, pratiche educativo-didattiche per una società democratica” – 31 maggio, Enna

Convegno “1992-2022. Storie, memorie, pratiche educativo-didattiche per una società democratica” – 31 maggio, Enna

Su richiesta delle prof.sse Viviana La Rosa e Marinella Muscarà, segnaliamo il Convegno “1992-2022. Storie, memorie, pratiche educativo-didattiche per una società democratica”.
Il Convegno, organizzato presso la Facoltà di Studi classici, linguistici e della formazione dell’Università degli Studi di Enna “Kore”, si terrà in data 31.05.2022 dalle ore 10.00 presso l’Aula Montessori dell’Università degli Studi di Enna “Kore” (Viale delle Olimpiadi 1, Enna).
L’evento, che si colloca nel quadro di un accordo di collaborazione didattica, scientifica e di ricerca con il Centro Studi Ricerche/Documentazione Sicilia/Europa “Paolo e Rita Borsellino”, intende offrire un contributo di riflessione a trent’anni dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio.
I lavori, promuovendo una prospettiva di analisi trasversale a differenti settori scientifico-disciplinari, intendono non solo concorrere a ricercare una verità sempre vera per una giustizia sempre giusta, come segnalava Rita Borsellino, ma altresì tracciare linee di indirizzo in vista di progetti di costruttiva partecipazione dei soggetti alla vita collettiva e cittadina., utili alla crescita civica e culturale della società. Obiettivo è altresì quello di progettare e intervenire sul piano educativo-didattico proprio a partire dal patrimonio di consegne che giunge a noi da Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e dagli uomini e donne che hanno perso la vita nella lotta alla mafia: è questa la via privilegiata affinché il loro impegno possa non solo essere restituito alle generazioni future, ma anche condiviso in termini di risorsa alla quale attingere attivamente e costruttivamente, concorrendo “ognuno per quello che può, ognuno per quello che sa”, come raccomandava Borsellino, alla cultura della legalità, per respirare pienamente “quel fresco profumo di libertà” che tanto si contrappone al “puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.

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