Pedagogia Oggi
Rivista scientifica della SIPed
Società Italiana di Pedagogia
Pedagogia Oggi è articolata in due principali sezioni:
- sezione Monografica, che accoglie articoli in risposta alla Call for Papers di seguito riportata;
- sezione Miscellanea, che accoglie articoli svincolati dal tema della Call for
ATTENZIONE
Per entrambe le tipologie di proposta valgono le medesime procedure e tempistiche di invio abstract, valutazione, referaggio, consegna articolo e pubblicazione.
Call for Papers n.2/2026
“Recinti”: educare in contesti “chiusi”
Il recinto è un termine che apre a un universo di significati e a interpretazioni antinomiche: include ed esclude, protegge e nel contempo respinge. Educare in contesti chiusi – come carceri, istituti penali minorili, comunità, case-famiglia, ospedali, REMS (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) – vuol dire sostare sui margini fisici, simbolici e istituzionali che limitano e al tempo stesso rendono possibile l’incontro educativo, favorendo la creazione di nuove forme di comunità, spesso contrastando pratiche disciplinari, routinarie e spersonalizzanti e riconoscendo la dignità delle diverse soggettività, promuovendo responsabilizzazione e capacità di agency.
La riflessione pedagogica è chiamata ad attraversare questi spazi di soglia, in cui libertà e autorità si scontrano e/o provano a conciliarsi, mentre inclusione ed esclusione, fiducia e sospetto si annodano quotidianamente, promuovendo o compromettendo i percorsi identitari.
Il “recinto” diviene così una condizione epistemica e culturale che interessa anche altri luoghi quali la scuola, la famiglia, la casa, nonché la Rete e le più diverse forme di comunicazione. È, in senso più ampio, una metafora dell’educare nel tempo della paura, del predominio e della disuguaglianza, dove i processi emancipativi rischiano di essere inibiti, ostacolati o fortemente condizionati.
1) Pedagogia generale e sociale
Per l’area della Pedagogia generale e sociale, ci si propone di ospitare contributi teorici e/o di ricerca che non solo descrivano “cosa accade” in contesti confinati, ma che ne esplorino il significato pedagogico: come i recinti – istituzionali, fisici, simbolici – incidono sui processi formativi; si accolgono riflessioni che guardino ai mezzi e alle modalità dell’educare in tali spazi: metodologie, pratiche, percorsi, ma anche tensioni epistemiche e culturali che accompagnano l’educatore, l’educando e la comunità formativa. Si attendono, quindi:
- proposte di analisi teorica sui fondamenti epistemologici che consentono di tematizzare le categorie dei “recinti”, quali ad esempio il rapporto tra libertà e limite, tra assoggettamento e soggettivazione, tra punizione e cura, tra controllo ed emancipazione, tra inclusione ed esclusione;
- contributi di pedagogia critica sulle dimensioni istituzionali, politiche e culturali attraverso riflessioni sui dispositivi educativi e disciplinari nelle istituzioni chiuse, analisi delle politiche educative e sociali nel contesto dei modelli securitari che caratterizzano le società occidentali, tra paura e ordine sociale;
- contributi riflessivi e di ricerca sulle pratiche educative nei contesti chiusi sull’educatore come figura di soglia tra istituzioni e società, sulla funzione educativa come mediazione tra controllo e accompagnamento, sull’educare alla responsabilità e alla libertà interiore in contesti di limitazione fisica o simbolica;
- approfondimenti pedagogici sui “recinti” simbolici e i nuovi spazi educativi nella società contemporanea (la famiglia, la scuola, la rete digitale come spazi di confinamento o di apertura educativa), sui “recinti” invisibili dell’educazione, quali disuguaglianze, stereotipi, meritocrazia, competizione, sul “recinto” virtuale delle nuove tecnologie tra isolamento, sorveglianza e possibilità di comunità;
- prospettive di ricerca e metodologie pedagogiche nei contesti “chiusi”, ricerche qualitative e narrative nei luoghi dell’esclusione, approcci partecipativi e trasformativi nella pedagogia dei contesti confinati e progetti di ricerca-azione come pratiche di emancipazione.
2) Storia della pedagogia e dell’educazione
Per l’area della Storia della pedagogia e dell’educazione, le ipotesi di ricerca attese si snodano:
- lungo una direttrice storico-educativa, anche in prospettiva comparata, in grado di valorizzare nel tempo spazi chiusi che diventano luoghi educativi pubblici: si pensi ai collegi, alle caserme, agli orfanotrofi, ai contesti di carattere associativo, professionalizzante e laboratoriale, ma anche a quelli religiosi o destinati al tempo libero, come biblioteche e teatri; sul piano dei luoghi educativi privati un’attenzione particolare merita la casa, in tutta la sua articolazione interna di tipo materiale e generatrice di vissuti, di cura e di protezione, di status sociale e di valore simbolico o, all’opposto, di allontanamento, di evasione fisica o immaginifica;
- lungo la direttrice della letteratura per l’infanzia tra passato e presente, riguardano invece le rappresentazioni letterarie e i prolungamenti nel visivo dei luoghi chiusi, nelle loro valenze realistiche e soprattutto metaforiche come il nido, la tana, che diventano immensità intime entro cui dimorare, ripararsi e crescere o, all’opposto, guidano oltre il limite posto dagli adulti in un anelito di ricerca libera o ribelle dell’identità personale.
3) Didattica e Pedagogia speciale
Per l’area della Didattica e della Pedagogia speciale, i contributi attesi potranno affrontare sia la dimensione metodologica, con riferimento ai principi e ai formati della progettazione di percorsi di formazione in contesti chiusi, sia la dimensione attuativa, con riferimento alle problematiche di implementazione e gestione degli insegnamenti in luoghi sfidanti come per esempio le scuole in ospedale o i poli penitenziari.
I contributi potranno presentare modelli didattici, esiti di ricerca, analisi di casi specifici o di azioni formative particolari, in cui la didattica in contesti chiusi emerga da una mirata e scientificamente fondata progettazione, realizzazione e valutazione dei contesti e dei processi di insegnamento e apprendimento.
Saranno accolti studi e ricerche a carattere teorico, empirico e applicativo che riguardino i modelli e le strategie della didattica generale, speciale e disciplinare, i molteplici formati della comunicazione formativa legati alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nonché le pratiche motorie e sportive.
4) Pedagogia sperimentale
Per l’area della Pedagogia sperimentale, i contributi attesi esploreranno i temi attraverso ricerche sul campo osservative, esplorative, descrittive e quasi-sperimentali svolte nei contesti “chiusi” o esperienze significative monitorate con rigore che consentano la riflessione sul carattere liminale di questi spazi e sugli ostacoli e le possibilità che vi abitano. Saranno pertanto ritenute significative ricerche relative a:
- iniziative e interventi strutturati finalizzati a promuovere sviluppo personale, empowerment e costruzione di comunità all’interno dei “recinti”, per contribuire alla riflessione sui modelli e sulle metodologie educativo-formative a sostegno dei soggetti che abitano questi spazi;
- nuove modalità d’intervento efficaci, monitorate e valutate con attenzione, per implementare la partecipazione e la riattivazione dei soggetti e della loro responsabilizzazione e agency;
- revisioni complessive della letteratura empirica su queste tematiche;
- ricerche quasi sperimentali (e altre ricerche empiriche) capaci di indicare sentieri promettenti d’intervento e coinvolgimento delle persone e delle comunità nei contesti “chiusi” o di chiarirne dimensioni, modalità di funzionamento, caratteristiche.
Avvertenze per la proposta degli abstract
La scadenza per l’invio degli abstract è fissata al 31.05.2026.
Per partecipare alla Call occorre essere soci SIPED in regola con le quote sociali (nel caso in cui s’intenda presentare un articolo a doppia firma, ciò vale per entrambi gli autori) e scaricare e compilare accuratamente il template presente sul sito della rivista.
Non sono ammessi più di due coautori.
I soci junior possono presentare articoli solo a firma singola e solo per la sezione Monografica.
Gli abstract presentati in maniera difforme rispetto a quanto indicato nel template o non completi non saranno valutati dai Curatori del numero.
I Curatori di questo numero sono i Professori Pierangelo Barone (Università di Milano Bicocca), Sabrina Fava (Università Cattolica del Sacro Cuore), Marco Lazzari (Università di Bergamo), Federico Batini (Sapienza Università di Roma).
Gli abstract dovranno essere inviati alla casella cfp_pedagogia_oggi@siped.it entro la data indicata, specificando nell’oggetto “PROPOSTA ABSTRACT – Pedagogia Oggi 2/2026”.
Si precisa che gli abstract saranno selezionati sulla base dei seguenti criteri:
- originalità rispetto allo stato dell’arte;
- robustezza delle scelte metodologiche;
- rilevanza scientifica e impatto;
- pertinenza al tema della Call.
Si sottolinea, infine, che a parità di valutazione degli abstract saranno privilegiati quelli di articoli prodotti in lingua diversa dall’italiano (inglese, francese, spagnolo) con coautore/i straniero/i anche se non affiliato/i alla SIPED.
Gli abstract saranno valutati entro il 30.06.2026.
Gli articoli dovranno pervenire alla rivista tassativamente entro il 15.09.2026.
Si ricorda nuovamente agli autori che Pedagogia Oggi accoglie anche articoli fuori Call che saranno ospitati nella sezione Miscellanea.
Pedagogia Oggi
Scientific journal of SIPED – Società Italiana di Pedagogia
Pedagogia Oggi is divided into two main sections:
- Monographic section, which includes articles in response to the Call for Papers below;
- Miscellaneous section, which welcomes articles on other
For both types of proposal, the same procedures and timings apply for the sending of abstracts, and the evaluation, review, delivery and publication of articles.
Call for Papers n. 2/2026
Enclosures: educating in “closed” contexts
The term ‘enclosure’ opens up a universe of meanings and contradictory interpretations: it both includes and excludes, protects and rejects. Educating in closed contexts – such as prisons, juvenile detention centers, residential communities, foster homes, hospitals, or so-called REMS (Residential Facilities for the Execution of Security Measures) – means reflecting on the physical, symbolic, and institutional borders that at once limit and make possible the educational encounter. Within these spaces, education fosters the creation of new forms of community, often resisting depersonalizing practices and routines, while recognizing the dignity of diverse subjectivities and promoting responsibility and agency.
Pedagogical reflections should embrace and discuss these threshold spaces, where freedom and authority clash and at times attempt reconciliation, while inclusion and exclusion, trust and suspicion intertwine daily, promoting or undermining processes of identity formation. The notion of enclosure thus becomes an epistemic and cultural condition that also concerns other environments such as schools, families, and homes, as well as the internet and contemporary means of communication. More broadly, it stands as a metaphor for educating in a time marked by fear, dominance, and inequality, when processes of emancipation risk being inhibited, obstructed, or heavily conditioned.
1) General and Social Pedagogy
In the area of General and Social Pedagogy, the call welcomes theoretical and research-based contributions that not only describe what happens in confined contexts but also explore their pedagogical significance: how enclosures – whether institutional, physical, or symbolic – shape formative processes. Reflections may address the means and methods of education in such settings, including methodologies, practices, and trajectories, as well as the epistemic and cultural tensions that accompany the educator, the learner, and the educational community. Contributions may include:
- theoretical analyses of the epistemological foundations that allow for a conceptualization of the idea of ‘enclosure’, examining, for instance, the relationship between freedom and constraint, subjection and subjectification, punishment and care, control and emancipation, inclusion and exclusion;
- critical pedagogical approaches, addressing the institutional, political, and cultural dimensions of educational and disciplinary mechanisms within closed institutions, as well as analyses of educational and social policies within the framework of the security models that characterize contemporary Western societies, situated between fear and social order;
- reflexive and empirical studies on educational practices in closed contexts, the role of the educator as a figure who stands on the threshold between institutions and society, the function of education as a mediation between control and accompaniment, and the challenge of educating for responsibility and inner freedom in conditions of physical or symbolic restriction;
- pedagogical insights on symbolic ‘enclosures’ and new educational spaces in contemporary society – such as the family, schools, and digital networks as spaces of confinement or of educational openness – as well as the invisible enclosures within education, such as inequalities, stereotypes, meritocracy, and competition, or the virtual enclosures of new technologies as spaces of isolation, surveillance, and potential community;
- research perspectives and methodological proposals, including qualitative and narrative inquiries in spaces of exclusion, participatory and transformative approaches to the pedagogy of confined contexts, and action research as an emancipatory practice.
2) History of Pedagogy and Education
In the area of the History of Pedagogy and Education, research proposals may develop along a historical-educational trajectory, possibly in a comparative perspective, highlighting how closed spaces have historically evolved into public educational settings. Examples of possible lines of inquiry include:
- boarding schools, barracks, orphanages, associative, vocational, or workshop environments, as well as religious institutions or spaces devoted to leisure, such as libraries and theatres;
- private educational settings, especially the home, in all its material, affective, and symbolic articulations – as a place of care and protection, social status, or symbolic value, but also as a space of distance, and physical or imaginative escape;
- children’s literature, both past and present, focusing on literary representations and visual interpretations of enclosed spaces, in their realistic and especially metaphorical meanings – such as the nest or the den – which become intimate immensities within which to dwell, seek shelter, and grow, or, conversely, boundaries to be transgressed in the free or rebellious search for personal identity.
3) Didactics and Special Pedagogy
In the area of Didactics and Special Pedagogy, contributions may address both the methodological domain, referring to the principles and formats for designing educational pathways in closed contexts, and the practical domain, concerning the challenges of implementing and managing instruction in demanding environments such as hospital schools or prison education centers. Submissions may include didactic models, research outcomes, analyses of specific cases, or accounts of particular educational initiatives in which teaching in closed contexts emerges from an intentionally and scientifically grounded process of design, implementation, and evaluation. The call welcomes theoretical, empirical, and applied studies concerning models and strategies of general, special, and disciplinary didactics, the multiple forms of educational communication linked to information and communication technologies, as well as sports practices as formative experiences within confined settings.
4) Experimental Pedagogy
In the area of Experimental Pedagogy, contributions should explore the topic through field research – whether observational, exploratory, descriptive, or quasi-experimental – conducted in closed contexts, or through rigorously monitored experiences that allow for reflection on the liminal nature of these spaces and on the obstacles and opportunities they contain. Relevant research may focus on structured initiatives and interventions aimed at promoting personal development, empowerment, and community-building within enclosures, thereby contributing to reflection on educational and formative models and methodologies that support those who inhabit such spaces. Studies may also investigate innovative, carefully monitored, and evaluated methods of intervention designed to enhance participation and foster responsibility and agency. Systematic reviews of the empirical literature on these themes are welcome, as are quasi-experimental and other empirical studies capable of identifying promising directions for intervention and the engagement of individuals and communities in closed contexts, or clarifying their dimensions, modes of functioning, and defining characteristics.
Notes regarding the proposal of abstracts
The deadline for sending abstracts is 31.05.2026.
To participate in this Call for Papers, you must be a SIPED member with up-to-date membership fees (if you intend to submit a co-authored article, this applies to both authors) and must download and carefully fill in the template on the journal website.
No more than two co-authors are allowed.
Junior members may only submit articles as sole authors and only for the Monographic section.
Abstracts that do not conform to the template instructions or are incomplete will not be considered by the issue’s Editors.
The Editors of this issue are Professors i Professori Pierangelo Barone (University of Milan Bicocca), Sabrina Fava (Catholic University of the Sacred Heart), Marco Lazzari (University of Bergamo), and Federico Batini (Sapienza University of Rome).
Abstracts must be sent to the email address cfp_pedagogia_oggi@siped.it by the specified deadline, with the subject marked as “PROPOSAL ABSTRACT – Pedagogia Oggi 2/2026”.
Please note that abstracts will be selected on the basis of the following criteria:
- originality with respect to the state of the art;
- robustness of methodological choices;
- scientific relevance and impact;
- relevance to the theme of the Call.
Finally, please note that in the event of abstracts being evaluated as equal, preference will be given to articles written in a language other than Italian (English, French, or Spanish). The journal welcomes the opportunity to include foreign authors not affiliated with SIPED.
Abstracts will be evaluated by 30.06.2026.
Articles must be sent to the journal without fail by 15.09.2026.
Authors are reminded again that Pedagogia Oggi also accepts articles on subjects unrelated to this Call, which will be hosted in the Miscellaneous


