Su richiesta della Prof.ssa Chiara Biasin, segnaliamo la Pubblicazione della Rivista “IUSVEducation” sul tema “Workplace learning”.
Il numero affronta il tema del Workplace Learning, ovvero l’apprendimento che avviene sul luogo di lavoro. Si tratta di un tema molto dibattuto nella letteratura internazionale poiché si trova all’intersezione di una serie di questioni che riguardano la complessa relazione tra apprendimento, lavoro e formazione, ma anche le dimensioni organizzative, lo sviluppo individuale, le pratiche lavorative e i risultati produttivi. Il Workplace Learning è stato teorizzato da differenti prospettive disciplinari e culturali che hanno dato luogo a molti studi di approfondimento e ad altrettante, differenti, interpretazioni, focalizzando l’attenzione sulla natura del Workplace Learning e sulle sue differenze rispetto ad altri contesti e tipi di apprendimento adulto, oppure hanno messo in luce le caratteristiche, i livelli di conoscenza che esso genera o sollecita, come il ruolo e l’interdipendenza di componenti organizzativo-sociali e dimensioni individuali implicate nelle esperienze professionali.
Il tema è stato notevolmente approfondito nel contesto anglofono da autori di grande rilievo, peraltro presenti con loro contributi in questo numero, che hanno contribuito a porre le basi epistemologiche e metodologiche di riferimento. Anche il contesto francofono, qui particolarmente ben rappresentato, ha prodotto sulla questione una ricca letteratura scientifica, con filoni di ricerca sul tema della formazione e della professionalizzazione degli adulti in diversi contesti lavorativi. Rileggere il nesso apprendimento e lavoro alla luce del Workplace Learning implica necessariamente anche un differente modo di concepire la formazione nella filiera formativa, in particolare la formazione continua e professionale iniziale e ciò chiede, a sua volta, un ripensamento anche del valore delle dimensioni informali e implicite dell’apprendimentonel contesto lavorativo.
Il Workplace Learning suggerisce, nuovi modi di concepire e di stare al lavoro che vanno al di là della formazione finalizzata, formalizzata ed organizzata in corsi aziendali o in esperienze outdoor e che hanno un impatto evidente sulle persone e sulle organizzazioni in termini di know how, di sviluppo di competenze innovative e creative, di benessere sul posto di lavoro, di valorizzazione delle dimensioni biografiche, delle capacità individuali e di condivisione della conoscenza. Questo implica anche una revisione delle competenze e del ruolo degli operatori di formazione, che diventano accompagnatori di organizzazioni e individui nel valorizzare apprendimenti e mobilizzatori/garanti della legittimità del processo di apprendimento consustanziale alle situazioni di lavoro.
Il numero si divide in due sezioni:
- nella prima “Concetti e approcci”, rientrano sette contributi che si focalizzano sulle questioni dell’agentività nel lavoro, sulla nozione di Workplace Learning e di situazione professionale ed approfondiscono il ruolo dei saperi esperienziali, taciti, dell’analisi dell’attività lavorativa e del corso di azione attraverso prospettive differenti ma interconnesse, tali da restituire la ricca complessità e la significativa densità del tema;
- nella seconda sezione “Dispositivi e metodologie” rientrano sette contributi che analizzano alcuni dispositivi particolarmente cruciali come l’accompagnamento collettivo, la trasmissione e la condivisione dei saperi, nonché il riconoscimento degli apprendimenti acquisiti sul posto di lavoro; vengono messi a fuoco il ruolo delle temporalità formative e degli spazi di apprendimento nel contesto professionale e proposte alcune metodologie particolarmente pertinenti ed efficaci.
Per scaricare l’ultimo numero della rivista: https://www.iusveducation.it/iusveducation-supplemento-al-numero-23-luglio-2024/

