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Pubblicazione nuovo numero Rivista "Formazione Lavoro Persona" sul tema "Gaetano Salvemini e la scuola" - Copertina

Pubblicazione nuovo numero Rivista “Formazione Lavoro Persona” sul tema “Gaetano Salvemini e la scuola”

Pubblicazione nuovo numero Rivista “Formazione Lavoro Persona” sul tema “Gaetano Salvemini e la scuola”

Su richiesta dei proff. Giuseppe Bertagna ed Evelina Scaglia, segnaliamo la Pubblicazione del numero 38/2022 della Rivista “Formazione Lavoro Persona”, dedicato a “Gaetano Salvemini e la scuola“.
Il fascicolo raccoglie, in occasione dei primi 65 anni della morte di Gaetano Salvemini, una serie di contributi volti ad indagare il suo impegno a favore della scuola, nei diversi momenti di un itinerario biografico, intellettuale e anche socio-politico, che ha attraversato i decenni compresi fra la crisi di fine secolo, l’età giolittiana, il primo conflitto mondiale, l’avvento del fascismo e il conseguente esilio all’estero, fino al ritorno nel nostro Paese negli anni della rinascita democratica repubblicana. Una rilettura dei principali scritti e interventi dello storico di Molfetta comparsi in riviste, giornali o in ambiti congressuali, ha consentito di riscoprire, nella sua attualità o inattualità, il patrimonio di riflessioni e proposte formulate circa le questioni scolastiche da una delle voci più originali che animarono la scena nazionale e internazionale della prima metà del Novecento.
Fra i temi maggiormente frequentati da Gaetano Salvemini, vi furono la libertà di scuola, il rapporto fra istruzione e popolo, la pluralità di scuole successive a quella elementare, la professionalizzazione degli insegnanti, anche in riferimento alle polemiche intentate con diversi interlocutori sia negli ambiti politico-istituzionali, sia in quelli dell’associazionismo docente come nel caso dei congressi nazionali della FNISM. Al pari di altri intellettuali primonovecenteschi, Gaetano Salvemini rilesse i problemi del sistema scolastico italiano nei termini di una vera e propria «questione nazionale», non risolvibile con meri interventi tecnici o amministrativi, poiché occorreva necessariamente passare – quasi si trattasse di una conditio sine qua non – dal rinnovamento culturale ed etico-morale di chi la scuola la “faceva” quotidianamente, per promuovere una «riforma interiore» in grado di influire in maniera incisiva sulla formazione delle nuove generazioni di italiani, in un quadro storico nazionale in cui la questione meridionale e la corruzione dei ceti dirigenti la facevano da padroni.
Per maggiori informazioni: https://forperlav.unibg.it/index.php/fpl

 

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