Pedagogia dell’ambiente, Agenda 2030, Sostenibilità del Benessere. Next Generation EU, Giustizia, resistenza educativa

Coordinatori: Birbes Cristina, Iavarone Marialuisa, Malavasi Pierluigi

Descrizione

L’esperienza della pandemia da Covid-19 ha profondamente ridisegnato il rapporto con l’ambiente, con gli ambienti di vita e con le relazioni umane, riconfigurando le prospettive di benessere e la relativa sostenibilità. L’emergenza sanitaria, che ha di fatto funzionato da acceleratore di profonde tensioni ecologiche, ha accentuato disuguaglianze, povertà materiali ed educative, rischio di esclusione sociale. Una riflessione pedagogica su ambienti umani e materiali è oggi chiamata a misurarsi con tali scenari adottando dispositivi educativi e formativi di maggiore impatto su giustizia sociale, opportunità di sviluppo, diritti e valori umani nell’ottica di una sempre maggiore resistenza educativa cui siamo urgentemente chiamati nell’orizzonte dei prossimi anni. L’espressione pedagogia dell’ambiente designa un ambito del sapere nell’enciclopedia delle scienze dell’educazione e della formazione. L’individuazione di un campo disciplinare e la legittimazione di un autonomo statuto epistemico implicano questioni la cui consistenza euristica suscita un’attenta riflessione culturale. L’analisi della denominazione pedagogia dell’ambiente non può prescindere da domande fondamentali. Qual è l’oggetto specifico della disciplina? Quali sono le teorie più accreditate, le metodologie di ricerca maggiormente seguite, le principali partizioni? Qualsiasi disciplina che elegga l’ambiente ad oggetto d’indagine è in qualche modo costretta, ad “addentrarsi” in territori specifici quali l’ecologia e l’economia, le scelte politiche e giuridiche, le scienze umane e le arti. La pedagogia referenzia una prospettiva critica in ordine all’esperienza educativa, si configura come scienza pratica, i cui orizzonti di ricerca empirici e eidetici si articolano con la dimensione etico-educativa che contrassegna l’interpretazione e la progettualità del sapere pedagogico. La pedagogia dell’ambiente identifica un ambito di discorso che ha per oggetto la riflessione sul rapporto tra formazione umana ed ambiente, nelle sue diverse forme storico-culturali. In questo quadro significante, la variegata rassegna di attività e percorsi di educazione allo sviluppo sostenibile rappresenta uno specifico settore d’indagine per la pedagogia dell’ambiente, che si costituisce come disamina intenzionale e rigorosa su finalità e valori, procedure e metodologie.

La pedagogia dell’ambiente, ponendo l’enfasi su uno specifico àmbito di teorie e pratiche educative, deve contribuire all’unità del discorso pedagogico, alla sua articolazione epistemica, senza indulgere alla frammentazione e all’eclettismo. Apprendere ed insegnare, innovare e competere richiedono orientamenti valoriali ed azioni responsabili. È in gioco la sostenibilità di un benessere che si misuri ed approfondisca temi e ricerche peculiari, anche nella prospettiva dell’Agenda 2030. Dal degrado ambientale alla governance dello sviluppo, dalla sostenibilità al Well-Being, diventa di straordinaria importanza superare la logica astratta del non-luogo, in cui praticare esercitazioni teoriche di “buona politica” e “buona amministrazione” distanti dalle esigenze dei territori e delle persone, lontane dalla possibilità di essere credibili nell’insieme delle proposte elaborate. Pedagogia dell’ambiente, giustizia e resistenza educativa, per progettare beni comuni ed educare ad abitare ambienti di vita per la vita dell’ambiente. La transizione ecologica deve divenire una occasione per combattere le disuguaglianze sociali e territoriali. “È necessario un cambiamento fondamentale del modo in cui pensiamo al ruolo dell’educazione nello sviluppo globale, perché essa ha un impatto sul benessere degli individui e sul futuro del nostro pianeta. Ora, più che mai, l’educazione ha la responsabilità di essere in grado di affrontare le sfide e le aspirazioni del XXI secolo e di promuovere i giusti tipi di valori e capacità che condurranno a una crescita sostenibile e inclusiva e a un’esistenza collettiva pacifica”. (Irina Bokova, Unesco).

Obiettivi

La crisi ecologica e sanitaria che stiamo attraversando mostra l’urgenza di una progettualità educativa sostenibile che si proietti nello spazio e nel tempo. A tal fine il gruppo di lavoro si propone di:

  • riflettere in modo critico sull’attualità della pedagogia dell’ambiente tra benessere, transizione ecologica, giustizia e resistenza educativa.
  • interpretare la complessità dei sistemi che costituiscono il pianeta, sollecitando il rispetto e la cura per sé, gli altri e il mondo.
  • considerare i vincoli dell’interdipendenza tra locale e globale a partire dalle sfide delle migrazioni, del cambiamento climatico, dell’impatto esercitato dalle attività agricole e industriali per concepire una cultura rivolta alla costruzione della pace, improntata alla speranza per le società e per tutte le parti che le compongono.
  • raccordare giustizia e cura per le relazioni umane, in società segnate dall’accelerato mutamento economico e tecnologico, in vista dell’educazione alla responsabilità personale e politica, tra l’esercizio del diritto alla cittadinanza attiva e il benessere sostenibile.

Componenti

Michele Aglieri, Università Cattolica del Sacro Cuore
Mirca Benetton, Università degli Studi di Padova
Fabrizio Bertolino, Università della Valle d’Aosta
Cristina Birbes, Università Cattolica del Sacro Cuore
Sara Bornatici, Università Cattolica del Sacro Cuore
Caterina Braga, Università Cattolica del Sacro Cuore
Michele Cagol, Libera Università di Bolzano
Gabriella Calvano, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”
Marnie Campagnaro, Università degli Studi di Padova
Claudio Crivellari, Università degli Studi di Chieti-Pescara “G. d’Annunzio”
Gabriella D’Aprile, Università degli Studi di Catania
Giovanna Del Gobbo, Università degli Studi di Firenze
Teresa Giovanazzi, Università Cattolica del Sacro Cuore
Ines Giunta, Università degli Studi di Venezia
Teresa Grange, Università della Valle d’Aosta
Monica Guerra, Università degli Studi di Milano-Bicocca
Maria Luisa Iavarone, Università degli Studi di Napoli “Parthenope”
Pierluigi Malavasi, Università Cattolica del Sacro Cuore
Rita Minello, Università Telematica Niccolò Cusano
Simona Sandrini, Università Cattolica del Sacro Cuore
Cristiana Simonetti, Università degli Studi di Foggia
Raffaella Strongoli, Università degli Studi di Catania
Marcello Tempesta, Università del Salento
Orietta Vacchelli, Università Cattolica del Sacro Cuore


English version

Environmental pedagogy and sustainability of well-being. Ecological transition, Justice, Educational resistance

Description

The experience of the Covid-19 pandemic has profoundly redesigned the relationship with the environment, with living environments and with human relationships, reconfiguring the prospects for well-being as well as the related sustainability. The health emergency, which has in fact operated as an accelerator of deep ecological tensions, has accentuated inequalities, material and educational poverty, as well as the risk of social exclusion. Nowadays, a pedagogical reflection on human and material environments is called upon to measure itself against such scenarios by adopting educational and training devices yielding a greater impact on social justice, development opportunities, and on human rights and values within the perspective of an ever greater educational resistance to which we are urgently called within the horizon of the next few years. The expression Environmental Education designates a field of knowledge related to the encyclopedia of education and training. The identification of a research area and the legitimation of epistemic autonomous theoretical foundations involve a heuristic framework, which generates a deep cultural reflection. Fundamental questions are entailed in the analysis of the subject classification Environmental Education. What is the specific subject of this discipline? What are the most accredited theories? What are the most common research methods and the main partitions? Any discipline that elects the environment to object of investigation is somehow forced to “delve” specific territories such as ecology and economics, political and legal choices, human sciences and the arts. Pedagogy suggests a critical perspective on educational experience. As it is a practical science, its empirical and eidetic research horizons deal with the ethical-educational aspects which are typical of the interpretation and design processes of pedagogical knowledge.

Environmental education develops its discourse focused on the reflection on the relationship between human education and environment, with its different historical and cultural forms. The wide range of activities and courses related to education for sustainable development represents a specific research field for environmental education, which is meant to intentionally and thoroughly examine all purposes, values, procedures and methodologies. As it emphasizes a specific field of educational theories and practices, environmental education should contribute to the unity of pedagogical discourse and to its epistemic articulation, avoiding fragmentation and eclecticism. Learning and teaching, innovating and competing require a value-oriented approach and responsible actions. The sustainability of a well-being that deepens and measures itself with specific themes and research is at stake, also in the perspective of the 2030 Agenda. From environmental degradation to governance development, from sustainability to Well-Being, it becomes of extraordinary importance to overcome the abstract logic of the non-place, in which to practice theoretical exercises of “good politics” and “good administration” distant from the needs of territories and people, far from the possibility of being credible in all the proposals that have been drawn up. Pedagogy of the environment, justice and educational resistance, to design common educational assets and raise awareness to inhabit living environments for the life of the environment. The ecological transition must become an opportunity to tackle social and territorial inequalities. “A fundamental change is needed in the way we think about the role of education in global development, because it has an impact on the well-being of individuals and on the future of our planet. Now, more than ever, education has a responsibility to be able to address the challenges and aspirations of the 21st century and to promote the right kinds of values and capabilities that will lead to sustainable and inclusive growth and a peaceful collective existence”. (Irina Bokova, UNESCO)

Objectives

The ecological and health crisis we are going through shows the urgency of a sustainable pedagogical project which embraces time and space. To this end the working group aims to:

  • reflect critically on the relevance of Environmental Education between Well-Being, ecological transition, justice and educational resistance;
  • understand the complexity of the systems that make up our planet urges respect and care for creation;
  • evaluate the constraints of interdependence between local and global processes considering the challenges of migrations, climate change, the impact of agricultural and industrial activities, in order to generate a culture of peace and hope for the societies and all their components;
  • connect justice and human relations care in societies marked by accelerated economic and technological change, with a perspective to education in personal and political responsibility between the exercise of the active citizenship right and sustainable Well being.