Orientamento educativo e disagio nelle aree urbane

Coordinatori: Cunti Antonia, Simeone Domenico, Tramma Sergio

Descrizione

Il disagio nelle aree urbane è la forma più marcata del disagio della contemporaneità. Esso nasce dall’incrocio tra le storie locali e quelle generate dalla globalizzazione. Ci troviamo al cospetto di un disagio territoriale specifico e di articolazioni locali delle forme di disagio globale che interessano, in generale, le aree metropolitane, e che riguardano in maniera particolare alcuni modi di essere adolescenti e di divenire adulti. Il disagio è caratterizzato, nonché connesso, ad un aumento di problematicità delle aree periferiche (non solo in senso urbanistico): disoccupazione, criminalità, aumento delle esperienze di educazione “non virtuose” rispetto a quelle “virtuose”, mancanza di modelli di cittadinanza sufficientemente solidi e attrattivi, aumento dell’insicurezza sociale, indebolimento del welfare, solitudine e sfilacciamento delle reti relazionali. In considerazione di tale disagio, si evidenzia la necessità di interventi economici e sociali, ed anche educativi, riconducibili non solo all’educazione formale. La proposta è quella di un gruppo Siped che affronti le implicazioni educative di tale condizione, in termini sia di analisi dei percorsi che portano al disagio sia di ipotesi di percorsi di uscita da tale disagio. Particolare attenzione sarà rivolta alle seguenti aree problematiche. Il disagio dell’adolescenza nelle aree urbane.

Il carattere emergenziale di una condizione di disagio che si trovano a vivere tantissimi adolescenti appartenenti ad ambienti di vita differenti sul piano territoriale, socio-economico e culturale induce una approfondita riflessione su cosa significa essere e vivere da adolescenti oggi con riferimento ad alcuni connotati trasversali alla società odierna e, al contempo, alle specificità che il disagio assume a seconda dei contesti di vita familiari ed ambientali ed ai vissuti personali. L’orientamento educativo nei contesti penitenziari. Il carcere è uno dei possibili esiti delle storie di vita che hanno attraversato/sono state attraversate dal disagio urbano. Gli interventi educativi all’interno degli istituti dovrebbero tendere, tra l’altro, anche a fornire delle conoscenze e sviluppare delle competenze in grado di stimolare i soggetti coinvolti a leggere criticamente la loro storia e i contesti nei quali è maturata. L’approfondimento è teso ad analizzare pedagogicamente tali contesti, in particolare le esperienze educative intenzionali che si sviluppano, al fine di proporre degli orientamenti e delle forme di consulenza per i soggetti presenti nelle istituzioni. Educare ed essere educati nelle aree urbane problematiche: la promozione di forme educative “virtuose”. Appare essenziale un lavoro pedagogico di analisi dei bisogni degli adolescenti e di riflessione critica sul modo in cui soprattutto i sistemi educativi vi si interfacciano, allo scopo di costruire, sperimentare e condividere protocolli di intervento che possano rivelarsi o si siano rivelati decisamente efficaci allo scopo di prevenire e di arginare forme di malessere e far sì che i luoghi dell’educazione e della formazione possano diventare realmente “comunitari”, di interscambio cooperativo e di crescita evolutiva reciproca, di giovani ed adulti.

Obiettivi

  1. Favorire la lettura pedagogica del disagio nelle aree urbane, cogliendone tutte le implicazioni educative esplicite e latenti, con particolare attenzione alla presenza/assenza di presidi e iniziative in grado di fornire ai soggetti saperi e orientamenti funzionali all’analisi sociale della loro condizione personale.
  2. Individuare delle auspicabili e realistiche iniziative di ricerca-formazione-supervisione che, nell’ambito della “terza missione” dell’università, si candidino a supportare le iniziative di chi, a qualsiasi titolo, opera nei confronti delle vecchie e nuove forme di disagio.
  3. Definire e sperimentare strumenti e modalità per individuare nelle storie di vita delle persone quali esperienze a marcata o tenue caratterizzazione educativa hanno favorito o sfavorito l’attivazione di percorsi di marginalità, disagio, devianza. I temi individuati saranno affrontati in giornate di studio, seminari, attività di formazione e diffusi attraverso pubblicazioni e convegni.

Componenti

Pierangelo Barone, Università degli Studi di Milano-Bicocca
Sergio Bellantonio, Università degli Studi di Foggia
Caterina Benelli, Università degli Studi di Messina
Lisa Brambilla, Università degli Studi di Milano Bicocca
Matteo Cornacchia, Università degli Studi di Trieste
Antonia Cunti, Università degli Studi di Napoli “Parthenope”
Lorenza Da Re, Università degli Studi di Padova
Loretta Fabbri, Università degli Studi di Siena
Maria Luisa Iavarone, Università degli Studi di Napoli “Parthenope”
Francesco Lo Presti, Università degli Studi di Napoli “Parthenope”
Giuseppina Manca, Università degli Studi di Sassari
Francesca Oggionni, Università degli Studi di Milano-Bicocca
Fabrizio Pizzi, Università degli Studi di Cassino
Stefano Polenta, Università degli Studi di Macerata
Alessandra Priore, Università degli Studi di Reggio Calabria “Mediterranea”
Marialisa Rizzo, Università degli Studi di Milano-Bicocca
Domenico Simeone, Università Cattolica del Sacro Cuore
Chiara Sirignano, Università degli Studi di Macerata
Sergio Tramma, Università degli Studi di Milano-Bicocca
Stefania Ulivieri Stiozzi, Università degli Studi di Milano-Bicocca


English version

Educational guidance and discomfort in urban areas

Description

Discomfort in urban areas is the most marked discomfort of contemporaneity. It originates from crossing between the local stories and those generated by globalization. We are in presence of a specific territorial discomfort and local joint of global discomfort that generally affect metropolitan areas and that particularly affect some ways of being adolescents and becoming adults. The discomfort is characterized as well as associated to an increase of problematics of peripheral areas (not only in urban sense): unemployment, criminality, increase of education experiences “non-virtuous” than “virtuous”, lack of citizenship models strong enough and attractive, increasing of social insecurity, weakened of welfare, loneliness and fraying of relational networks. Considering this, it highlights the need for economic, social and educational actions not only related to formal education. The proposal is a Siped group that addresses the educational implications of that condition, in terms of both analysis of paths leading to the discomfort and of output away from discomfort. Particular attention will be paid to the following problem areas. Adolescence discomfort in urban areas.

The emergency of a discomfort condition in which live a large number of adolescents belonging to different living environments on territorial, socio-economic and cultural side. It causes a profound reflection on what means to be and live as adolescents with reference to some connotations across society and, at the same time, to the specificities that discomfort takes depending on the contexts of family, environment and personal experience. Educational guidance in prisons. The prison is one of the possible outcomes of life stories that crossed/were crossed by the urban discomfort. Educational interventions within the prison should aim, among other things, to provide the knowledges and develop the proper competences to stimulate individuals to critical read their story and the contexts in which it is gained. The focus aims at analysing pedagogically this context, in particular the deliberate educational experiences developed, in order to propose guidelines and counselling in favour of the individuals present in the institutions. Educating and being educated in critical urban areas: promoting “virtuous” educational forms. Appears essential a pedagogical work of adolescent needs-analysis and a critical reflection on the way in which above all educational systems interface with them. It permits to build experiment and share intervention protocols that may prove or have proved to be quite effective to prevent and to stem forms of discomfort and ensure that education and training places can become truly “community”, of cooperative interchange and of mutual evolutionary growth both of young and adults.

Objectives

  1. Foster the pedagogical reading of discomfort in urban areas, grasping all the explicit and latent educational implications, with particular attention to the presence/absence of educational defense and initiatives capable of providing subjects knowledges and functional guidelines for the social analysis of their personal condition.
  2. Identify desiderable and realistic research-training-supervision initiatives that, as part of the university’s “third mission”, are candidates to support the initiatives of those who, in any capacity, work against old and new forms of discomfort.
  3. Define and experiment with tools and methods for identifying in people’s life stories, as experiences with a marked or tenuous educational characterization have favoured or disadvantages the activation of paths of marginalization, discomfort and deviance. The identified themes will be addressed in study days, seminars, training activities and disseminated through publications and conferences.