La formazione dell’insegnante inclusivo di scuola secondaria e del dirigente scolastico tra didattica e governance

Coordinatori: Claudio De Luca e Paolina Mulè

Descrizione

Nel panorama scolastico contemporaneo il dirigente scolastico e il docente appaiono i protagonisti essenziali del cambiamento di un modello di scuola più inclusiva, giusta ed equa, che deve fare i conti, a livello europeo e non solo, con istituzioni educative che devono riorganizzare l’offerta formativa per migliorare la qualità della formazione con l’intento di procedere verso il processo di armonizzazione dei sistemi di istruzione e di formazione (Strategia di Lisbona 2000, Agenda 2030) e, di conseguenza, dare senso e valore all’esistenza del soggetto-persona, che nella società globale contemporanea appare disorientato, nonché alla ricerca di chiari valori di riferimento. È evidente, di conseguenza, l’esigenza di formare figure culturali e professionali che dovranno governare la scuola, che cambia sul piano organizzativo, amministrativo, didattico e curricolare con vision e mission diverse rispetto al passato, confrontandosi con i temi e i problemi che le nuove generazioni prospettano nella società attuale. Sicché, sia al dirigente scolastico che al docente, vengono richieste competenze sempre più complesse non solo disciplinari, tecnico-professionali ma soprattutto socio-relazionali. Alla scuola dell’autonomia democratica, spetta quindi il compito di giocare la partita del cambiamento culturale, formativo e sociale del prossimo futuro attraverso un dirigente scolastico e un docente promotore dell’inclusione, in grado di gestire la comunità scolastica, muovendosi tra governance e didattica. Il vero problema della scuola dell’autonomia è, quindi, ripensare il ruolo culturale e professionale del dirigente scolastico e del docente e mettere in relazione queste due professionalità centrali nella scuola dell’autonomia attraverso un autentico patto formativo che faccia riacquisire al dirigente scolastico una specifica leadership educativa e all’insegnante una formazione basata su un chiaro equilibrio tra la didattica, la cultura e la governance. La scuola dell’autonomia deve, quindi, ristabilire il corretto equilibrio tra la governance, la didattica e il progetto culturale per costruire una scuola inclusiva che possa essere al tempo stesso espressione di una scuola democratica, equa, che offra ad ogni studente la possibilità di sviluppare le sue “potenzialità inespresse” e, nel contempo, una scuola che riesca a valutare e ad orientare i talenti di ogni studente e il merito, inteso come espressione di un responsabile confronto non esageratamente competitivo tra le diversità che si sviluppano nella eterogeneità della classe. La scuola dell’autonomia è un processo difficilmente reversibile.

Non ci sembra possibile, infatti, nella situazione sociale ed economica del nostro tempo, fare a meno di una scuola che permette di relazionare la propria mission ai bisogni sociali e culturali nel territorio in cui opera socialmente e culturalmente. E, proprio per questo, per evitare “l’aula vuota” e per garantire un assessment uniforme e significativo in tutto il territorio nazionale è importante che la scuola dell’autonomia si rilanci con una specifica riforma politica e culturale per diventare una scuola di cultura per formare il cittadino-lavoratore che, in ossequio agli articoli 2 e 3 della Costituzione italiana, sia espressione di una cittadinanza basata sul diritto-dovere di solidarietà e sulla rimozione dell’ostacolo che impedisce “il pieno sviluppo della persona umana”. Una scuola di “tutti e di ciascuno”, quindi, e una scuola che garantisca un nuovo sviluppo della democrazia sociale dal basso per costruire una migliore democrazia legata alle possibilità di sviluppo etico, sociale e politico. Ripensare il ruolo culturale e politico del dirigente scolastico e dell’insegnante ci sembra un primo significativo passo verso un nuovo progetto culturale che possa dare una speranza per la qualità della formazione e della democrazia della scuola italiana nell’ambito della società globale economica, sociale e digitale.

Obiettivi

Il lavoro del gruppo, all’interno di tradizioni di ricerca bene consolidate o, comunque, da definire, tenterà di chiarire la dimensione della progettazione didattica che il dirigente scolastico deve avere nell’ambito delle sue numerose e non sempre definite responsabilità. Nello stesso contesto di ricerca, il gruppo cercherà di definire le prospettive di ricerca che riguardano la formazione degli insegnanti che, in effetti, rappresentano un punto di riferimento per la costruzione di un modello di scuola democratica e inclusiva e avvierà una riflessione sulla Formazione del dirigente scolastico e del docente curricolare promotore dell’inclusione, attraverso linee programmatiche e alcune riflessioni, proposte e politiche di intervento su aspetti legati alla professionalità delle due figure, sulle loro competenze e responsabilità etiche e professionali, sulla specifica formazione iniziale, in ingresso ed in servizio, tenendo conto della complessità e problematicità degli eventi nell’ambito della governance delle scuole dell’autonomia; delle problematicità quotidiane legate alla gestione del personale della scuola; della relazione complessa con le famiglie degli alunni; della diffidenza delle istituzioni e degli attori del territorio che, alcune volte, appare insormontabile da superare per poter co-costruire reti significative, al fine di raggiungere obiettivi sociali ed educativi comuni. Si tratta, quindi, di ripensare un nuovo rapporto di collaborazione culturale e didattica tra l’insegnante e il dirigente scolastico che possa favorire la costruzione di un modello culturale di scuola inclusiva di alta qualità. Il gruppo cercherà perciò di approfondire il rapporto tra governance e didattica studiando le possibili “ibridazioni feconde” tra i due ambiti di ricerca. Tutto ciò è finalizzato alla costruzione di un nuovo progetto di scuola dell’autonomia, basato sull’alleanza tra il dirigente scolastico, l’insegnante e le famiglie. Una scuola dell’autonomia che dal basso costruisce la democrazia dei territori e progetta una cittadinanza come chiave epistemologica per costruire una società più inclusiva ed equa, che possa rispondere con idee chiare alle sfide della globalizzazione digitale ed economica e che possa costruire, quindi, una risposta sociale e politica significativa ai processi di disgregazione sociale che si sviluppano nei territori metropolitani, urbani e periferici, molto spesso espressione di disagio sociale, marginalità estrema e grande povertà economico-sociale e educativa. Si tratta di una scuola dell’autonomia che, come comunità educante, si apre in una relazione dialogica e costruttiva con le famiglie, nello spirito di una corresponsabilità educativa fondata in modo chiaro e senza eccessive complicazioni burocratiche, e con i soggetti politici e istituzionali del territorio sociale e civile, in cui la scuola dell’autonomia progetta la propria identità istituzionale e culturale. Per raggiungere gli obiettivi su indicati il gruppo intende organizzare seminari e un convegno, nonché produrre una pubblicazione scientifica, oltre che saggi in alcun riviste.

Componenti

Alessio Annino, Università degli Studi di Catania
Antonio Argentino, Università Della Calabria
Antonio Bellingreri, Università degli Studi di Palermo
Marika Calenda, Università degli Studi della Basilicata
Claudio De Luca, Università degli Studi della Basilicata
Piergiuseppe Ellerani, Università degli Studi del Salento
Alessio Fabiano, Università degli Studi della Basilicata
Lorella Giannandrea, Università degli Studi di Macerata
Daniela Gulisano, Università degli Studi di Catania
Antonio Marzano, Università degli Studi di Salerno
Rossella Marzullo, Università degli Studi di Reggio Calabria “Mediterranea”
Giovanni Moretti, Università degli Studi di Roma Tre
Paolina Mulè, Università degli Studi di Catania
Achille Maria Notti, Università degli Studi di Salerno
Luigi Pati, Università Cattolica del Sacro Cuore
Simona Perfetti, Università degli Studi della Calabria
Maria Sammarro, Università degli Studi di Reggio Calabria “Mediterranea”
Giuseppe Spadafora, Università degli Studi della Calabria
Rosanna Tammaro, Università degli Studi di Salerno
Fiorino Tessaro, Università degli Studi di Venezia Ca’ Foscari
Paola Zini, Università Cattolica del Sacro Cuore

Esperti esterni

Gaetano Domenici


English version

The Training of the Inclusive Secondary School Teacher and the Manager School between Didactics and Governance

Description

In the contemporary school panorama, the headmaster and the teacher appear to be the essential protagonists of the change of a more inclusive, just and equitable school model, which must deal, at European level and beyond, with educational institutions that must reorganize the offer. training to improve the quality of training with the aim of proceeding towards the process of harmonization of education and training systems (Lisbon Strategy 2000, Agenda 2030) and, consequently, give meaning and value to the existence of the subject-person , which in contemporary global society appears disoriented, as well as looking for clear reference values. Consequently, the need to train cultural and professional figures who will have to govern the school is evident, which changes on an organizational, administrative, educational and curricular level with different visions and missions than in the past, confronting the issues and problems that the new generations look forward to in today’s society. Therefore, both the head teacher and the teacher are required increasingly complex skills not only disciplinary, technical-professional but above all socio-relational. The school of democratic autonomy therefore has the task of playing the game of cultural, educational and social change in the near future through a head teacher and a teacher who promotes inclusion, able to manage the school community, moving between governance and teaching. The real problem of the school of autonomy is, therefore, to rethink the cultural and professional role of the head teacher and the teacher and to relate these two central professions in the school of autonomy through an authentic training pact that makes the head teacher reacquire a specific educational leadership and teacher training based on a clear balance between teaching, culture and governance. The school of autonomy must, therefore, re-establish the correct balance between governance, teaching and the cultural project to build an inclusive school that can at the same time be the expression of a democratic, equitable school, which offers every student the possibility of develop its “unexpressed potential” and, at the same time, a school that is able to evaluate and guide each student’s talents and merit, understood as an expression of a responsible, not overly competitive comparison between the diversities that develop in the heterogeneity of the class.The school of autonomy is a process that is difficult to reverse.

It does not seem possible, in fact, in the social and economic situation of our time, to do without a school that allows you to relate your mission to the social and cultural needs in the territory in which it operates socially and culturally. And, precisely for this reason, to avoid the “empty classroom” and to guarantee a uniform and meaningful assessment throughout the national territory, it is important that the school of autonomy relaunches itself with a specific political and cultural reform to become a school of culture to train the citizen-worker who, in compliance with articles 2 and 3 of the Italian Constitution, is an expression of a citizenship based on the right-duty of solidarity and on the removal of the obstacle that prevents “the full development of the human person”. A school of “each and every one”, therefore, and a school that guarantees a new development of social democracy from below to build a better democracy linked to the possibilities of ethical, social and political development. Rethinking the cultural and political role of the headmaster and teacher seems to us a first significant step towards a new cultural project that can give hope for the quality of education and democracy of the Italian school in the context of the global economic, social and digital.

Objectives

The work of the group, within well-established research traditions or, in any case, to be defined, will attempt to clarify the dimension of didactic planning that the school manager must have in the context of his numerous and not always defined responsibilities. In the same research context, the group will try to define the research perspectives concerning teacher training which, in fact, represent a reference point for the construction of a democratic and inclusive school model and will initiate a reflection on managerial training school and the curricular teacher promoting inclusion, through programmatic lines and some reflections, proposals and intervention policies on aspects related to the professionalism of the two figures, on their ethical and professional skills and responsibilities, on specific initial, incoming and in-service training , taking into account the complexity and problematic nature of events within the governance of autonomous schools; the daily problems related to the management of school staff; the complex relationship with the pupils’ families; the distrust of local institutions and actors which, at times, appears insurmountable to overcome in order to co-build meaningful networks, in order to achieve common social and educational objectives.It is therefore a question of rethinking a new relationship of cultural and didactic collaboration between the teacher and the head teacher that can foster the construction of a high-quality inclusive school cultural model. The group will therefore try to deepen the relationship between governance and teaching by studying the possible “fruitful hybridizations” between the two research fields. All this is aimed at the construction of a new school of autonomy project, based on the alliance between the head teacher, the teacher and the families. A school of autonomy that builds the democracy of territories from below and designs citizenship as an epistemological key to building a more inclusive and equitable society, which can respond with clear ideas to the challenges of digital and economic globalization and which can therefore build a significant social and political response to the processes of social disintegration that develop in metropolitan, urban and peripheral territories, very often an expression of social unease, extreme marginality and great economic-social and educational poverty. It is a school of autonomy which, as an educating community, opens up in a dialogical and constructive relationship with families, in the spirit of educational co-responsibility founded in a clear way and without excessive bureaucratic complications, and with the political and institutional subjects of the social and civil territory, in which the school of autonomy designs its own institutional and cultural identity. To achieve the objectives, the group intends to organize seminars and a conference, as well as produce a scientific publication, as well as essays in some journals.