Convegno internazionale sugli studi di genere in ambito italiano e lusofono – 25-27 maggio 2020, Foggia

Su richiesta della Prof.ssa Antonella Cagnolati, segnaliamo il convegno internazionale sugli studi di genere in ambito italiano e lusofono.
Il convegno internazionale si terrà dal 25.05.2020 al 27.05.2020 a Foggia, presso l’Università degli Studi di Foggia.
Il termine stereotipo [dal greco stereòs (στερεο), duro, solido e typos (τύπος), immagine], ha il significato di immagine rigida. È il modo a cui la nostra mente ricorre per semplificare il raziocinio e costruire i propri riferimenti culturali e ideologici. Per meglio spiegare il concetto di stereotipizzazione/categorizzazione, possiamo ricorrere a quella che Lakoff (1987) definisce teoria classica delle categorie ovvero la convinzione che la categoria sia un contenitore di oggetti/persone con caratteristiche comuni. E non esiste nulla di più banale e
pericoloso – continua Lakoff – come la categorizzazione, per definire il nostro pensiero e costruire la realtà che ci circonda. Trattandosi di una opinione preconcetta, che si impone come cliché sui membri di una comunità l’applicazione dello stereotipo ci porta a considerare in maniera differente uno stesso comportamento, a seconda dell’attore coinvolto. Tutto ciò è particolarmente evidente e violento quando si ragiona di questioni di genere. Uomini e donne, sin dall’infanzia, vengono educati attraverso stereotipi che creano e ricreano aspettative limitando così le libertà individuali. Pensiamo, ad esempio, al bombardamento al quale siamo
sottoposti, per tutta la vita, da parte dei Mass Media con la diffusione di certe rappresentazioni sociali che ci forniscono risorse simboliche importanti nelle quali ci identifichiamo.Aurelia Casares (2008) ci ricorda che tutto ciò crea un modello vuoto, una struttura di contrasti e relazioni in cui si includono nozioni e valori che possono essere manipolati e utilizzati per uno scopo ben preciso. Esiste una necessità di adeguarci personalmente agli stereotipi e che corrisponde alla necessità di sentirci socialmente integrati. Per questa ragione, tale stabilità è sostenuta da un circolo sociale che produce un meccanismo di retroalimentazione tra immagini mentali (simboli, archetipi) e condizioni reali in cui uomini e donne si muovono. Queste ultime, al contrario, non costituiscono un modello stabile ma profondamente diversificato a seconda dell’ambiente culturale e sociale preso in considerazione. Gli Studi femministi, di genere, di cultura, sulle donne così come i movimenti LGBTIQA+ e le teorie queer danno il loro contributo per ripensare i ruoli di genere all’interno della società, attribuendo un nuovo significato ai modelli imposti per metterli, in questo modo, di fronte ad una morale conservatrice dai concetti fissi e statici.
Per maggiori informazioni: https://www.unifg.it/eventi/vi-congresso-sugli-studi-di-genere-ambito-italiano-e-lusofono

Locandina