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Call Pedagogia Oggi 2025/2

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Pedagogia Oggi

Rivista scientifica della SIPed

Società Italiana di Pedagogia

Pedagogia Oggi è articolata in due principali sezioni:

  • sezione Monografica, che accoglie articoli in risposta alla Call for Papers di seguito riportata;
  • sezione Miscellanea, che accoglie articoli svincolati dal tema della Call for

ATTENZIONE

Per entrambe le tipologie di proposta valgono le medesime procedure e tempistiche di invio abstract, valutazione, referaggio, consegna articolo e pubblicazione.

Call for Papers n.2/2025

“La cultura della scuola, tra esigenze curricolari e istanze di riforma”

 

L’espressione ‘cultura della scuola’ può riferirsi a molteplici prospettive e modi di pensare al mondo della scuola. Dal punto di vista dell’analisi e della riflessione teorica, tale concetto distingue fra la cultura che la scuola propone, costruisce e trasmette e le forme culturali attraverso cui viene concepita la scuola. Si pensi, ad esempio, alle analisi intorno ai diversi modelli di scuola che si sono susseguiti nel corso dei secoli e anche nella recente contemporaneità – a volte in modo conflittuale –, alle diverse visioni di società, di soggetto, di finalità e di obiettivi che la scuola – nelle sue diverse rappresentazioni socio-culturali e nelle sue concrete e storiche realizzazioni – persegue, a volte con piena intenzionalità a volte meno. Va comunque ricordato il fondamentale modello democratico rappresentato dalla ‘scuola della Costituzione’, per come essa è stata delineata nella carta democratica principale del Paese.
Il concetto di ‘cultura scolastica’ è stato poi elaborato dagli storici a partire dagli anni Ottanta, portando un contributo rilevante nel dibattito pedagogico, da più dimensioni e prospettive. Secondo questi autori esso è da intendersi come un insieme di norme che stabiliscono conoscenze da insegnare/apprendere, condotte da veicolare e un insieme di pratiche che ne permettono la trasmissione e l’acquisizione. Tale definizione va peraltro inquadrata dentro un certo modo di concepire la cultura della scuola, così come le sue finalità e i suoi compiti, evidenziando come, d’altra parte, altri modelli pedagogici pongano l’accento sul ruolo della scuola nella gestione partecipativa e democratica delle norme, sulla riflessione critica rispetto a quali comportamenti supportare negli allievi e nelle allieve attraverso una relazione educativa attenta all’ascolto delle loro caratteristiche, dei loro bisogni e delle loro aspirazioni. La nozione sopra ricordata, che esprime più in generale l’idea che la scuola sia un luogo dove si produce e non tanto si diffonde cultura, ha a che fare con la circolazione dei saperi disciplinari (e delle scienze dell’educazione), nonché con il mutare degli assetti istituzionali, organizzativi, sociali e metodologici dell’istruzione, senza tuttavia esaurirsi in essi. Piuttosto, riguarda quella che Yves Chevallard ha definito la “trasposizione didattica” dai saperi cosiddetti esperti, elaborati nelle università e nei centri di studi superiori, ai saperi che circolano in aula tra docenti e discenti.
Rientra in questa definizione lo studio del curricolo, della sua elaborazione attraverso i programmi scolastici, oggi Indicazioni nazionali, e della sua declinazione didattica quotidiana, da parte d’insegnanti e di allievi, nonché l’analisi delle mediazioni didattiche e valutative messe in atto, sulla scorta di valori e orientamenti. Rilevante dunque è l’esame dei manuali, delle tecnologie per l’insegnamento, della materialità educativa, la progettazione degli spazi e il loro concreto utilizzo (non trascurando l’essere corpo), la pianificazione dei tempi e la loro strutturazione interna, la predisposizione del setting e, ancora, l’osservazione concreta delle condizioni d’insegnamento/apprendimento in classe, nella loro complessità a partire dalle interazioni tra docente e discente.
Non basta: in che cosa si distinguono il grado primario e il secondario in termini di unità del sapere e strutturazione della cultura scolastica? È corretto anticipare al grado primario la disciplinarizzazione della conoscenza e, quindi, l’inserimento di docenti esperti (di scienze motorie, di musica, di arte, di lingua…)? Qual è, più in generale, il ruolo mediatore dell’insegnante e della scuola stessa nel favorire una conoscenza vissuta e partecipata, un saper fare e saper essere, per garantire una scuola aperta a tutte e tutti, democratica, inclusiva, in grado di promuovere benessere ed emancipazione? Come, intervenendo sulla cultura della scuola, a tutti i livelli, è possibile cambiare la scuola stessa? La scuola ha infatti la funzione antinomica di acquisire, trasmettere e co-costruire un patrimonio di conoscenze e valori nei quali si riconoscono le generazioni presenti e, nello spesso tempo, di attivare processi generativi, di aprire al nuovo, di allargare orizzonti, di dischiudere mondi sconosciuti.
A queste e ad altre domande ad esse connesse cercherà di dare risposta questo numero monografico che prioritariamente s’interroga sul nesso fra esigenze curricolari (di “operazionalizzazione” dei curricoli) e istanze di riforma.
In tale direzione, il prossimo numero di Pedagogia Oggi intende accogliere contributi focalizzati su riflessioni, ricerche e interventi inerenti alle seguenti aree:

1) Pedagogia generale e sociale

Per l’area della Pedagogia generale e sociale, i contributi attesi, di carattere teoretico- fondativo, epistemologico-metodologico e teorico-pratico, potranno sviluppare una riflessione sulla scuola intesa come istituzione educativa e formativa impegnata nella costruzione democratica del sapere, in costante dialogo con i mutamenti culturali e sociali e con la crescente complessità dei contesti e dei territori. Le proposte potranno articolarsi entro una prospettiva critica, attenta alle dimensioni individuali, relazionali, interculturali, digitali, ecologiche e della sostenibilità, con particolare riguardo al curricolo, ai dispositivi formativi, alla formazione degli insegnanti e ai processi d’inclusione e cittadinanza, all’orientamento, nonché alle sfide complesse poste dalla dispersione scolastica e dalla povertà educativa. Particolare rilevanza assumono le riflessioni che pongono al centro le soggettività nei processi dell’insegnare e dell’apprendere, riconoscendo nella pluralità delle differenze un principio fondativo per il ripensamento critico delle pratiche educative e delle politiche scolastiche. In tale orizzonte, la scuola si configura come luogo di elaborazione culturale e di esercizio della responsabilità pubblica della formazione, nella sua intrinseca valenza politica, capace di contrastare attivamente le disuguaglianze e di promuovere giustizia educativa, equità e piena attuazione del principio democratico.

2) Storia della pedagogia e dell’educazione

Per l’area della Storia della pedagogia e dell’educazione, i contributi potranno esaminare, in prospettiva diacronica, la realtà scolastica sotto una pluralità di sguardi: come laboratorio pedagogico-didattico con particolare riferimento ai modelli, agli aspetti organizzativi, ai contenuti, alle metodologie e ai relativi materiali didattici; come spazio di apprendimento; come comunità di relazioni e vissuti tra i diversi attori del processo educativo. È un’indagine che può essere condotta attraverso l’analisi di fonti documentali e archivistiche, iconografiche, materiali e orali, con un’attenzione rivolta anche all’educazione speciale e all’educazione di genere.
A titolo d’esempio, potranno essere trattati argomenti quali: il modificarsi dell’assetto istituzionale nei vari ordini e gradi dell’istruzione; i programmi scolastici; la storia delle singole discipline; la stampa periodica; le metodologie d’insegnamento-apprendimento; i manuali e l’editoria scolastica; le collezioni e gli oggetti didattici, anche all’interno di mostre didattiche e di esposizioni universali; i cataloghi commerciali e l’industria scolastica; l’edilizia e gli arredi scolastici; le scuole all’aperto; la rappresentazione della scuola nella letteratura per l’infanzia.
Saranno accolti contributi che presentino carattere di originalità nell’approccio e nelle fonti utilizzate e che si segnalino per rigore metodologico.

3) Didattica e Pedagogia speciale

Per l’area della Didattica e della Pedagogia speciale, i contributi attesi affronteranno il tema del rapporto tra “esigenze curricolari” e istanza di riforma. Essi s’interrogheranno su temi tanto cruciali quanto complessi, anche in termini di relazioni tra elementi apparentemente opposti: il rapporto tra la valorizzazione dei talenti di ciascuno e ciascuna e la risposta ai bisogni di tutti e tutte; l’insegnare e l’imparare, ovvero i ruoli e il rapporto tra insegnante e studenti e tra saperi e apprendimenti nella didattica trasmissiva e/o nella didattica attiva; la visione dell’insegnamento e dell’apprendimento a partire dalla scuola dell’infanzia; il rapporto tra l’insegnamento-apprendimento di saperi e abilità da un lato e di competenze dall’altro; il rapporto tra valutazione formativa e didattica per l’inclusione e l’equità, il ruolo e le caratteristiche degli ambienti di apprendimento anche in riferimento alle tecnologie.

4) Pedagogia sperimentale

L’area della Pedagogia sperimentale includerà contributi di ricerca volti a indagare il concetto di cultura della scuola come oggetto e soggetto della sperimentazione educativa da un punto di vista teorico, metodologico e applicativo. In particolare, le proposte potranno spaziare tra le tematiche di studio che riguardano:

  • la pedagogia sperimentale come motore d’innovazione educativa attraverso procedure scientifiche per l’individuazione di strumenti teorici e di buone pratiche per una scuola che sviluppi le potenzialità individuali e la formazione autonoma e critica, rimodulando in tal senso i processi di rilevazione, misurazione, verifica e valutazione dei fattori in gioco negli ambienti di apprendimento evolutivi;
  • la scuola come luogo di produzione culturale, motore della trasformazione organizzativa, socioeconomica e anche istituzionale dell’educazione e quindi contesto di applicazione sperimentale e metodologica possibile, cioè realizzabile, delle pratiche e delle politiche innovative introdotte per l’equità e la qualità dei sistemi educativi e formativi;
  • la scuola come laboratorio sperimentale di modelli e metodologie d’insegnamento in relazione allo sviluppo professionale dei docenti nelle prassi educative e formative, in riferimento ad esempio alla progettazione degli spazi come ambienti di apprendimento, ai tempi e ai modi di utilizzo delle tecnologie per l’insegnamento; alla attenzione verso il soggetto che apprende come incorporato in una cultura della scuola situata e distribuita; alla osservazione delle interazioni tra docenti e studenti nella concretezza delle prassi scolastiche.

I contributi di ricerca dovranno essere strutturati con un’articolazione che illustri la base di partenza scientifica teorica, la metodologia utilizzata per l’impianto sperimentale, i risultati corredati dall’analisi dei dati, la discussione, le conclusioni e il work in progress.

Avvertenze per la proposta degli abstract

 La deadline per l’invio degli abstract è fissata al 30.06.2025.
Per partecipare alla Call occorre essere soci SIPED in regola con le quote sociali (nel caso in cui s’intenda presentare un articolo a doppia firma, ciò vale per entrambi gli autori) e scaricare e compilare accuratamente il template presente sul sito della rivista.
Non sono ammessi più di due coautori.
I soci junior possono presentare articoli solo a firma singola e solo per la sezione Monografica.
Gli abstract presentati in maniera difforme rispetto a quanto indicato nel template o non completi non saranno valutati dai Curatori del numero.
I Curatori di questo numero sono le Professoresse Gabriella D’Aprile (Università di Catania), Maria Cristina Morandini (Università di Torino), Chiara Bertolini (Università di Modena e Reggio Emilia), Flavia Santoianni (Università di Napoli Federico II).
Gli abstract dovranno essere inviati alla casella cfp_pedagogia_oggi@siped.it entro la data indicata, specificando nell’oggetto “PROPOSTA ABSTRACT – Pedagogia oggi 2/2025”.
Si precisa che gli abstract saranno selezionati sulla base dei seguenti criteri:

  • originalità rispetto allo stato dell’arte;
  • robustezza delle scelte metodologiche;
  • rilevanza scientifica e impatto;
  • pertinenza al tema della

Si sottolinea, infine, che a parità di valutazione degli abstract saranno privilegiati quelli di articoli prodotti in lingua diversa dall’italiano (inglese, francese, spagnolo) con coautore/i straniero/i anche se non affiliati alla SIPED.
Gli abstract saranno valutati entro il 21.07.2025.
Gli articoli dovranno pervenire alla rivista tassativamente entro il 29.09.2025.
Si ricorda nuovamente agli autori che Pedagogia Oggi accoglie anche articoli fuori Call che saranno ospitati nella sezione Miscellanea.

 

Pedagogia Oggi

Scientific journal of SIPED – Società Italiana di Pedagogia

Pedagogia Oggi is divided into two main sections:

  • Monographic section, which includes articles in response to the Call for Papers below;
  • Miscellaneous section, which welcomes articles on other

For both types of proposal, the same procedures and timings apply for the sending of abstracts, and the evaluation, review, delivery and publication of articles.

 

 Call for Papers n. 2/2025

School culture, from curricular needs to requests for reform

 

The expression ‘school culture’ can refer to a multitude of perspectives and ways of thinking about the world of education. From the point of view of theoretical analysis and reflection, this concept distinguishes between the culture that schools propose, build, and transmit, and the cultural forms through which the school itself is conceived. Consider, for example, the analyses of the different models of school that have succeeded each another, sometimes in conflicting ways, over the centuries and even in recent times, as well as the different visions of society, the individual, and the aims and objectives pursued by schools, sometimes fully intentionally and other times less so, through their various socio-cultural representations and their concrete and historical realizations. Throughout, it is important to remember the fundamental democratic model represented by the ‘school of the Constitution’, as outlined in the country’s main democratic charter.
From the 1980s onwards, the concept of ‘school culture’ was then further developed by historians, who made significant contributions from a range of perspectives and in multiple dimensions. According to these authors, the concept can be understood as a set of rules that establish what knowledge is to be taught/learned and what conduct is conveyed, together with a set of practices that allow the transmission and acquisition of these elements. This definition must, moreover, be understood within a particular conception of school culture, as well as its aims and functions. At the same time, it highlights how other pedagogical models emphasize the role of the school in managing rules in a participatory and democratic manner, and in fostering critical reflection on which behaviors to support in students—through an educational relationship that actively listens to their characteristics, needs, and aspirations. The notion mentioned above, which more generally expresses the idea that school is a place where culture is produced rather than simply disseminated, has to do with the circulation of disciplinary knowledge (and educational sciences), as well as with the changing institutional, organizational, social and methodological structures of education, without however being limited to them. Rather, it concerns what Yves Chevallard defined as the “didactic transposition” from so-called expert knowledge, developed in universities and higher education centers, to knowledge that circulates in the classroom between teachers and students.
This definition includes the study of the curriculum, its development through school programs (now national guidelines), and its daily teaching practices, as well as analysis of the teaching and assessment strategies implemented on the basis of values and orientations. Therefore, examining teaching manuals, teaching technologies, educational materials, how spaces are designed and actually used (without neglecting the body), time planning and its internal structuring, the preparation of settings and, again, real-life observation of the teaching/learning conditions in the classroom in all their complexity, starting from the interactions between teacher and student, are all important aspects.
But that’s not all: how do primary and secondary level education differ in terms of unity of knowledge and the structuring of school culture? Is it desirable to introduce the disciplinary nature of knowledge at primary school level and, therefore, involve subject-specific teachers (experts in physical education, music, art, language, etc.)? More generally, what is the mediating role of the teacher and the school itself in promoting lived and shared knowledge? How, by intervening in the culture of schools, at all levels, is it possible to change schools themselves? Schools hold the antinomic function of acquiring, transmitting and co-constructing a heritage of knowledge and values in which current generations recognize themselves and, at the same time, of activating generative processes, of opening to the new, of broadening horizons, of disclosing unknown worlds. This special issue will try to answer these and other related questions, which primarily examine the connection between curricular needs (of the “operationalization” of curricula) and requests for reform.
In this regard, the next issue of Pedagogia Oggi would like to welcome contributions that focus on reflections, research and interventions relating to the following areas:

1) General and Social Pedagogy

In the area of General and Social Pedagogy, the expected contributions—of theoretical- foundational, epistemological-methodological, and theoretical-practical character—may develop a reflection on the school as an educational and formative institution engaged in the democratic construction of knowledge. This is to be understood as taking place in constant dialogue with cultural and social changes and with the increasing complexity of contexts and communities. Proposals may be articulated within a critical perspective that pays attention to individual, relational, intercultural, digital, ecological, and sustainability dimensions, with particular attention to the curriculum, educational tools, teacher training, processes of inclusion and citizenship, student guidance, as well as the complex challenges posed by school dropout and educational poverty. Especially relevant are reflections that place subjectivities at the center of teaching and learning processes, recognizing the plurality of differences as a foundational principle for the critical rethinking of educational practices and school policies. Within this horizon, the school is configured as a place of cultural development and the exercise of public responsibility in education—bearing an inherently political value—capable of actively combating inequalities and promoting educational justice, equity, and the full realization of the democratic principle.

2) History of Pedagogy and Education

In the area of the History of Pedagogy and Education, contributions may examine, from a diachronic perspective, the reality of schooling through multiple lenses: as a pedagogical-didactic laboratory, with particular reference to models, organizational aspects, content, methodologies, and related teaching materials; as a space for learning; or as a community of relationships and experiences shared by the various actors in the educational process. This investigation may be conducted through the analysis of documentary and archival sources, as well as iconographic, material, and oral sources, with attention also given to special education and gender education.
Examples of potential topics include: changes in the institutional structure across various levels of education; school curricula; the history of individual disciplines; periodical press; teaching-learning methodologies; textbooks and school publishing; teaching collections and objects, including within educational exhibitions and world fairs; commercial catalogs and the school industry; school architecture and furnishings; open-air schools; and the representation of school in children’s literature. Contributions should demonstrate originality in the approach and sources used and stand out for their methodological rigor.

3) Didactics and Special Pedagogy

In the area of Didactics and Special Pedagogy, contributions are invited to address the relationship between “curricular needs” and the drive for reform. They may explore crucial and complex themes, including the relationship between the enhancement of each student’s unique talents and meeting the needs of all; the dynamic between teaching and learning, i.e., the roles and relationship between teachers and students, and between knowledge and learning, within both transmissive and active teaching approaches; the vision of teaching and learning starting from early childhood education; the relationship between the teaching-learning of knowledge and skills on one hand and of competences on the other; the relationship between formative assessment and teaching for inclusion and equity; and the role and characteristics of learning environments, including the use of educational technologies.

4) Experimental Pedagogy

The area of Experimental Pedagogy will include research contributions that seek to explore the concept of school culture as both the object and subject of educational experimentation from theoretical, methodological, and applied perspectives. In particular, proposals may cover topics such as:

  • Experimental pedagogy as a driver of educational innovation through scientific procedures for identifying theoretical tools and best practices, fostering a school that develops individual potential and autonomous, critical thinking, thereby reshaping processes of detection, measurement, verification, and evaluation within evolving learning environments;
  • The school as a place of cultural production and an engine of organizational, socioeconomic, and institutional transformation in education—thus a feasible and applicable context for experimental and methodological practices and innovative policies designed to improve equity and quality in educational systems;
  • The school as an experimental laboratory for teaching models and methodologies related to teachers’ professional development in educational and formative practices—for example, in the design of spaces as learning environments, the timing and use of educational technologies, the attention paid to the learner as one embedded in a situated and distributed school culture, and the observation of teacher-student interactions within school practices.

Research contributions should be structured to include the theoretical scientific foundation, the methodology used in the experimental design, results supported by data analysis, discussion, conclusions, and a description of ongoing work.

Notes regarding the proposal of abstracts

 The deadline for sending abstracts is 30.06.2025.
To participate in this Call for Papers, you must be a SIPED member with up-to-date membership fees (if you intend to submit a co-authored article, this applies to both authors) and must download and carefully fill in the template on the journal website.
No more than two co-authors are allowed.
Junior members may only submit articles as sole authors and only for the Monographic section.
Abstracts that do not conform to the template instructions or are incomplete will not be considered by the issue’s Editors.
The Editors of this issue are Professors Gabriella D’Aprile (University of Catania), Maria Cristina Morandini (University of Turin), Chiara Bertolini (University of Modena and Reggio Emilia), and Flavia Santoianni (University of Naples Federico II).
Abstracts must be sent to the email address cfp_pedagogia_oggi@siped.it by the specified deadline, with the subject marked as “PROPOSAL ABSTRACT – Pedagogia oggi 2/2025”.
Please note that abstracts will be selected on the basis of the following criteria:

  • originality with respect to the state of the art;
  • robustness of methodological choices;
  • scientific relevance and impact;
  • relevance to the theme of the

Finally, please note that in the event of abstracts being evaluated as equal, preference will be given to articles written in a language other than Italian (English, French, or Spanish) and co- authored with foreign scholars and researchers not affiliated with SIPED.
Abstracts will be evaluated by 21.07.2025.
Articles must be sent to the journal without fail by 29.09.2025.
Authors are reminded again that Pedagogia Oggi also accepts articles on subjects unrelated to this Call, which will be hosted in the Miscellaneous section.

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