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Call for Papers Rivista Numero 1/2024 della Rivista "Educational Reflective Practices" sul tema "Dovremmo essere tuttə femministə. Un'educazione antisessista e intersezionale per liberare la società dalla violenza delle sue gerarchie e promuovere una cultura di reciprocità e giustizia"

Call for Papers Rivista “Educational Reflective Practices” sul tema “Dovremmo essere tuttə femministə. Un’educazione antisessista e intersezionale per liberare la società dalla violenza delle sue gerarchie e promuovere una cultura di reciprocità e giustizia”

Call for Papers Rivista “Educational Reflective Practices” sul tema “Dovremmo essere tuttə femministə. Un’educazione antisessista e intersezionale per liberare la società dalla violenza delle sue gerarchie e promuovere una cultura di reciprocità e giustizia”

Su richiesta delle prof.sse Loretta Fabbri, Francesca Bracci e Nicolina Bosco, segnaliamo la Call for Papers Numero 1/2024 della Rivista “Educational Reflective Practices” sul tema “Dovremmo essere tuttə femministə. Un’educazione antisessista e intersezionale per liberare la società dalla violenza delle sue gerarchie e promuovere una cultura di reciprocità e giustizia”.
I fenomeni del femminicidio e della violenza patriarcale nelle rappresentazioni dei media e nei discorsi politici – nonostante persistano narrazioni mainstream di carattere emergenziale e improntate al sensazionalismo che continuano a ridurli a dimensione privata, quasi medicalizzata, passione amorosa disfunzionale o tratti abnormi di personalità individualizzate – hanno acquisito grande rilevanza e attirato l’attenzione pubblica verso un graduale riconoscimento della loro determinazione politico- sociale e culturale. Raccogliere a livello internazionale in modo sistematico e omogeneo dati statistici sui fenomeni della violenza patriarcale e del femminicidio così da contrastarli e prevenirne il perpetuarsi è tra gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.
Questo traguardo coinvolge anche l’Italia dove, per esempio, i dati ufficiali sui femminicidi, forniti da report a cura dell’Istat e del Ministero dell’Interno, sono aggiornati con tempistiche diverse e non seguono nella stesura gli stessi criteri metodologici. Sono tuttavia più che comprensibili quelle strategie retoriche di presentazione del problema che fanno leva quasi necessariamente sui numeri e su uno stile talvolta iperbolico per segnalare l’esigenza di azioni e cambiamenti radicali.
È aumentata la visibilità del femminicidio nella cronaca giornalistica, soprattutto nella versione online delle testate nazionali (solo per citare alcuni titoli: “Femminicidi, i numeri del massacro: in Italia uno ogni tre giorni”; “L’odio contro le donne ci circonda, ogni tre giorni una viene uccisa: cosa stiamo sbagliando?”; “Femminicidi, l’inizio del 2024 è da incubo: uno ogni due giorni”) così come i monitoraggi sulla violenza patriarcale realizzati da regioni, servizi territoriali e associazioni. Una delle sfide ancora aperte riguarda la dimensione simbolica della costruzione del femminicidio e della violenza patriarcale come problemi sociali, educativi e culturali, cioè l’esplicitazione dei presupposti ordinari della vita quotidiana in cui permane un sessismo sistemico istituzionalizzato.
In un momento storico segnato da un ritorno di atteggiamenti patriarcali e forme di suprematismo, nuove generazioni di attiviste, dalle Xenofemministe al movimento Non Una Di Meno, portano avanti le lotte delle donne e di persone LGBTQ+, al fianco di celebrità femministe come Beyoncé e Lady Gaga. Femministe, attiviste per l’emancipazione, antirazziste sono entrate a far parte della cultura popolare contemporanea. Ciò che trent’anni fa sarebbe stato considerato blasfemo, oggi è banalità, trasmessa in diretta streaming sui nostri schermi.
Questo numero della Rivista “Educational Reflective Practices” è interessato a raccogliere i contributi di ricercatrici e ricercatori che condividono la convinzione secondo cui le università debbano correre il rischio della complessità contro semplificazioni populiste e assumersi la responsabilità di svelare la verità del potere per essere all’altezza delle contraddizioni della tarda postmodernità, promuovendo una didattica antisessista e intersezionale.
La scadenza per l’invio dei contributi: 15.03.2024.
L’esito dei referaggi: 01.05.2024.
La pubblicazione del numero: 07.2024.
Per maggiori informazioni: https://journals.francoangeli.it/index.php/erpoa/index

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