Su gentile richiesta delle Prof.sse Simonetta Ulivieri, Francesca Dello Preite, Michela Baldini e Dalila Forni, segnaliamo la Call for Paper per il numero 2/2025 della Rivista “Women&Education” sul tema “Genere e insegnamento. Percorsi educativi, progettazioni scolastiche e pratiche didattiche”.
La presente Call di “Women & Education” pone il problema del superamento nell’insegnamento scolastico, dal nido alle scuole superiori, dei condizionamenti educativi acquisiti, proponendo una didattica e dei contenuti di genere.
La Pedagogia di genere in Italia da diversi decenni si occupa della relazione educativa in classe tra docenti e allievi/e e della formazione di un rapporto di rispetto tra maschi e femmine. A partire dal classico Dalla parte delle bambine di Elena Gianini Belotti (1973), il mondo pedagogico accademico comincia gradualmente a prendere atto che i movimenti femministi delle insegnanti reclamano nuovi modelli educativi da proporre a scuola, a partire dai libri di testo e dai saperi così come vengono da sempre tramandati in forme maschiliste, con libri di testo di storia recanti solo presenze maschili o libri di testo di scienze dove le figure femminili si affacciano molto raramente. E proprio nelle scuole di ogni ordine e grado dove la presenza femminile come docenti è altissima, si continua a tramandare spesso tramite donne insegnanti inconsapevoli della loro identità di genere, figure e modelli esistenziali che la società stessa sta superando, soprattutto dopo la rivoluzione culturale del ’68 (Pinto Minerva, 1977).
Con il movimento della “Pedagogia della differenza” diffuso tra Verona, Padova e Milano le cose cambiano, e poi a partire dagli anni Novanta assistiamo ad un ricco fiorire di studi Pedagogici sull’istruzione e l’educazione delle donne. Nella scuola si inizia a diffondere attraverso nuove, giovani generazioni di docenti una didattica contro gli stereotipi di genere, l’idea di far crescere insieme bambine e bambini senza costrizioni e percorsi rigidi (Guerrini, 2017). La società del Duemila in gran parte appoggia questi cambiamenti e le innovazioni che recano nei percorsi educativi. Anche perché anche le famiglie stesse si trasformano e con esse i ruoli parentali (Gigli, 2011; Loiodice, 2014; Roverselli, 2017).
Nelle scuole medie e superiori i rapporti tra ragazze e ragazzi divengono spunto di didattiche in classe, riconoscimento di identità diverse ma paritarie, rifiuto della prevaricazione di un sesso sull’altro.
Ci si rende sempre più conto che anche gli atti di violenza uomo/donna, lo stesso femminicidio diffuso, hanno necessità per essere superati e rimossi di una educazione nuova rivolta sia alle ragazze per decostruire il loro immaginario e far acquisire loro una maggior consapevolezza identitaria, sia i maschi perché riescano a superare il maschilismo tossico loro inculcato e introiettato per secoli di “cattiva educazione” (Ulivieri, Burgio, Lopez, Crivellaro e Nardone).
Gli abstract, con titolo e cinque parole chiave, sia in italiano che in inglese, vanno inviati ai seguenti indirizzi: w&e@pensamultimedia.it; simonetta.ulivieri@unifi.it entro il 10.07.2025.
- Risposta agli Autori/Autrici per accettazione contributi: 25.07.2025.
- Invio articolo tramite piattaforma OJS: 05.10.2025.
- Pubblicazione entro il 31.12.2025.

