Su richiesta del prof. Cosimo Costa, segnaliamo la Call for Paper Rivista “Pedagogia e Vita” sul tema “Oltre le competenze”.
La competenza è una cosa buona. Il mondo moderno, se vogliamo seguire l’analisi weberiana, fonda la legittimità di ogni potere non sulla tradizione o il carisma, ma sulla competenza e sul sapere. In un momento in cui ogni opinione sembra voler assurgere a verità, in cui si mette in discussione la differenza tra doxa ed episteme, spingendo il nostro tempo verso la società della post-verità, la scienza appare ancora come un’ancora di salvezza. Avremmo bisogno di politici, scienziati, tecnici, educatori, adulti, competenti e responsabili. Essere competente è sicuramente una qualità apprezzata in ogni settore.
La nostra è una società basata sulle competenze, così come su di esse è basata anche l’istruzione e la formazione. Eppure esiste un rischio che sta correndo la politica educativa, la stessa pedagogia e la didattica, che sembrano non aver più a che fare con bambini e ragazzi in carne ed anima ma con stereotipi ed astrazioni, con cataloghi di competenze. Non con persone e con soggetti, ma con abilità descrivibili in termini di comportamento, valutabili dalla pedagogia per obiettivi e programmabili dalle tecnologie dell’istruzione. In ultima istanza, con oggetti delle metodologie senza vocazione. Alunni che finiscono vittime di quelle che sono state chiamate inflazione educativa e finzione pedagogica, che si esercitano e si simulano nei sistemi educativi e nei documenti ministeriali. Con effetti spesso paradossali e deludenti. Interrogarsi su queste tematiche è l’intento del numero monografico che qui presentiamo.
Certo, dare un titolo così sa certamente di provocatorio, dunque diamo questo titolo! L’intenzione è quella di suscitare una pedagogia critica. E questa è tale se si pone domande radicali: ciò che desideriamo è effettivamente ciò che dovremmo desiderare? E, soprattutto, è giusto educare per adattarsi ad una società come l’attuale? La critica va intesa in una nuova interrogazione, non adattiva o solo funzionale, non solo relativa alle tecniche e ai mezzi, ma anche ai contenuti e agli scopi, sul ruolo e la funzione dell’educazione rispetto alle condizioni sociali oggi esistenti, caratterizzate dall’acuirsi di più crisi: quella ambientale-naturale, quella del sistema di produzione-consumo, quella dell’eguaglianza sociale e della fiducia nella democrazia, quella epistemologica della sfida della complessità.
Al fine di trovare un linguaggio e soluzioni alternative alla meccanizzazione della mente e alla learnification dell’educazione. La pedagogia critica solleva un problema etico e politico, non solo educativo ed epistemologico.
I contributi attesi non dovranno superare le 25.000 battute (spazi e note comprese); potranno essere realizzati in italiano e inglese e saranno selezionati attraverso un processo di double blind review; dovranno essere inviate attraverso email, avente per oggetto “Pedagogia e Vita 1/2025”, entro e non oltre il 28.02.2025, al seguente indirizzo: redazione.pedagogiaevita@gmail.com
La Direzione della rivista si riserva di decidere quali contributi inviare al referaggio e successivamente quali troveranno spazio nel numero cartaceo o nel numero on line. Vi preghiamo inoltre di attenervi scrupolosamente alle norme redazionali che potrete trovare al seguente link: https://riviste.gruppostudium.it/pedagogia-e-vita/collabora-con-noi
Per maggiori informazioni: https://riviste.gruppostudium.it/pedagogia-e-vita/cfp-pev

Convegno “ATLarchINC. Integrazione delle strategie di inclusione scolastica. Un atlante innovativo per l’architetto” – 5 ottobre, Firenze
Su gentile richiesta del Prof. Zoran Lapov, segnaliamo il Convegno “ATLarchINC. Integrazione delle strategie di inclusione scolastica. Un atlante innovativo per l’architetto”, organizzato dal Dipartimento Dida e il Dipartimento Forlipsi
