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Call for Paper Rivista "Graphos. Rivista internazionale di Pedagogia e didattica della scrittura" sul tema "Scrittura e intelligenza artificiale: un binomio possibile?" - Copertina

Call for Paper Rivista “Graphos. Rivista internazionale di Pedagogia e didattica della scrittura” sul tema “Scrittura e intelligenza artificiale: un binomio possibile?”

Call for Paper Rivista “Graphos. Rivista internazionale di Pedagogia e didattica della scrittura” sul tema “Scrittura e intelligenza artificiale: un binomio possibile?”

Su richiesta dei Proff. Roberto Travaglini e Cinzia Angelini, segnaliamo la Call for Paper della Rivista “Graphos. Rivista internazionale di Pedagogia e didattica della scrittura” sul tema “Scrittura e intelligenza artificiale: un binomio possibile?”.
Secondo la sua definizione, l’Intelligenza Artificiale (IA) è una branca dell’ingegneria che ha per obiettivo la realizzazione di macchine intelligenti, concepite per lavorare, reagire e comprendere il linguaggio, esattamente come fanno gli uomini. Oggi le macchine dotate di IA sono in grado di riconoscere schemi complessi, sintetizzare informazioni, desumere conclusioni e fare previsioni – tutte attività che fino a non molto tempo fa si ritenevano esclusive dell’uomo.
In un suo recente articolo il famoso linguista Noam Chomsky sottolinea come la recente ondata di interesse per l’IA sia contemporaneamente fonte di preoccupazione e ottimismo: ottimismo perché l’intelligenza è il mezzo con cui risolviamo i problemi; preoccupazione perché gli attuali sistemi di IA incorporano una comprensione limitata e imperfetta del linguaggio e della conoscenza umana.
In particolare, Chomsky evidenzia come ChatGPT e sistemi simili siano essenzialmente motori statistici che cercano schemi nei dati, senza alcuna reale comprensione dei meccanismi linguistici e cognitivi, e ricorda che l’intelligenza autentica richiede creatività, ma anche capacità critica, possibilità di errore nonché correzione degli errori. Richiede la formulazione di spiegazioni, non solo l’inferenza di correlazioni. E richiede infine una capacità di pensiero morale, di bilanciare creatività e vincoli etici.
La scrittura a mano ha ancora senso nell’era dell’IA o anche questa sarà resa perfetta dagli algoritmi? Il prossimo numero di Graphos intende mettere in campo i numerosi interrogativi che riguardano l’IA sul possibile rapporto, attuale e futuro, con la scrittura in un appassionante confronto tra le diverse visioni pedagogiche.
I contributi potranno essere di carattere teoretico-fondativo, epistemologico-metodologico, teorico e pratico; storico-pedagogico e educativo; didattico-metodologico, con riferimento ai principi e ai modelli d’insegnamento della scrittura a mano, e anche alla progettazione di plausibili percorsi di formazione degli insegnanti; di carattere attuativo, con riferimento alle problematiche d’implementazione e gestione degli interventi educativi e inclusivi a fronte di riscontrate problematiche nei processi d’insegnamento-apprendimento della scrittura; di carattere teorico, empirico o sperimentale, nella prospettiva della ricerca empirica e della riflessione sugli interventi tesi al miglioramento della professionalità docente in ordine ai processi didattico-metodologici del linguaggio scritto nel suo mutare al mutare dei processi culturali.
Inoltre, come per tutti i numeri, la rivista contempla una sezione dedicata a contributi a tema libero, collocabili nell’ampio e plurale settore delle scienze educative.
Per maggiori informazioni: https://graphos.info/index.php/graphos/announcement/view/5

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