Call for paper rivista “Educazione Interculturale. Teorie, Ricerche, Pratiche” sul tema “Plurilinguismo e accoglienza delle lingue di provenienza delle bambine e dei bambini di origine straniera nei contesti educativi e scolastici”

Su richiesta della prof.ssa Stefania Lorenzini, segnaliamo la call for paper volume 19 per il numero 2/2021 della rivista “Educazione Interculturale. Teorie, Ricerche, Pratiche” sul tema “Plurilinguismo e accoglienza delle lingue di provenienza delle bambine e dei bambini di origine straniera nei contesti educativi e scolastici”.
I fenomeni di mobilità transnazionale a livello planetario portano all’interno dei contesti sociali, scolastici ed educativi una pluralità di differenti peculiarità e in relazione a tale dato di fatto, da tempo, i sistemi educativi si trovano di fronte alla necessità di considerare molteplici aspetti legati all’accoglienza dei/delle bambini/e con background migratorio, alle loro opportunità di socializzazione e apprendimento, alla loro crescita e benessere, alle loro possibilità di realizzazione futura e di partecipazione attiva nella società. Entro questa eterogeneità dalle plurime dimensioni, da quelle di genere, a quelle relative alla varietà di tratti somatici e colori della pelle, sino a quella dei differenti progetti di vita individuali, riferimenti valoriali, culturali, religiosi, linguistici, intendiamo dedicare il numero della Rivista Educazione Interculturale 2/2021 al versante delle lingue madri e dell’incontro con differenti lingue e linguaggi che coinvolge chi si trova a vivere in un contesto linguistico-culturale diverso da quello di nascita. La complessa esperienza della migrazione – personale e diretta o vissuta dai figli/e attraverso i percorsi familiari – comporta per l’individuo, anche, il compito di gestire due o più lingue, in una condizione di drastici cambiamenti e delicati equilibri da mantenere e/o ricostituire; una condizione entro la quale, auspicabilmente, strutturare un’identità integra e integrata, base necessaria di una crescita armoniosa. La scuola e i contesti educativi in genere hanno la responsabilità di tenere conto dei patrimoni linguistici che portano con sé coloro che giungono in un nuovo contesto e di agire nella consapevolezza che una lingua non è un guanto, uno strumento usa e getta e non può semplicemente essere tolta per indossarne un’altra, poiché innerva la nostra vita psicologica, i nostri ricordi, associazioni, schemi mentali (Tullio De Mauro). Nella consapevolezza che mediante i primi contatti comunicativi con l’ambiente circostante i bambini/e non acquisiscono soltanto una lingua quale strumento di espressione, ma anche regole, rappresentazioni e significati condivisi. Interiorizzano una logica e un ordine concettuale che struttura e modella, fa comprendere qual è il proprio posto nel mondo. Poiché attraverso quella lingua costruiscono giorno dopo giorno la loro identità (Graziella Favaro). Alla luce di studi scientifici che hanno mostrato le possibili criticità, ma soprattutto i vantaggi del bilinguismo, e che hanno sottolineato la rilevanza del mantenimento della lingua materna ai fini del positivo apprendimento della cosiddetta L2 (vedi per es. gli studi di Ellen Bialystok; Jim Cummins; Gabriele Pallotti; Edith Cognigni; Raffaella Biagioli e Gloria Giudizi), oltre che del sostegno all’autostima e all’identità individuale (e gruppale), non si pongono solo questioni inerenti la didattica dell’italiano come lingua seconda, ma – e possibilmente in sinergia – anche cruciali interrogativi su come valorizzare patrimoni linguistici diversi nei contesti educativi e scolastici. È possibile fare di tali “patrimoni” una risorsa a disposizione di tutte/i in senso plurale, alloctoni e nativi? Quale apporto può dare la prospettiva pedagogica ed educativa interculturale in tale ambito? Quale contributo sul piano di un’analisi dei setting educativi può eventualmente fornire l’antropologia dell’educazione? Con il Vol. 19, N. 2, della rivista Educazione Interculturale. Teorie, Ricerche, Pratiche, che sarà edito in novembre 2021, si intende realizzare un Dossier monografico che favorisca la riflessione e lo scambio intorno a tali interrogativi.
La call è aperta a docenti e ricercatrici/ricercatori di ambito accademico e si propone come occasione per fare il punto sullo stato dell’arte della ricerca sul mantenimento delle lingue (e con esse di aspetti delle culture) d’origine in bambine/i con background migratorio e, più in generale, sulle implicazioni pedagogiche ed educative interculturali del plurilinguismo, aprendosi a contributi sia di natura teorica, sia di ricerca, sia anche applicativa e tale da portare esempi di progettazioni e/o interventi messi in atto in diversi contesti educativi e scolastici. Le curatrici del Dossier monografico, Stefania Lorenzini (Università di Bologna) e Sara Giulivi (SUPSI, CH) attendono entro e non oltre il 10 giugno 2021 l’invio di abstract, danno riscontro in merito all’accettazione/rifiuto entro il 20 giugno, e attendono contributo completo entro e non oltre il 10.09.2021. Seguiranno referaggi in doppio cieco.
Le norme per gli autori sono presenti in https://educazione-interculturale.unibo.it/about/submissions#authorGuidelines
Abstract e contributi devono essere inviati ai seguenti 3 indirizzi email: [email protected]; [email protected]; [email protected]
Per maggiori informazioni: https://educazione-interculturale.unibo.it

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