2020-03-05 – Call Pedagogia Oggi 2020/2

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Pedagogia Oggi 2020/2

Call for Papers

Disagio educativo e inclusione sociale

Editors
Marco Catarci, Milena Santerini, Caterina Sindoni, Tamara Zappaterra

Gli esiti della ricerca nel campo educativo offrono una “cassetta degli attrezzi” per la definizione di risposte adeguate alle istanze e criticità più urgenti della società contemporanea. In questa prospettiva, tali esiti muovono anche una critica radicale alle dinamiche che generano o legittimano esclusione, subalternità, marginalità e violenza. Destinatari privilegiati della pratica educativa divengono, così, in primo luogo coloro che sono in condizione di vulnerabilità sociale, frequentemente soggetti a una minore capacità di esercizio di diritti, ovvero a una limitata possibilità di tradurre i diritti in realtà effettiva.
In questo senso, la presente call di “Pedagogia Oggi” intende offrire un quadro di riferimento aggiornato su orientamenti, sviluppi, evidenze empiriche e nodi critici sul vasto tema del disagio educativo e dell’inclusione sociale.
Alcuni temi che possono essere oggetto di proposte da parte della comunità scientifica vengono di seguito segnalati con particolare riferimento ai campi della pedagogia generale e sociale, della storia della pedagogia e dell’educazione, della didattica e pedagogia speciale e della pedagogia sperimentale
Per quanto riguarda l’area della pedagogia generale e sociale, possono essere oggetto di proposta contributi di carattere teoretico-fondativo ed epistemologico-metodologico, che approfondiscano, per fare qualche esempio, le basi teoriche di una prospettiva educativa trasformativa, volta a incidere sulle dinamiche di esclusione e marginalizzazione, a partire da una fondamentale consapevolezza della natura storica, sociale e politica di tali processi.
Si sollecitano, inoltre, contributi nel campo pedagogia sociale e interculturale, che evidenzino le valenze dell’educazione come approccio intenzionale di promozione del dialogo e del confronto culturale rivolto a tutti i cittadini, per rendere le diversità (culturali, di genere, di classe sociale, biografiche, ecc.) un punto di vista privilegiato per promuovere i processi educativi.
Contributi nel campo dell’educazione degli adulti, della pedagogia del lavoro e della formazione potrebbero arricchire, poi, la riflessione, con particolare riguardo alla definizione di un quadro puntuale in merito a competenze pedagogiche, educative e formative necessarie al soggetto, anche nella prospettiva di genere, nei rapporti con la società e nelle organizzazioni.
Relativamente agli studi storico-educativi, si sollecitano proposte di contributi volti a recuperare ed a indagare le numerose zone d’ombra che nel corso del tempo hanno contrassegnato il pluriverso dei molteplici altri da noi, ossia di tutti coloro che, in condizione di vulnerabilità, sprovvisti dei diritti o impossibilitati ad esercitarli, ed a seguito di complessi meccanismi di esclusione e di separazione, sono stati confinati ai margini della società.
A tale pluriverso di esistenze, affollato da un’infanzia invisibile, negata e priva di tutela giuridica, da anziani ritenuti fragili ed ormai superflui alla società, da donne discriminate per questioni biologiche, sociali e culturali, nonché da porzioni ampie della società, attraversate dalla difficoltà e dal disagio, come nel caso di soggetti con disabilità, oppure afflitte dalla miseria, dalla povertà, dall’abbandono e dalla deprivazione culturale, la recente storiografia pedagogica, ha prestato una crescente attenzione.
Tale attenzione è stata rivolta a rinnovare le metodologie della ricerca ed a prestare la massima cura nel recupero delle fonti, con la consapevolezza che l’esame di documenti inediti e di materiali di varia natura, in passato sottovalutati o tralasciati, possa mettere in luce segni, tracce ed indizi utili per: disvelare i mutamenti legati all’identità ed all’immagine dell’altro; mettere in luce la progressiva inclusione del diverso nella società; esplorare luoghi e realtà scolastiche ed educative dedicate ai più vulnerabili; ripercorrere i percorsi professionali di educatori, maestri e pedagogisti “militanti”; fare riemergere pedagogie sommerse.
Tenendo presente tale ampia tematica ed in accordo con il rinnovamento della metodologia storico-educativa sopraccennato, saranno accolti contributi e ricerche legati alla storia dell’educazione e delle idee pedagogiche, alla storia della scuola e delle istituzioni educative, alla storia dell’editoria scolastica ed alla letteratura dell’infanzia.
Per quanto riguarda l’area della didattica e della pedagogia speciale, i contributi proposti potranno affrontare le tematiche del disagio scolastico e sociale espresso in ogni sua forma, a partire dalle difficoltà e fragilità personali che creano disadattamento e marginalità, a quelle indotte da contesti formali e informali non inclusivi.
Saranno accolti studi e ricerche a carattere applicativo e pragmatico che riguardano la didattica, le tecniche e le tecnologie educative sia in ambito scolastico sia nel più vasto contesto della formazione, finalizzati a prevenire forme di disagio scolastico e volti alla risoluzione di situazioni di conflitto interpersonale e gruppale in contesti formativi. Possono essere alla base di forme di disagio in contesti formativi sia le difficoltà individuali, quali la difficile strutturazione della personalità, forme di impotenza appresa in seguito a reiterati insuccessi sul piano formativo, sia anche elementi correlati alla presenza conclamata o ipotizzata di disturbi specifici di apprendimento e di disabilità.
Per quanto riguarda l’area della pedagogia sperimentale, saranno accolti contributi a carattere applicativo ed empirico, con impostazione sperimentale, relativi alla valutazione delle competenze e dei rendimenti scolastici e dei processi di formazione e altresì contributi che riguardano le competenze metodologiche necessarie alla ricerca didattica e docimologica, volti a prevenire situazioni di fragilità, a far luce sui processi alla base del loro sviluppo e a profilare percorsi di intervento educativo e didattico.
Ugualmente per l’area dei metodi e delle didattiche delle attività sportive, i contributi proposti potranno scandagliare, in prospettiva inclusiva e in relazione alla prevenzione e riduzione del disagio e all’intervento, l’ambito delle ricerche su teorie, tecniche e metodi per l’allenamento e per la pratica delle differenti attività sportive e sulle valutazioni dei rendimenti e delle attitudini atletiche.
Deadline per l’invio degli abstract: 10 aprile 2020

Call